Fantastico, il sabato sera degli italiani.

Il sabato sera degli anni 80 era il varietà di rai 1.

Un avvenimento sacro e imperdibile.

Nel 1979 inizia la serie di “Fantastico” che andrà avanti per ben 12 edizioni, ma, almeno nei ricordi di bambina, solo le prime tre sono state per cast e qualità di contenuti, quelle realmente indimenticabili.

La prima edizione inizia con un cast quasi tutto al femminile: Loretta Goggi, Heather Parisi, e Beppe Grillo.

Poi un’alternanza fra Corrado, Pippo Baudo, Raffaella Carrà.
Sigle indimenticabili, sketches che hanno fatto la storia della comicità e della televisione italiana.

Milioni di italiani sintonizzati davanti alla tv per seguire lo show del sabato sera, in attesa dell’estrazione del 6 gennaio, con in mano un biglietto della lotteria Italia per cambiare vita.

Quel varietà è morto o forse non esiste più quell’Italia che amava lo spettacolo, i balletti, la cura per le scenografie.
Allora lasciavamo che la televisione la facesse chi la sapeva fare, chi veramente sapeva comunicare.
Allora volevamo essere solo spettatori, contenti di lasciare ad altri il ruolo di protagonisti.
Allora la televisione era intrattenimento e non un ufficio di collocamento.

Sigle Fantastico 1, 2, 3 e 4


I Tunes: la mia macchina del tempo

La domenica di rassetto è saltata. E’ lunedì pomeriggio e una temibile pila di camicie da stirare incombe su di me. Per creare un po’ di atmosfera accendo I tunes e scelgo l’opzione “brani random”. In questo modo anche stirare può diventare un’ esperienza unica.

Camicia n.3. Non si stira neanche con una pressa di 195 chili, la pazienza non mi viene in contro, ma I tunes mi dà una mano: Pino Daniele, “Bella ‘mbriana”.

All’improvviso mi trovo nella macchina di mio padre: fa caldo, c’è il sole del pomeriggio e sono piccola (ma solo di età). Deve essere l’estate del 1983.
Stiamo raggiungendo la casa al mare e mio fratello ha messo una cassetta di Pino Daniele: “Buona sera bella ‘mbriana mi rest’appesa ‘a nu filo d’oro”, non capisco bene le parole perché avrò più o meno 7 anni e non ho dimestichezza con il dialetto napoletano. Non importa, faccio come per le canzoni in inglese e imparo il suono.

Per sempre quelle note mi ricorderanno le vacanze estive e il percorso per raggiungerle.

La musica parte e vedo quella che prima era una casa, poi un ritrovo fra pizze e cornetti, poi di nuovo una casa. Uno dei proprietari assomiglia un po’ a Marco Carena, un po’ a De Gregori; il fratello soprannominato “paperino” è un ragazzone con una voce da piccola principessa, accento calabrese a parte.

Con la stessa disinvoltura con cui, ferro alla mano, passo dal colletto al polsino, Bella ‘mbriana lascia il testimone a “Je so’ pazzo”. Anche qui imparo il suono approssimativo della parole praticando il neologismo più audace, ma non importa sono piccola e tutto mi è concesso.

Sono ancora in macchina, ma sono arrivata a destinazione da qualche giorno. Siamo sulla litoranea che collega il paese figlio al paese padre. Solo 4 chilometri li separano, nel mezzo, lo spettacolo più bello che si possa vedere: un’isola sorridente che dalla spiaggia pare lontanissima, ma dalla macchina la si può toccare con una mano. La musica è forte e senza distrarmi dal paesaggio in movimento, con un gesto meccanico giro la manopola che regola il volume della radio: bisogna togliere l’audio, c’è la strofa con la parolaccia, io sono piccola e mi vergogno di sentirla davanti a mamma e papà.



Partitina?

La mia passione di scolaretta anni 80 era la sala giochi, non essendo però un luogo particolarmente confacente ad una bambina di 9 anni, quel santo di mio fratello (detto anche l’ “apostolo” per la sua pazienza e dedizione nei miei confronti) all’uscita della scuola mi ci portava. Famose sono rimaste le mie risatissime sguaiate mentre stritolavo i volanti dei simulatori di guida. Il mio preferito? ovviamente lui: PACMAN


80’s music remix parte seconda

Ed eccoci alla seconda parte del remix musicale di alcune delle più belle canzoni degli anni 80.

Il vodcast di oggi è casualmente tutto al femminile:

Loretta Goggi che canta “Maleddetta primavera”, canzone in gara al Festival di Sanremo 1981;

Alice che canta “Per Elisa”, canzone vincitrice al Festival di Sanremo 1981;

Marcella Bella, che canta “Nell’aria”

Come sempre buona ascolto e buon ricordo


80’s music remix prima parte

La mia infanzia negli anni 80 è piena di musica.

Oggi propongo la prima parte di un vodcast con alcune delle mie canzoni preferite:
Chi ricorda Plastic Bertrand, cantante francese che partecipò al festival di sanremo del 1982 con Ping Pong?
Ero innamoratissima del suo faccino e delle sue giacche spallinate, tra l’altro pare che in Francia sia ancora amatissimo. Qui propongo il lato B del 45 giri Hula Hop

E i Decibel, gruppo italian punk più attivo nei 70 il cui frontman era Enrico Ruggeri? Provate ad ascoltare Contessa, un capolavoro.

Infine colui che interpreta gli anni 80 come nessun altro: Stewie Wonder che con il suo senso del ritmo, la voce delicata e i sunshine riempie i momenti più belli dei miei primi anni. Qui propongo “i just called to say I love you”, colonna sonora del film “La signora in rosso”, con Gene Wilder e Kelly Le Brook, che credo abbia turbato il sonno di molti adolescenti dell’epoca e rovinato la vita a molte ragazzine brufolute.

Come sempre buon ascolto e buon ricordo.

Hula Hop
, I just called to say I love you, Contessa