E vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni
L’aereo è atterrato, anche stavolta mi sono salvata.
Dopo la testimonianza al matrimonio della mia amichetta le vacanze avrebbero dovuto avere inizio, ma si sa, la sfiga è sempre in agguato.
Convinco il mio quasi marito a rimandare la partenza di un paio di giorni promettendogli bagni in posti da sogno, quando il mio essere donna oggi si sprigiona in tutta la sua essenza.
Mesta mesta io e finalmente contento lui, partiamo alla volta del profondo sud, ho la gola devastata, faccio fatica anche a parlare.
Non mi ammalo mai, sono praticamente una roccia, ma mi piace stupire: il 7 agosto ho la febbre alta. Vado avanti così per 7 giorni.
Il 16 agosto, dopo aver rovinato parte della vacanza praticamente a tutti decido che è ora di rifare le valigie e sperare in un futuro migliore. Ciò che mi lascio alle spalle è un profondo senso di gratitudine da parte di cognati/e, suocera e quasi marito. Continua a leggere questo post »