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	<title>Anni 80 - Live 80's</title>
	<link>http://www.live80s.com</link>
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	<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 14:29:58 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Quando c&#8217;erano le enciclopedie</title>
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		<comments>http://www.live80s.com/quando-cerano-le-enciclopedie/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2007 17:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>costume anni 80</category><category>1983</category><category>bambola di pezza</category><category>enciclopedie</category>
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		<description><![CDATA[<p>Allora internet era fantascienza.<br />
Niente cazzeggio quotidiano fra mail con catenone di santantonio e “fare networking”.<br />
Niente wikipedia o motori di ricerca.<br />
Allora era il 1983 e se avevi un dubbio, poteva anche capitarti di morire prima di conoscerne la soluzione. </p>
<p>Noi bambini, per esempio, alle prese con noiosissime ricerche scolastiche, ci affidavamo a una strumentazione cartacea, che o era lì perché acquistata consapevolmente o, come più spesso accadeva, perché un giorno i genitori, oramai sfiniti, svenuti, ma con la penna in mano opportunamente orientata verso la riga del “Firma qui”, si erano impegnati a pagare rate fino alla morte; quel giorno c’erano state visite: il <strong>rappresentante di enciclopedie</strong>, approfittando dello spioncino rotto, era riuscito a varcare la soglia di casa.</p>
<p>Se esisteva una cosa che allora era temuta da tutti era la vendita delle enciclopedie: i metodi per convincerti erano i più disparati, ma come al solito quello più efficiace era fare leva sui bambini.</p>
<p>Un giorno di una settimana di un mese del 1983, arriva a mio nome una bella letterina, il cui testo, rivolto direttamente alla sottoscritta, diceva che se la domenica successiva i miei genitori ed io ci  fossimo presentati in un prestigioso albergo della mia città (teatro del futuro matrimonio della mia amichetta del cuore) avrei potuto ritirare una <strong>MERAVIGLIOSA bambola</strong> tutta per me: apriti cielo, neanche fosse stato il giorno più bello della mia vita.</p>
<p>Ho supplicato e convinto i miei ad andare: loro già sapevano, io speravo.<br />
Già mi vedevo tornare a casa con quella <strong>MERAVIGLIOSA bambola</strong>, alta quanto me che mangiava, cacava, diceva mamma e mi faceva pure i compiti.</p>
<p>Finalmente domenica fu. </p>
<p>Ricordo due scene ben distinte di questo episodio:</p>
<p>1) i miei trascinati dalla mia forza mentre salivamo per le scale, e un signore che scendendo ci dice: “no, era un semplice incontro volto alla vendita di un’ enciclopedia”;</p>
<p>2) La figlia del signore che aveva i mano la <strong>MERAVIGLIOSA bambola</strong>…</p>
<p>Era di pezza. Di quelle con le treccine di lana. Con la faccia schiacciata. Il corpo pure. Puzzava. Era alta sì e no 15 centimetri.</p>
<p>Ecco, questa mi piace ricordarla come una delle più grandi figure di merda della mia vita: verso mamma e papà, che hanno sempre ragione e verso me stessa, che ero, sono e sarò sempre una tontolona.</p>
<p>Ah, l’enciclopedia non l’abbiamo comprata, ne avevamo già una col suo bel vano raccoglitore: IQUINDICI, ma questo è un altro capitolo.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora internet era fantascienza.<br />
Niente cazzeggio quotidiano fra mail con catenone di santantonio e “fare networking”.<br />
Niente wikipedia o motori di ricerca.<br />
Allora era il 1983 e se avevi un dubbio, poteva anche capitarti di morire prima di conoscerne la soluzione. </p>
<p>Noi bambini, per esempio, alle prese con noiosissime ricerche scolastiche, ci affidavamo a una strumentazione cartacea, che o era lì perché acquistata consapevolmente o, come più spesso accadeva, perché un giorno i genitori, oramai sfiniti, svenuti, ma con la penna in mano opportunamente orientata verso la riga del “Firma qui”, si erano impegnati a pagare rate fino alla morte; quel giorno c’erano state visite: il <strong>rappresentante di enciclopedie</strong>, approfittando dello spioncino rotto, era riuscito a varcare la soglia di casa.</p>
<p>Se esisteva una cosa che allora era temuta da tutti era la vendita delle enciclopedie: i metodi per convincerti erano i più disparati, ma come al solito quello più efficiace era fare leva sui bambini.</p>
<p>Un giorno di una settimana di un mese del 1983, arriva a mio nome una bella letterina, il cui testo, rivolto direttamente alla sottoscritta, diceva che se la domenica successiva i miei genitori ed io ci  fossimo presentati in un prestigioso albergo della mia città (teatro del futuro matrimonio della mia amichetta del cuore) avrei potuto ritirare una <strong>MERAVIGLIOSA bambola</strong> tutta per me: apriti cielo, neanche fosse stato il giorno più bello della mia vita.</p>
<p>Ho supplicato e convinto i miei ad andare: loro già sapevano, io speravo.<br />
Già mi vedevo tornare a casa con quella <strong>MERAVIGLIOSA bambola</strong>, alta quanto me che mangiava, cacava, diceva mamma e mi faceva pure i compiti.</p>
<p>Finalmente domenica fu. </p>
<p>Ricordo due scene ben distinte di questo episodio:</p>
<p>1) i miei trascinati dalla mia forza mentre salivamo per le scale, e un signore che scendendo ci dice: “no, era un semplice incontro volto alla vendita di un’ enciclopedia”;</p>
<p>2) La figlia del signore che aveva i mano la <strong>MERAVIGLIOSA bambola</strong>…</p>
<p>Era di pezza. Di quelle con le treccine di lana. Con la faccia schiacciata. Il corpo pure. Puzzava. Era alta sì e no 15 centimetri.</p>
<p>Ecco, questa mi piace ricordarla come una delle più grandi figure di merda della mia vita: verso mamma e papà, che hanno sempre ragione e verso me stessa, che ero, sono e sarò sempre una tontolona.</p>
