E il pupazzo Rockfeller giacque inanimato

Ieri mio fratello, che vive a circa 800 km di distanza da me, mi ha mandato alcune foto di giocattoli di quando ero bambina per postarli nel blog.

Sono capitata così in un mondo che avevo quasi completamente dimenticato ed è strano, perchè a volte pensiamo di ricordare le cose esattamente come sono state e invece ne ricordavamo solo l’idea.

Avevo rimosso il pupazzo Rockfeller, personaggio della tv animato dal ventriloquo spagnolo Jose Luis Moreno e protagonista di “Fantastico” 1984.

Il mio rockfeller, avuto in regalo da babbo natale o da sua moglie, credo fosse stato acquistato su una bancarella, non era quindi quello “visto in tv”.

Era di un materiale simile al poliestere, di quelli che fanno scintille; il becco non era duro, ma di stoffa e dietro la schiena aveva l’apposito ingresso per la manina.
In realtà il problema di quando ero piccola (e a dire il vero anche un po’ di adesso) è che mi aspettavo che i giocattoli una volta arrivati a casa si comportassero come quando erano in tv, ignorando completamente la scritta microscopica in basso nello schermo “movimento simulato”: le barbie, si sarebbero dovute muovere e vestire da sole e il pupazzo rockfeller, avrebbe dovuto essere accompagnato da Jose Luis Moreno, che abilmente gli avrebbe dato voce e movimenti. In sostanza il mio problema era (ed è) una patologica pigrizia. Non avevo nessuna voglia di mettermi a fare teatrini rischiando una paresi mentre cercavo di parlare senza muovere alcun muscolo facciale; non mi andava di inventare storie: ero una bambina degli anni 80, tv-dipendente, perchè continuavano ad aspettarsi da me una qualsiasi iniziativa?

Vi prego, ora non smentitemi raccontandomi di quante e quali bellissime storie di fantasia siete stati capaci nei vostri giochi di bambini anni 80. Siate sensibili, la mia forse era una malattia, odiavo anche i cartoni di Walt Disney…
ma sarò stata mai bambina?

Rockfeller che dal natale del 1984 aspetta Josè Luis Moreno seduto sulla macchina per cucire di mia madre.
DSCN1189.jpg


Live 80’s @ Play Radio

E’ fatta. L’intervista è andata abbastanza bene, ed è stata davvero una bella esperienza.

Ringrazio Playradio e Stefano Gallarini per l’ospitalità, ma un ringraziamento speciale va a Chicco Giuliani per la gentilezza e la disponibilità.

Ecco il file con l’incursione telefonica di Live80’s a Playdigital, buon ascolto.

A proposito di interviste, anche negli anni ‘80 ce ne sono state di bellissime: questa è sicuramente la mia preferita.

Da “No grazie, il caffè mi rende nervoso”, Lello Arena intervista James Senese

Interviss


Live 80’s @ Play Radio - questa sera ore 21.30

Ebbene sì, domenica (26) Live80’s farà un’incursione telefonica nel programma Play Digital, trasmesso dalle frequenze di Play Radio, la nuova emittente radiofonica nazionale del gruppo RCS.

Il programma, che va in onda dalle ore 20.00 alle ore 23.00, si occupa di tecnologie, videogiochi, web e curiosità del “life style” digitale, inoltre dà voce ai redattori dei blog sparsi per la rete.

A condurlo ci sono Chicco Giuliani e Stefano Gallarini, storico conduttore dei pomeriggi di italia 1 negli anni ‘90.

L’intervista alla sottoscritta sarà per le 21.30.

Momento di gloria? No, panico totale.
Non abbandonatemi e siate numerosissimi…per favore:)


Volevo andare allo zecchino d’oro

Oggi ricomincia lo zecchino d’oro.
E come direbbero i Matia Bazar: “C’è tutto un mondo intorno”.
Posso serenamente affermare che dopo il Signor Mulino Bianco, Cino Tortorella è il mio padre adottivo e Memo Remigi, nella “persona” di Topo Gigio, è mio fratello.

Lo zecchino era un appuntamento imperdibile che aspettavo quasi di più del festival di Sanremo.
Davanti alla tv, la mia attività principale era quella di strapparmi le unghie perchè, come al solito (e cito me stessa) ero dalla parte sbagliata del televisore.
Supplicai a lungo mia madre, perchè mi facesse partecipare alle selezioni, ma ancora una volta non riuscii a convincerla; così sopportai anche l’onta di vedere un mio amichetto di classe pluriraccomandato e intonato quanto una ringhiera urtata per caso, esibirsi nientepocodimenochè in diretta provinciale: la maggiore tv locale della mia città trasmetteva le selezioni. Me la ricordo ancora la canzone: “La verità non è una medicina”.

Ad ogni modo, il non plus ultra per me, era entrare nel coro dell’ Antoniano: avrei ucciso pur di farne parte.
Volevo essere una bambina di Mariele Ventre con le mani perennemente dietro la schiena e la faccia deformata dalle smorfie più assurde, tutta fiocchetti e coda di cavallo. La scusa preferita di mia madre per distorgliermi da questo pensiero era: “solo i bambini bolognesi possono partecipare al coro”.
Da lì nacque una vera e propria letteratura mitica nel mio cervello sui bambini di Bologna, di cui oggi ancora conservo qualche traccia. A questo proposito, per favore, se questa storia è stata l’ennesima bufala di mia madre, vi prego non ditemelo mai, è ancora una ferita aperta.

Il mago Zurlì
mago zurlì.jpg

Mua cuosa mie diicci maie? Apprendo solo ora che Topo Gigio era un topo internazionale, eh già
topoGIGIO.jpg

“Torero Camomillo”, un classico degli anni60. Il mio Penny l’ha suonato e risuonato
torero camomillo.JPG


Un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana

Uno dei film più divertenti visti negli anni 80. Da allora parte dei dialoghi sono entrati nel mio lessico quotidiano.
La colonna sonora è di Lucio Dalla: è qui che ho sentito per la prima volta la canzone “cara”, bellissima.
Borotalco (1982)
Cast
Carlo Verdone (Sergio) Eleonora Giorgi (Nadia) Christian De Sica (Marcello) Mario Brega (Augusto) Angelo Infanti (Manuel Fantoni) Roberta Manfredi (Rossella)Isa Gallinelli (Valeria)Enrico Papa (Cristiano)

Balletto Verdone-De Sica


-Come so ste olive?
-so greche