Bellavista
Nel 1984 uscì nelle sale cinematografiche italiane Così parlò bellavista.
Il film, di un ingegnere napoletano della IBM, con la passione per la filosofia, è per noi, gente da Roma in giù, una vera e propria Bibbia.
Luciano De Crescenzo al suo debutto come regista ha fatto centro: pur descrivendo Napoli senza tralasciare neanche uno dei tanti luoghi comuni che l’hanno resa celebre, ne dipinge un quadro meraviglioso e mai scontato.
Il prof. Bellavista, insegnante di filosofia in pensione, dispensa pillole di saggezza ai suoi compagni di riunione: il vice portiere, il vice-vice portiere, o’ munnezzaro e il poeta in perenne ispirazione (proessò, permettete un pensiero poetico? “‘a libertà, ‘a libertà, pure ‘o pappavall’ l’adda provà”).
Per Bellavista esistono due tipi di uomini: l’uomo di libertà e l’uomo d’amore; il primo è milanese, stoico, non ama perdere tempo e per questo preferisce la doccia al bagno in vasca; il secondo è napoletano, epicureo, si fa le pummarole in casa perchè quelle in scatola non le ha conosciute di persona;
Un giorno arriva nel condominio il dott. Cazzaniga, milanese, direttore del personale dell’Alfa Sud.
Dopo un’iniziale diffidenza da parte di tutti, un provvidenziale blocco dell’ascensore costringe Bellavista e Cazzaniga a familiarizzare, scoprendo così che anche un napoletano e un milanese possono andare d’accordo e condividere gli stessi ideali.
Buona visione
Uomini d’amore e uomini di libertà
l’uomo del sud non va mai di fretta, tanto qualcosa con cui impegnare il tempo la trova sempre, fosse anche l’ascolto di un iperbolico racconto del tentato scippo di un cavalluccio rosso.
Riccardo Pazzaglia nella scena del “cavalluccio rosso”
E’ na’ catena ormai…
Dopo le vacanze di Natale non riuscivo a rimettermi al blog, così decido di rompere il ghiaccio raccogliendo l’ invito del buon Avanguard (Stracult) continuando la catena delle “5 cose che non sapevate di me”.
In realtà ero un po’ restia a farlo perché provo una certa ansia a dovermi descrivere.
Vabbè, bando alle ciance, tanto chi non fosse interessato può sempre decidere di non leggere.
1) ogni volta che faccio qualcosa non devo mai fermarmi, altrimenti non riprendo più. (basta vedere a quando risale l’ultimo aggiornamento del blog).

2) odio ex equo: banane, arance candite e chiodi di garofano.

3) adoro le scarpe basse, e per questo ringrazio chi da due anni a questa parte ha rimesso in commercio le “ballerine” (oggi ne ho comprate due paia).
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4) non posso assolutamente pensare di camminare a piedi in strada senza ascoltare musica.
5) sono una vittima della Apple.