<p>Ah, l’enciclopedia non l’abbiamo comprata, ne avevamo già una col suo bel vano raccoglitore: IQUINDICI, ma questo è un altro capitolo.</p>
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		<title>A volte riaprono</title>
		<link>http://www.live80s.com/a-volte-riaprono/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/a-volte-riaprono/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 14:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>costume anni 80</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.live80s.com/a-volte-riaprono/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Una della cose che più preferisco è fare la spesa. </p>
<p>Cerco con cura i supermercati dove spendere parte del mio tempo libero;<br />
raccolgo con avidità i volantini delle offerte;<br />
seleziono con apposita crocetta i prodotti più convenienti e, lista alla mano, compilata seguendo il percorso e la disposizione del punto vendita, esco di casa.</p>
<p>Dopo anni di frequentazioni, ho la mia lista di preferiti che non segue necessariamente un criterio di convenienza o di qualità. Diversi sono i motivi che mi spingono a comprare in un supermercato piuttosto che in un altro: </p>
<p>Alla Sma si risparmia; al Pam c’è grande scelta e ariosità; al Gs, a parte qualche punto oscuro sulle offerte speciali, ci sono dei deliziosi mini carrelli telescopici (adorati oramai non solo dalle nonnette).<br />
Ma uno in particolare mi mette allegria: l’Esselunga.<br />
Il punto vendita vicino casa è piccolo, tarato più sui single, non estremamente conveniente (ad eccezione delle offerte sui vini) e neanche fornito di tutte le marche.<br />
Per una serie di coincidenze, mi sono trovata a farci la spesa sempre in momenti di semi gioia o felicità estrema (sono una che si accontenta di poco): colloqui di lavoro andati bene, promesse di assunzione ovviamente inevase, vacanze imminenti, il quasi marito che cambia lavoro per uno apparentemente più bello (cosa che peraltro succede mediamente ogni 8 mesi); oramai è tradizione andare lì quando c’è da festeggiare.<br />
Un mese fa è stato chiuso.<br />
Sgomento e un pizzico di tristezza; sono da poco tempo in questa città e già mi affeziono ai posti e per di più a un supermercato? Sono una passionale, con tendenza alla nostalgia, ma con capacità di veloce ripresa, per cui incuriosita dalla possibilità di avere nei paraggi un supermercato non ancora sperimentato, ho chiesto alla cassiera quale sarebbe stata la nuova insegna.<br />
Riporto testualmente:<br />
<strong>Io:</strong> (con un po’ di timidezza e timorosa di urtare la sua sensibilità) “chi subentrerà adesso” (e nella mi testa un turbinio di promettenti insegne circolavano vorticosamente: Conad? Careffour? Sigma? Maxi Futura? Alvi? e in più un paio di neologismi della GDO da me creati).</p>
<p><strong>Cassiera</strong>: S-T-A-N-D-A</p>
<p><strong>Io:</strong> S-T-A-N-D-A? Ma sono anni che non esiste più in tutta Italia; </p>
<p><strong>Cassiera:</strong> (con sorriso beffardo) Infatti.</p>
<p>Nella mia infanzia anni 80 la Standa ha avuto un ruolo essenziale: era sì la casa degli italiani, ma in particolare la sentivo casa mia; mia madre ci aveva lavorato da ragazza, emancipandosi da un padre all’antica e aveva dovuto licenziarsi una volta sposata, perché le ragazze della standa dovevano essere rigorosamente signorine (quando licenziarsi perché sposate era un segno di un successo raggiunto e non una discriminazione). Quel posto per me rappresentava la giovinezza di mia madre, il luogo dove, vestita di gonne a palloncino e foulard tra i capelli, me la immagino con ancora una vita davanti e sogni da realizzare.</p>
<p>Tre giorni fa ho deciso di andare incontro al mio passato: emozionata sono andata alla rediviva Standa.<br />
Piccole tracce dell’esselunga che fu, tanta confusione e nulla del supermercato di quando ero bambina. </p>
<p>Delusa, aspetto che ripeschino dal dimenticatoio quel meraviglioso gioco che facevano a <strong>Fantastico</strong> in cui una famiglia vinceva due minuti di spesa selvaggia, dove? Ovviamente alla standa, la casa degli italiani, almeno fino agli anni ‘80.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una della cose che più preferisco è fare la spesa. </p>
<p>Cerco con cura i supermercati dove spendere parte del mio tempo libero;<br />
raccolgo con avidità i volantini delle offerte;<br />
seleziono con apposita crocetta i prodotti più convenienti e, lista alla mano, compilata seguendo il percorso e la disposizione del punto vendita, esco di casa.</p>
<p>Dopo anni di frequentazioni, ho la mia lista di preferiti che non segue necessariamente un criterio di convenienza o di qualità. Diversi sono i motivi che mi spingono a comprare in un supermercato piuttosto che in un altro: </p>
<p>Alla Sma si risparmia; al Pam c’è grande scelta e ariosità; al Gs, a parte qualche punto oscuro sulle offerte speciali, ci sono dei deliziosi mini carrelli telescopici (adorati oramai non solo dalle nonnette).<br />
Ma uno in particolare mi mette allegria: l’Esselunga.<br />
Il punto vendita vicino casa è piccolo, tarato più sui single, non estremamente conveniente (ad eccezione delle offerte sui vini) e neanche fornito di tutte le marche.<br />
Per una serie di coincidenze, mi sono trovata a farci la spesa sempre in momenti di semi gioia o felicità estrema (sono una che si accontenta di poco): colloqui di lavoro andati bene, promesse di assunzione ovviamente inevase, vacanze imminenti, il quasi marito che cambia lavoro per uno apparentemente più bello (cosa che peraltro succede mediamente ogni 8 mesi); oramai è tradizione andare lì quando c’è da festeggiare.<br />
Un mese fa è stato chiuso.<br />
Sgomento e un pizzico di tristezza; sono da poco tempo in questa città e già mi affeziono ai posti e per di più a un supermercato? Sono una passionale, con tendenza alla nostalgia, ma con capacità di veloce ripresa, per cui incuriosita dalla possibilità di avere nei paraggi un supermercato non ancora sperimentato, ho chiesto alla cassiera quale sarebbe stata la nuova insegna.<br />
