Ma l’america è stata scoperta negli anni 80?
Non so perché, ma quando voglio visualizzare gli anni ’80, vedo l’America.
A volte mi sembra sia nata in quegli anni, forse perché allora iniziavo a conoscerla.
C’erano i video dei corsi di aerobica di Sidney Rome e Lara Saint Paul.
I telefilm, dove mangiavano delle appetitosissime frittelle con lo sciroppo d’acero (certi sogni non dovrebbero mai realizzarsi: anni dopo le ho mangiate e mi hanno fatto davvero schifo).
I primi fast food, che ci hanno rovinato la vita e il girovita (ma che bontà).
E le fotografie sui giornali di moda, che avevano una luce sempre opaca, come scattate con un velo davanti all’obiettivo.
Ma l’immagine che più di tutte mi parla dell’America di quegli anni è Io e Annie di Woody Allen, dove una svampita e imbranatissima Diane Keaton interpreta uno dei personaggi più divertenti e caratteristici. Il titolo originale è Annie Hall ed è un omaggio alla Keaton (Hall è il suo vero cognome)…anche se il film è del 77 lo considero degli anni 80 per due motivi: mancava poco alla fine del decennio e quando l’ho visto per la prima volta era il 1984.
Frittelle con sciroppo d’acero, una grande illusione

Io e Annie.
Nel cast diversi attori poi diventati celebri: Sigourney Weaver, Christopher Walken, Beverly D’angelo (la Wendy di “Shining”)

La di da
Cioè praticamente tu non conosci Albanoeromina? Continuiamo così, facciamoci del male.
Come spiegare a un giovane del 2006 l’entità albanoeromina.
Come spiegargli, senza turbarlo, che una volta erano l’icona della famiglia, e soprattutto, erano la musica italiana all’estero.
Ci hanno fatto sognare, ci hanno fatto cantare e Romina, in un rarissimo (per allora che erano inseparabili) caso di allontanamento da Albano ci ha fatto anche ballare.
Sì, o giovane del 2006, è giunto il momento che tu venga a conoscenza dell’esistenza de “Il ballo del qua qua”.
E’ giusto che tu sappia, che ogni bambino degli anni 80, con una certa sensibilità musicale, possedeva il 45 giri* di questo pezzo, che è stato forse il preludio ai balli di gruppo.
Sul retrocopertina Romina ci insegnava i passi del ballo che, oramai imparati a memoria, ripetevamo all together alle feste di compleanno dove un Penny** rosso mangiava e rimangiava il minivinile***.
Piccolo glossario al post
*mini vinile che girava sul piatto dello stereo (o inserito nel mangiadischi) alla velocità, appunto di 45 giri. Aveva due facce o lati e conteneva due canzoni.
Si contrapponeva al 33 giri.
**mangia dischi portatile esclusivamente destinato all’ascolto del 45 giri; funzionava a corrente e a pile; disponibile in rosso e giallo (colore forse più diffuso negli anni ‘70);
il nome Penny derivava dalla marca che lo produceva.
*** il 45 giri, appunto.
Copertina del 45 giri “Il ballo del qua qua”.
Sul la to B c’era “Paolino Maialino”, capolavoro sottostimato.
Mangiadischi “Penny”.
L’ho avuto in regalo per la befana 1983 quando a causa di una pessima interpretazione di mio padre, scoprii che la vecchina con la scopa non esisteva…mi consolai con il 45 giri con cui mi fu regalato: “John e Solfamy”
1981, alzi la mano chi non ha mai ballato “Gioca jouer”
Dormire tatataratatatataratata, salutare tatataratatatataratata, autostop tatataratatatataratata, starnuto tatataratatatataratata, camminare tatataratatatataratata, nuotare tatataratatatataratata, sciare tatataratatatataratata, spray tatataratatatataratata, macho tatataratatatataratata, clacson tatataratatatataratata, campana tatataratatatataratata, ok tatataratatatataratata, baciare tatataratatatataratata, capelli tatataratatatataratata, saluti, saluti, Superman!
Meno male che mio nipote di 5 anni un paio di anni fa me l’ha fatta riscoprire, ora che la mia coordinazione ha fatto dei leggeri ma significativi progressi, ho avuto la rivincita su alcuni passi…la “campana”, però, continua ad essermi un po’ ostica e “sciare” mi viene come nell’ 81, quando, come mio nipote, avevo 5 anni.
“Gioca Jouer”, Claudio Cecchetto.
Sigla di Sanremo, 1981.
Retrocopertina del 45 giri “Gioca Jouer”, con i passi illustrati.
“Scegli: vuoi il commodore 64 o il music partner bontempi?”
Natale 1986, avevo 10 anni e discutendo del mio regalo mia madre mi pose di fronte ad una scelta: “vuoi il commodore 64 o il music partner bontempi?”
Ero una bambina e non sapevo che quella che appariva come una scelta innocua, in realtà nascondeva una chiara anticipazione del mio futuro di persona inconcludente come pochi e distante anni luce da ogni forma di tecnologia (incluso lo spazzolino elettrico).
Fin da allora era chiaro che fossi una persona poco incline alla concretezza e quindi scelsi. Nonostante mio fratello 22 enne cercasse di orientarmi verso il commodore, preferii senza esitazione la pianola.
“Benissimo!”, pensarono, tranne mio fratello che mai digerì la faccenda, “ha inclinazioni artistiche, imparerà la musica”.
Non andai mai oltre “L’inno alla gioia” e l’uso della mano sinistra in combinazione con la destra sulla tastiera, rimase per me un arcano mistero.
Foto Commodore64.
lo slogan pubblicitario diceva: “compramelo papà, così ci giochi anche tu”.
Nasceva così il computer per tutti…ma non per me!

Foto Music Partner Bontempi.
La pianola veniva venduta con spartiti e cassette con corso di musica, le ho usate tantissimo… per registrarci su la musica trasmessa dalla radio!!!
Arrivano i Robinson regalandomi un Mars
24 febbraio 1986.
Un lunedì.
Canale 5.
Prima puntata dei Robinson e prima volta che ho mangiato un Mars, che infanzia ragazzi.
Onnivora di televisione e snack come pochi, ero lì, puntuale all’appuntamento con le novità del mio tempo: una nuova serie televisiva e una nuova meraviglia di mou e caramello con copertura di cioccolato a latte.
Una piccola e ancora inspiegata cattiveria da parte di mia madre:il Mars l’ho potuto mangiare solo quasi alla fine del telefilm, per cui con lo sguardo diviso fra la tv e la vetrinetta dove era custodita, al riparo delle mia fauci, la goduria di cioccolata, un po’ della trama è francamente andata persa.
I Robinson

Pubblicità Mars (anche se forse non degli anni 80 e non è italiana), troppo divertente
