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The following is a list of all entries from the cinema anni 80 category. Noteworthy entries are filed topmost.

Innamorata…pazza - ma sul serio, eh

Scrivere su questo blog è un po’ come fare analisi: mi costringe a scavare nei buchi neri della mia infanzia.

Questo l’avrò visto 100 volte; e già che ci sono confesso anche che Adriano Celentano ha esercitato su di me un certo fascino, contemporaneamente a Tony Renis.
Ok, chiudo il blog e mi cerco un analista in carne ed ossa.


Innamorato pazzo (1981)



Tony Renis, Sanremo (1970), Canzone blu



Occasioni mancate

Nel 1984 avevo 8 anni e Nanni Moretti portava al cinema uno dei suoi più grandi capolavori: “Bianca”.
Peccato che allora andavo al cinema solo per vedere “Flashgordon”, “Innamorato pazzo” e per mangiare le Bomboniere.

Trailer di Bianca, 1984




Bellavista

Nel 1984 uscì nelle sale cinematografiche italiane Così parlò bellavista.
Il film, di un ingegnere napoletano della IBM, con la passione per la filosofia, è per noi, gente da Roma in giù, una vera e propria Bibbia.

Luciano De Crescenzo al suo debutto come regista ha fatto centro: pur descrivendo Napoli senza tralasciare neanche uno dei tanti luoghi comuni che l’hanno resa celebre, ne dipinge un quadro meraviglioso e mai scontato.

Il prof. Bellavista, insegnante di filosofia in pensione, dispensa pillole di saggezza ai suoi compagni di riunione: il vice portiere, il vice-vice portiere, o’ munnezzaro e il poeta in perenne ispirazione (proessò, permettete un pensiero poetico? “‘a libertà, ‘a libertà, pure ‘o pappavall’ l’adda provà”).

Per Bellavista esistono due tipi di uomini: l’uomo di libertà e l’uomo d’amore; il primo è milanese, stoico, non ama perdere tempo e per questo preferisce la doccia al bagno in vasca; il secondo è napoletano, epicureo, si fa le pummarole in casa perchè quelle in scatola non le ha conosciute di persona;

Un giorno arriva nel condominio il dott. Cazzaniga, milanese, direttore del personale dell’Alfa Sud.
Dopo un’iniziale diffidenza da parte di tutti, un provvidenziale blocco dell’ascensore costringe Bellavista e Cazzaniga a familiarizzare, scoprendo così che anche un napoletano e un milanese possono andare d’accordo e condividere gli stessi ideali.

Buona visione
Uomini d’amore e uomini di libertà

l’uomo del sud non va mai di fretta, tanto qualcosa con cui impegnare il tempo la trova sempre, fosse anche l’ascolto di un iperbolico racconto del tentato scippo di un cavalluccio rosso.
Riccardo Pazzaglia nella scena del “cavalluccio rosso”


Le “Vacanze di Natale” non sono più quelle di una volta

Odio i film di Natale e odio Massimo Boldi che insieme a Gene Gnocchi rimmarrà, a mio avviso, uno degli interrogativi inevasi nel panorama comico italiano.
Tuttavia non posso fare a meno di ammettere che un film-panettone (come si dice adesso) che ho tanto amato esiste…e lo grido ai quattro venti:
Vacanze di Natale 1983.

Mai ritratto di un’ epoca fu più fedele alla realtà. Gli anni 80 sono, in questa pellicola, magistralmente riassunti ed ora che la faccenda è stata metabolizzata e il periodo rivalutato, possiamo guardarla con un po’ di nostalgia e meno puzza sotto al naso.

Cortina
che pulula di riccastri milanesi, con marito impellicciato e moglie annoiata che ripiega sul pianista di piano bar (figura, allora più che mai sulla cresta dell’onda, seguita dal mestro di sci e da quello di tennis); comitive di figli di papà, per finire con gli immancabili “cafoni” che, dopo anni di sacrifici debuttano nell’esperienza della “settimana bianca”.

La musica “ruffiana” che richiama i successi più ballati in discoteca.

E poi gli occhiali a specchio (li ho portati anche io e spontaneamente), i mon boot pelosi, Claudio Amendola quando era figo, Cristian De Sica “nun me angoscià”, Karina Huff che mi ha rovinato un’ infanzia con il suo visetto da americanina e fisichetto inarrivabile, dulcis in fundo il maestro di sci che recita il suo motto fino ad anestetizzarti le orecchie (e chiunque abbia preso una volta nella vita una lezione di sci, sa di cosa parlo) “peso a valle e sci a monte” in rigoroso accento veneto.
Vabbè mi fermo qui e lascio la parola alle immagini.
buona visione







Un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana

Uno dei film più divertenti visti negli anni 80. Da allora parte dei dialoghi sono entrati nel mio lessico quotidiano.
La colonna sonora è di Lucio Dalla: è qui che ho sentito per la prima volta la canzone “cara”, bellissima.
Borotalco (1982)
Cast
Carlo Verdone (Sergio) Eleonora Giorgi (Nadia) Christian De Sica (Marcello) Mario Brega (Augusto) Angelo Infanti (Manuel Fantoni) Roberta Manfredi (Rossella)Isa Gallinelli (Valeria)Enrico Papa (Cristiano)

Balletto Verdone-De Sica


-Come so ste olive?
-so greche