Riporto testualmente:<br />
<strong>Io:</strong> (con un po’ di timidezza e timorosa di urtare la sua sensibilità) “chi subentrerà adesso” (e nella mi testa un turbinio di promettenti insegne circolavano vorticosamente: Conad? Careffour? Sigma? Maxi Futura? Alvi? e in più un paio di neologismi della GDO da me creati).</p>
<p><strong>Cassiera</strong>: S-T-A-N-D-A</p>
<p><strong>Io:</strong> S-T-A-N-D-A? Ma sono anni che non esiste più in tutta Italia; </p>
<p><strong>Cassiera:</strong> (con sorriso beffardo) Infatti.</p>
<p>Nella mia infanzia anni 80 la Standa ha avuto un ruolo essenziale: era sì la casa degli italiani, ma in particolare la sentivo casa mia; mia madre ci aveva lavorato da ragazza, emancipandosi da un padre all’antica e aveva dovuto licenziarsi una volta sposata, perché le ragazze della standa dovevano essere rigorosamente signorine (quando licenziarsi perché sposate era un segno di un successo raggiunto e non una discriminazione). Quel posto per me rappresentava la giovinezza di mia madre, il luogo dove, vestita di gonne a palloncino e foulard tra i capelli, me la immagino con ancora una vita davanti e sogni da realizzare.</p>
<p>Tre giorni fa ho deciso di andare incontro al mio passato: emozionata sono andata alla rediviva Standa.<br />
Piccole tracce dell’esselunga che fu, tanta confusione e nulla del supermercato di quando ero bambina. </p>
<p>Delusa, aspetto che ripeschino dal dimenticatoio quel meraviglioso gioco che facevano a <strong>Fantastico</strong> in cui una famiglia vinceva due minuti di spesa selvaggia, dove? Ovviamente alla standa, la casa degli italiani, almeno fino agli anni ‘80.</p>
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		<title>Le &#8220;Vacanze di Natale&#8221; non sono più quelle di una volta</title>
		<link>http://www.live80s.com/le-vacanze-di-natale-non-sono-piu-quelle-di-una-volta/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/le-vacanze-di-natale-non-sono-piu-quelle-di-una-volta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 16:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>costume anni 80</category>
	<category>cinema anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Odio i film di Natale e odio Massimo Boldi che insieme a Gene Gnocchi rimmarrà, a mio avviso, uno degli <em>interrogativi inevasi</em> nel panorama comico italiano.<br />
Tuttavia non posso fare a meno di ammettere che un film-panettone (come si dice adesso) che ho tanto amato esiste&#8230;e lo grido ai quattro venti:<br />
<strong>Vacanze di Natale 1983</strong>.</p>
<p>Mai ritratto di un&#8217; epoca fu più fedele alla realtà. Gli anni 80 sono, in questa pellicola, magistralmente riassunti ed ora che la faccenda è stata metabolizzata e il periodo rivalutato, possiamo guardarla con un po&#8217; di nostalgia e meno puzza sotto al naso.<br />
<strong><br />
Cortina</strong> che pulula di riccastri milanesi, con marito impellicciato e moglie annoiata che ripiega sul pianista di piano bar (figura, allora più che mai sulla cresta dell&#8217;onda, seguita dal mestro di sci e da quello di tennis); comitive di figli di papà, per finire con gli immancabili &#8220;cafoni&#8221; che, dopo anni di sacrifici debuttano nell&#8217;esperienza  della &#8220;settimana bianca&#8221;.</p>
<p>La musica &#8220;ruffiana&#8221; che richiama i successi più ballati in discoteca.</p>
<p>E poi gli <strong>occhiali a specchio</strong> (li ho portati anche io e spontaneamente), i <strong>mon boot pelosi</strong>, <strong>Claudio Amendola </strong>quando era figo, <strong>Cristian De Sica</strong> &#8220;nun me angoscià&#8221;, <strong>Karina Huff</strong> che mi ha rovinato un&#8217; infanzia con il suo visetto da americanina e fisichetto inarrivabile, dulcis in fundo il <strong>maestro di sci</strong> che recita il suo motto fino ad anestetizzarti le orecchie (e chiunque abbia preso una volta nella vita una lezione di sci, sa di cosa parlo) <strong>&#8220;peso a valle e sci a monte&#8221;</strong> in rigoroso accento veneto.<br />
Vabbè mi fermo qui e lascio la parola alle immagini.<br />
buona visione </p>
<p><object width="425" height="350"><br />
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Tuttavia non posso fare a meno di ammettere che un film-panettone (come si dice adesso) che ho tanto amato esiste&#8230;e lo grido ai quattro venti:<br />
<strong>Vacanze di Natale 1983</strong>.</p>
<p>Mai ritratto di un&#8217; epoca fu più fedele alla realtà. Gli anni 80 sono, in questa pellicola, magistralmente riassunti ed ora che la faccenda è stata metabolizzata e il periodo rivalutato, possiamo guardarla con un po&#8217; di nostalgia e meno puzza sotto al naso.<br />
<strong><br />
Cortina</strong> che pulula di riccastri milanesi, con marito impellicciato e moglie annoiata che ripiega sul pianista di piano bar (figura, allora più che mai sulla cresta dell&#8217;onda, seguita dal mestro di sci e da quello di tennis); comitive di figli di papà, per finire con gli immancabili &#8220;cafoni&#8221; che, dopo anni di sacrifici debuttano nell&#8217;esperienza  della &#8220;settimana bianca&#8221;.</p>
<p>La musica &#8220;ruffiana&#8221; che richiama i successi più ballati in discoteca.</p>
<p>E poi gli <strong>occhiali a specchio</strong> (li ho portati anche io e spontaneamente), i <strong>mon boot pelosi</strong>, <strong>Claudio Amendola </strong>quando era figo, <strong>Cristian De Sica</strong> &#8220;nun me angoscià&#8221;, <strong>Karina Huff</strong> che mi ha rovinato un&#8217; infanzia con il suo visetto da americanina e fisichetto inarrivabile, dulcis in fundo il <strong>maestro di sci</strong> che recita il suo motto fino ad anestetizzarti le orecchie (e chiunque abbia preso una volta nella vita una lezione di sci, sa di cosa parlo) <strong>&#8220;peso a valle e sci a monte&#8221;</strong> in rigoroso accento veneto.<br />
Vabbè mi fermo qui e lascio la parola alle immagini.<br />
buona visione </p>
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		</item>
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		<title>Signor Mulino Bianco? Io sono sua figlia</title>
		<link>http://www.live80s.com/signor-mulino-bianco-io-sono-sua-figlia/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/signor-mulino-bianco-io-sono-sua-figlia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2006 16:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>pubblicità anni 80</category>
	<category>costume anni 80</category>
	<category>giochi anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Negli anni 80 il marketing si è sbizzarrito inserendo gadgets di ogni tipo nei prodotti.</p>
<p>L’esempio più famoso è  quello delle merendine del mulino bianco che con le sorprese  da collezionare ha spinto le mamme ad una rassegnazione degna di un buddista e i bambini alla bulimia  conclamata.<br />
Al supermercato il mio unico pensiero era quello di arraffare il maggior numero di confezioni e, arrivati a casa, di distruggere la scatola per accaparrarmi l’oggetto del desiderio.</p>
<p>L’oggetto del desiderio era una scatolina che ricordava quella dei fiammiferi (chissà perchè?) con sopra l’immagine del mulino nella prateria sotto un cielo azzurro. Due erano i tipi di sorprese: gomme a forma di merendine (cornetti, crostatine, biscotti) o giochi.</p>
<p>Soffermandoci sui giochi, credo che battessero per inutilità e difficoltà di montaggio di gran lunga quelli dell’ovetto kinder.<br />
Se dentro la scatola c’era un gioco e non una gommina, calava su di me una delusione inenarrabile, ma per una strana alchimia continuavo a sperare e ad aprire la sorpresa credendo di trovarci il gioco del secolo, ma perché?<br />
E i doppioni? Vogliamo parlarne? A qualcuno è mai capitato di trovare due o più sorprese di quelle belle? Ovviamente no. Sono certa che riempissero le confezioni di un numero spropositato di oggettini insulsi che creavano nel bambino una reazione del tipo: “ah sì? Ho trovato quella brutta? Ora ti faccio vedere io, caro il mio mulino bianco, a costo di diventare diabetico a 3 anni farò comprare alla mia mamma tante di quelle merendine finchè non troverò la sorpresa dei desideri”. Risultato: bastardi uffici marketing 1, babbei bambini tutti ciccia e brufoli 0. </p>
<p>E allora, caro  signor Mulino Bianco, scusa se ti do del tu, puoi per favore dire ai tuoi scagnozzi del marketing che controllano le nostre menti, leggono i nostri pensieri e prevengono i nostri desideri, che ho 30 anni, gli anni 80 sono finiti e non ci casco più? E ora scusa ma ti devo lasciare: al super mercato sotto casa hanno i grancereale in sconto e se non mi precipito finiscono le scorte…<br />
Ops! Vabbè lo ammetto, sono un caso perso.<br />
Sono una bambina degli anni 80, dopotutto mi avete creata voi e mi avrete in pugno per sempre.<br />
Abbiate cura di me.<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/gomminine.JPG" title="gomminine.JPG"><img id="image109" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/gomminine.JPG" alt="gomminine.JPG" /></a><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20fruttino.JPG" title="mulino fruttino.JPG"><img id="image110" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20fruttino.JPG" alt="mulino fruttino.JPG" /></a><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20gioco.JPG" title="mulino gioco.JPG"><img id="image111" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20gioco.JPG" alt="mulino gioco.JPG" /></a><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20magico.JPG" title="mulino magico.JPG"><img id="image113" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20magico.JPG" alt="mulino magico.JPG" /></a><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20pittore.JPG" title="mulino pittore.JPG"><img id="image114" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20pittore.JPG" alt="mulino pittore.JPG" /></a>
</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni 80 il marketing si è sbizzarrito inserendo gadgets di ogni tipo nei prodotti.</p>
<p>L’esempio più famoso è  quello delle merendine del mulino bianco che con le sorprese  da collezionare ha spinto le mamme ad una rassegnazione degna di un buddista e i bambini alla bulimia  conclamata.<br />
Al supermercato il mio unico pensiero era quello di arraffare il maggior numero di confezioni e, arrivati a casa, di distruggere la scatola per accaparrarmi l’oggetto del desiderio.</p>
<p>L’oggetto del desiderio era una scatolina che ricordava quella dei fiammiferi (chissà perchè?) con sopra l’immagine del mulino nella prateria sotto un cielo azzurro. Due erano i tipi di sorprese: gomme a forma di merendine (cornetti, crostatine, biscotti) o giochi.</p>
<p>Soffermandoci sui giochi, credo che battessero per inutilità e difficoltà di montaggio di gran lunga quelli dell’ovetto kinder.<br />
Se dentro la scatola c’era un gioco e non una gommina, calava su di me una delusione inenarrabile, ma per una strana alchimia continuavo a sperare e ad aprire la sorpresa credendo di trovarci il gioco del secolo, ma perché?<br />
E i doppioni? Vogliamo parlarne? A qualcuno è mai capitato di trovare due o più sorprese di quelle belle? Ovviamente no. Sono certa che riempissero le confezioni di un numero spropositato di oggettini insulsi che creavano nel bambino una reazione del tipo: “ah sì? Ho trovato quella brutta? Ora ti faccio vedere io, caro il mio mulino bianco, a costo di diventare diabetico a 3 anni farò comprare alla mia mamma tante di quelle merendine finchè non troverò la sorpresa dei desideri”. Risultato: bastardi uffici marketing 1, babbei bambini tutti ciccia e brufoli 0. </p>
<p>E allora, caro  signor Mulino Bianco, scusa se ti do del tu, puoi per favore dire ai tuoi scagnozzi del marketing che controllano le nostre menti, leggono i nostri pensieri e prevengono i nostri desideri, che ho 30 anni, gli anni 80 sono finiti e non ci casco più? E ora scusa ma ti devo lasciare: al super mercato sotto casa hanno i grancereale in sconto e se non mi precipito finiscono le scorte…<br />
Ops! Vabbè lo ammetto, sono un caso perso.<br />
Sono una bambina degli anni 80, dopotutto mi avete creata voi e mi avrete in pugno per sempre.<br />
Abbiate cura di me.<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/gomminine.JPG" title="gomminine.JPG"><img id="image109" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/gomminine.JPG" alt="gomminine.JPG" /></a><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20fruttino.JPG" title="mulino fruttino.JPG"><img id="image110" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20fruttino.JPG" alt="mulino fruttino.JPG" /></a><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20gioco.JPG" title="mulino gioco.JPG"><img id="image111" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20gioco.JPG" alt="mulino gioco.JPG" /></a><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20magico.JPG" title="mulino magico.JPG"><img id="image113" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20magico.JPG" alt="mulino magico.JPG" /></a><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20pittore.JPG" title="mulino pittore.JPG"><img id="image114" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/11/mulino%20pittore.JPG" alt="mulino pittore.JPG" /></a>
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La sacra piramide di latta</title>
		<link>http://www.live80s.com/la-sacra-piramide-di-latta/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/la-sacra-piramide-di-latta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2006 15:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>costume anni 80</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.live80s.com/la-sacra-piramide-di-latta/</guid>
		<description><![CDATA[<p> Negli anni 80 una delle attività preferite da molti ragazzi era collezionare lattine di bibite.<br />
La collezione invidiabile doveva spaziare dalle più diffuse, ai pezzi rari  messi sul mercato in occasione di eventi speciali o quelle straniere reperibili solo all’estero, che in più avevano il vantaggio di comunicare lo status del collezionista: viaggiatore e figo esploratore di mondi lontani.</p>
<p>Allora ero troppo piccola per averne una tutta mia, ma i miei fratelli 68 ini lo fecero per me.</p>
<p>Ricordo piramidi altissime che, sfidando la gravità, sono sopravvissute a partite di pallone in cameretta…siccome però, nulla è per sempre, tira che ti ritira, quel giorno che tutti temevano arrivò: una bimbetta di 4 o 5 anni che allora incominciava a prender confidenza con le proprie abilità motorie, sferrò un calcio al pallone che schiantandosi insesorabilmente contro la sacra piramide, la trasformò in proiettili vaganti ma fortemente orientati verso il vetro della finestra, che frantumandosi, creò un varco ad alcune delle lattine: finalmente libere di volteggiare nell’aria, abbandonarono per sempre la mensola museale.<br />
Panico, terrore, paura, fu allora che compresi il significato di questi tre stati d’animo.<br />
La clemenza che si deve a una bimba ancora piccola, mi salvò, ma mi fu impedito per sempre di avvicinarmi alle sopravvissute.<br />
Ed è per questo che oggi voglio rendere onore a ciò che della collezione di famiglia è rimasto.<strong></p>
<p>Resti di un passato glorioso</strong> foto by, Bizio Boy<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/10/lattine%20collezione.jpg" title="lattine collezione.jpg"><img id="image85" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/10/lattine%20collezione.thumbnail.jpg" alt="lattine collezione.jpg" /></a></p>
<p>Lattina della <strong>coca cola</strong>, edizione limitata prodotta in occasione delle <strong>Olimpiadi di Mosca</strong> del <strong>1980</strong>.<br />
Olimpiadi storiche, queste, boicottate dagli Stati Uniti e da altre nazioni a causa della guerra tra Afganistan e Unione Sovietica.<br />
Lattina <strong>Sprite</strong>, prodotta in occasione del <strong>65° giro d&#8217;Italia</strong>, <strong>1982</strong>, edizione vinta dal francese <strong>Bernard Hinault</strong> del team <strong>Renault</strong>. Foto by Bizio Boy<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/10/lattine.jpg" title="lattine.jpg"><img id="image87" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/10/lattine.thumbnail.jpg" alt="lattine.jpg" /></a>
</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p> Negli anni 80 una delle attività preferite da molti ragazzi era collezionare lattine di bibite.<br />
La collezione invidiabile doveva spaziare dalle più diffuse, ai pezzi rari  messi sul mercato in occasione di eventi speciali o quelle straniere reperibili solo all’estero, che in più avevano il vantaggio di comunicare lo status del collezionista: viaggiatore e figo esploratore di mondi lontani.</p>
<p>Allora ero troppo piccola per averne una tutta mia, ma i miei fratelli 68 ini lo fecero per me.</p>
<p>Ricordo piramidi altissime che, sfidando la gravità, sono sopravvissute a partite di pallone in cameretta…siccome però, nulla è per sempre, tira che ti ritira, quel giorno che tutti temevano arrivò: una bimbetta di 4 o 5 anni che allora incominciava a prender confidenza con le proprie abilità motorie, sferrò un calcio al pallone che schiantandosi insesorabilmente contro la sacra piramide, la trasformò in proiettili vaganti ma fortemente orientati verso il vetro della finestra, che frantumandosi, creò un varco ad alcune delle lattine: finalmente libere di volteggiare nell’aria, abbandonarono per sempre la mensola museale.<br />
Panico, terrore, paura, fu allora che compresi il significato di questi tre stati d’animo.<br />
La clemenza che si deve a una bimba ancora piccola, mi salvò, ma mi fu impedito per sempre di avvicinarmi alle sopravvissute.<br />
Ed è per questo che oggi voglio rendere onore a ciò che della collezione di famiglia è rimasto.<strong></p>
<p>Resti di un passato glorioso</strong> foto by, Bizio Boy<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/10/lattine%20collezione.jpg" title="lattine collezione.jpg"><img id="image85" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/10/lattine%20collezione.thumbnail.jpg" alt="lattine collezione.jpg" /></a></p>
<p>Lattina della <strong>coca cola</strong>, edizione limitata prodotta in occasione delle <strong>Olimpiadi di Mosca</strong> del <strong>1980</strong>.<br />
Olimpiadi storiche, queste, boicottate dagli Stati Uniti e da altre nazioni a causa della guerra tra Afganistan e Unione Sovietica.<br />
Lattina <strong>Sprite</strong>, prodotta in occasione del <strong>65° giro d&#8217;Italia</strong>, <strong>1982</strong>, edizione vinta dal francese <strong>Bernard Hinault</strong> del team <strong>Renault</strong>. Foto by Bizio Boy<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/10/lattine.jpg" title="lattine.jpg"><img id="image87" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/10/lattine.thumbnail.jpg" alt="lattine.jpg" /></a>
</p>
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		<item>
		<title>Postalmarket, l’ Ikea degli anni ‘80</title>
		<link>http://www.live80s.com/postalmarket-l%e2%80%99-ikea-degli-anni-%e2%80%9880/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/postalmarket-l%e2%80%99-ikea-degli-anni-%e2%80%9880/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 08:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>costume anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Negli anni 80 c’erano due modi di interpretare lo shopping casalingo con relative due alternate correnti di pensiero: Vestro e Postalmarket.<br />
A casa mia eravamo seguaci di Postalmarket.</p>
<p>Si attendeva l’arrivo del catalogo con grande trepidazione, arrivato quel giorno era tutto uno sfogliare e scegliere.</p>
<p>Le prime pagine avevano come protagonista l’attrice o la modella famosa che interpretavano la moda del momento, per poi proseguire con ragazze “normali” che indossavano capi che cadevano come sacchi su un uomo morto.<br />
Il meccanismo perverso per cui, pur certe della pessima vestibilità del capo, continuavamo ad ordinare roba, ancora non mi è chiaro.</p>
<p>Ricordo una anno in cui ebbi la geniale idea di ordinare un vestito moda-campagnola con elastico in vita: di profilo sembravo nonna papera; il mio fondoschiena, che allora aveva comunque una sua importanza catastale, con quel vestito faceva invidia ad una portaerei.<br />
Ringraziando il cielo, o forse solo il buon senso, non l’ho mai indossato.</p>
<p>Ma Postalmarket non era solo abiti:c’erano anche oggetti per la casa e accessori per il tempo libero.<br />
Le case degli anni 80 avevano tutte qualcosa in comune. In ciascuna si trovava qualche inutilità comprata con  Postalmarket, così come oggi accade con Ikea.</p>
<p>Gli acquisti si facevano per posta e più si ordinava più si aveva diritto a sconti e regali, per cui la prassi familiare era quella di cumulare gli ordini tra parenti per avere l’oggetto desiderato: ricordo un giro intricatissimo di telefonate fra mia madre e i miei zii per concordare la spartizione degli ordini, quella stagione con 5 acquisti e una cifra spropositata in denaro, si riceveva a casa il trapano elettrico. Una volta ricevuto dovemmo istituire dei turni per il suo utilizzo.<br />
Nessuno riuscì ad usarlo nel momento del bisogno, ma che importava, era gratis!</p>
<p><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/postalmarket88.jpg" title="postalmarket88.jpg"><img id="image65" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/postalmarket88.jpg" alt="postalmarket88.jpg" /></a>
</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni 80 c’erano due modi di interpretare lo shopping casalingo con relative due alternate correnti di pensiero: Vestro e Postalmarket.<br />
A casa mia eravamo seguaci di Postalmarket.</p>
<p>Si attendeva l’arrivo del catalogo con grande trepidazione, arrivato quel giorno era tutto uno sfogliare e scegliere.</p>
<p>Le prime pagine avevano come protagonista l’attrice o la modella famosa che interpretavano la moda del momento, per poi proseguire con ragazze “normali” che indossavano capi che cadevano come sacchi su un uomo morto.<br />
Il meccanismo perverso per cui, pur certe della pessima vestibilità del capo, continuavamo ad ordinare roba, ancora non mi è chiaro.</p>
<p>Ricordo una anno in cui ebbi la geniale idea di ordinare un vestito moda-campagnola con elastico in vita: di profilo sembravo nonna papera; il mio fondoschiena, che allora aveva comunque una sua importanza catastale, con quel vestito faceva invidia ad una portaerei.<br />
Ringraziando il cielo, o forse solo il buon senso, non l’ho mai indossato.</p>
<p>Ma Postalmarket non era solo abiti:c’erano anche oggetti per la casa e accessori per il tempo libero.<br />
Le case degli anni 80 avevano tutte qualcosa in comune. In ciascuna si trovava qualche inutilità comprata con  Postalmarket, così come oggi accade con Ikea.</p>
<p>Gli acquisti si facevano per posta e più si ordinava più si aveva diritto a sconti e regali, per cui la prassi familiare era quella di cumulare gli ordini tra parenti per avere l’oggetto desiderato: ricordo un giro intricatissimo di telefonate fra mia madre e i miei zii per concordare la spartizione degli ordini, quella stagione con 5 acquisti e una cifra spropositata in denaro, si riceveva a casa il trapano elettrico. Una volta ricevuto dovemmo istituire dei turni per il suo utilizzo.<br />
Nessuno riuscì ad usarlo nel momento del bisogno, ma che importava, era gratis!</p>
<p><a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/postalmarket88.jpg" title="postalmarket88.jpg"><img id="image65" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/postalmarket88.jpg" alt="postalmarket88.jpg" /></a>
</p>
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		<item>
		<title>Modelle anni 80</title>
		<link>http://www.live80s.com/modelle-anni-80/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/modelle-anni-80/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2006 12:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Musica anni 80</category>
	<category>costume anni 80</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.live80s.com/modelle-anni-80/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Negli anni ’80 un fenomeno di costume di proporzioni gigantesche fu la nascita di una nuova specie umana: le modelle.<br />
Se negli anni ‘60 e ‘70 queste spilungone ossutissime erano semplicemente dei manichini semoventi, nel decennio dello stravizio e del rampantismo acquistano un ruolo fondamentale nella società…rovinando la vita a noi comuni mortali di genere femminile.<br />
Le modelle dei primi anni 80 avevano abiti fluttuanti o costumi a vita bassissma, meches, e naturalmente taglio scalato, con effetto ventilatore.</p>
<p>Nella seconda metà del decennio invece, avevano trucco stile maschera di carnevale con guance coloratissime e bocche da sbirulino, spalle da rugbisti e vestiti dai colori improbabili: un must del periodo era uno shokkante accostamento del viola al nero, fiocconi enormi e bottoni sparsi un po’ dovunque. I costumi diventano ascellari, sgambati al punto tale da essere appoggiati alle anche, costringendo noi tutte, che ovviamente non potevamo essere da meno, a depilazioni di rara ferocia.</p>
<p>Le ragazze in questione erano per lo più delle valchirie arrivate in Italia dai paesi del nord Europa.<br />
Risultato: bionde spilungone del nord europa 1, basse, tracagnotte e baffute italiane 0.</p>
<p>C’era Brigitte Nielsen, moglie di Silvestre Stallone; c’erano le varie Linda Evangelista e Jasimne insieme a una dodicenne panterona nera (stranezza nell’universo delle scandinave), tale Naomi Campbell.<br />
Ma quella che più di tutte attirava la mia invidia era Reneè Simonsen, che oltre ad essere spaventosamente bella era anche la moglie di John Taylor dei Duran Duran.<br />
Ma come si può assistere a una fortuna di queste proporzioni, avendo solo 9 anni e non essendo per giunta neanche questa grande promessa di bellezza?</p>
<p><strong>Reneè Simonsen</strong> e il suo costume ascellare<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Renee%20Simonsen.jpg" title="Renee Simonsen.jpg"><img id="image62" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Renee%20Simonsen.jpg" alt="Renee Simonsen.jpg" /></a><br />
<strong><br />
John Taylor, &#8220;I do what I do&#8221;, colonna sonora di &#8220;9 settimane e mezzo&#8221;</strong><br />
<object width="425" height="350"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kjU3N5nvcD8"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kjU3N5nvcD8" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object>
</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni ’80 un fenomeno di costume di proporzioni gigantesche fu la nascita di una nuova specie umana: le modelle.<br />
Se negli anni ‘60 e ‘70 queste spilungone ossutissime erano semplicemente dei manichini semoventi, nel decennio dello stravizio e del rampantismo acquistano un ruolo fondamentale nella società…rovinando la vita a noi comuni mortali di genere femminile.<br />
Le modelle dei primi anni 80 avevano abiti fluttuanti o costumi a vita bassissma, meches, e naturalmente taglio scalato, con effetto ventilatore.</p>
<p>Nella seconda metà del decennio invece, avevano trucco stile maschera di carnevale con guance coloratissime e bocche da sbirulino, spalle da rugbisti e vestiti dai colori improbabili: un must del periodo era uno shokkante accostamento del viola al nero, fiocconi enormi e bottoni sparsi un po’ dovunque. I costumi diventano ascellari, sgambati al punto tale da essere appoggiati alle anche, costringendo noi tutte, che ovviamente non potevamo essere da meno, a depilazioni di rara ferocia.</p>
<p>Le ragazze in questione erano per lo più delle valchirie arrivate in Italia dai paesi del nord Europa.<br />
Risultato: bionde spilungone del nord europa 1, basse, tracagnotte e baffute italiane 0.</p>
<p>C’era Brigitte Nielsen, moglie di Silvestre Stallone; c’erano le varie Linda Evangelista e Jasimne insieme a una dodicenne panterona nera (stranezza nell’universo delle scandinave), tale Naomi Campbell.<br />
Ma quella che più di tutte attirava la mia invidia era Reneè Simonsen, che oltre ad essere spaventosamente bella era anche la moglie di John Taylor dei Duran Duran.<br />
Ma come si può assistere a una fortuna di queste proporzioni, avendo solo 9 anni e non essendo per giunta neanche questa grande promessa di bellezza?</p>
<p><strong>Reneè Simonsen</strong> e il suo costume ascellare<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Renee%20Simonsen.jpg" title="Renee Simonsen.jpg"><img id="image62" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Renee%20Simonsen.jpg" alt="Renee Simonsen.jpg" /></a><br />
<strong><br />
John Taylor, &#8220;I do what I do&#8221;, colonna sonora di &#8220;9 settimane e mezzo&#8221;</strong><br />
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</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tv Sorrisi e Canzoni e la pubblicità di Same Govi</title>
		<link>http://www.live80s.com/tv-sorrisi-e-canzoni-e-la-pubblicita-di-same-govi/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/tv-sorrisi-e-canzoni-e-la-pubblicita-di-same-govi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2006 07:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>pubblicità anni 80</category>
	<category>costume anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Oltre ai vari quotidiani a casa mia non poteva mai mancare il “TV sorrisi e canzoni”, altrimenti detto: sorrisecanzoni, sorrisi e panzoni, tv sorrisi e panzoni, il sorrisi.</p>
<p>La mia era una famiglia numerosa e ricordo un andirivieni di persone che girando per la casa chiedevano: “dov’ è il sorrisi e canzoni”? c’era sempre qualcuno che arrivava prima degli altri e che inspiegabilmente fagocitava il giornale fino al ritrovamento fortuito 5 o 6 giorni dopo.</p>
<p>Il settimanale era un punto di riferimento di musica, televisione e programmi ed era molto diverso da oggi…allora c’era bene o male qualcosa da leggere.</p>
<p>La cosa che più di tutte attirava la mia attenzione era la quarta di copertina degli anni’80, con la pubblicità dei prodotti Same Govi.</p>
<p>Potevo rimanere per ore seduta sul divano a gambe incrociate a fantasticare sul mistero delle scimmiette marine, sulle fragole che crescevano “sul tuo balcone”, sul aggeggio che ti permetteva di sentire le conversazioni degli altri e spaventata di fronte agli occhiali che facevano vedere le donne nude: temevo che qualcuno per strada con gli occhiali da sole potesse vedere al di là dei miei vestiti.</p>
<p>Pubblicità dei prodotti <strong>Same Govi</strong> (www.animamia.net)<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/same%20govi.jpg" title="same govi.jpg"><img id="image52" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/same%20govi.jpg" alt="same govi.jpg" /></a></p>
<p><strong>Le scimmiette marine</strong> (www.animamia.net)<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/scimmie%20di%20mare.jpg" title="scimmie di mare.jpg"><img id="image53" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/scimmie%20di%20mare.thumbnail.jpg" alt="scimmie di mare.jpg" /></a>
</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre ai vari quotidiani a casa mia non poteva mai mancare il “TV sorrisi e canzoni”, altrimenti detto: sorrisecanzoni, sorrisi e panzoni, tv sorrisi e panzoni, il sorrisi.</p>
<p>La mia era una famiglia numerosa e ricordo un andirivieni di persone che girando per la casa chiedevano: “dov’ è il sorrisi e canzoni”? c’era sempre qualcuno che arrivava prima degli altri e che inspiegabilmente fagocitava il giornale fino al ritrovamento fortuito 5 o 6 giorni dopo.</p>
<p>Il settimanale era un punto di riferimento di musica, televisione e programmi ed era molto diverso da oggi…allora c’era bene o male qualcosa da leggere.</p>
<p>La cosa che più di tutte attirava la mia attenzione era la quarta di copertina degli anni’80, con la pubblicità dei prodotti Same Govi.</p>
<p>Potevo rimanere per ore seduta sul divano a gambe incrociate a fantasticare sul mistero delle scimmiette marine, sulle fragole che crescevano “sul tuo balcone”, sul aggeggio che ti permetteva di sentire le conversazioni degli altri e spaventata di fronte agli occhiali che facevano vedere le donne nude: temevo che qualcuno per strada con gli occhiali da sole potesse vedere al di là dei miei vestiti.</p>
<p>Pubblicità dei prodotti <strong>Same Govi</strong> (www.animamia.net)<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/same%20govi.jpg" title="same govi.jpg"><img id="image52" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/same%20govi.jpg" alt="same govi.jpg" /></a></p>
<p><strong>Le scimmiette marine</strong> (www.animamia.net)<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/scimmie%20di%20mare.jpg" title="scimmie di mare.jpg"><img id="image53" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/scimmie%20di%20mare.thumbnail.jpg" alt="scimmie di mare.jpg" /></a>
</p>
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		<title>Gelati d’annata alla Ragnatela</title>
		<link>http://www.live80s.com/gelati-d%e2%80%99annata-alla-ragnatela/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jul 2006 07:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>pubblicità anni 80</category>
	<category>costume anni 80</category>
	<category>gelati anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Fra noi nostalgici degli anni ’80 c’è tutta una letteratura sui gelati dell’epoca.</p>
<p>Per me, in particolare, ricordi e sensazioni, che riguardano i gelati della mia infanzia, mi rimandano al piccolo paese di mare dove, da tempo, vado in vacanza.</p>
<p>I bar del posto allora erano 3: c’era quello nella piazzetta, che frequentavo poco perché aveva i gelati Sammontana, che, diciamocela tutta, non sono proprio un granchè; quello in fondo alla salita dal nome inglese per me impronunciabile avendo pochi anni di esperienza linguistica alle spalle, che aveva i gelati Motta; infine quello sulla strada che portava in paese che nel tempo ha avuto diversi nomi: il primissimo, quello di quando io ero poco più che una poppante, era “la ragnatela”.<br />
Lì vendevano i gelati Algida-Eldorado, gettonatissimi da noi tutti, credo anche grazie alla pubblicità super trendy e onnipresente del “Cuore di panna”.</p>
<p>Ecco la mia classifica di gradimento:<br />
N.1  cornetto;<br />
N. 2 calippo a cocacola sapendo che quando te lo prendevi dovevi accettare senza polemiche i sorrisini dei maschietti;<br />
N. 3 il Blob (che allora si chiamava Zaccaria, come il guardiano del parco dove avevo la casa);<br />
C’era poi una categoria di “gelati per grandi”: quello al whisky, quello al caffè e tutta una serie di “coppa rica” che oltre ad essere costose, avevano qualche ingrediente che a mio giudizio era lecito solo agli adulti.</p>
<p>Come dimenticare poi il gelato dei puffi e lo “shark” che stimolavano poderose gare a chi aveva la lingua più blu o il “verde menta” (che dava luogo a calembour poco signorili) che invece la lingua te la faceva verde.</p>
<p>Il cono con la gomma nella punta “gommolo”, il ghiacciolo con la stecca di liquirizia “liuk”, il “piedone” e il similpatriottico “arcobaleno”.</p>
<p>Infine una commemorazione a parte la merita a mio giudizio “LA BOMBONIERA”, il gelato che mia madre mi comprava solo quando andavamo al cinema.</p>
<p>Era il più desiderato, prezioso e buono. Ricordo che persino il vassoietto interno aveva un odore gustosissimo che se lo sentissi ora mi verrebbero in mente immediatamente le poltroncine rosse e sgangherate del cinema “metropol” della mia città, defunto oramai da più di ventanni e l’omino dei gelati, anche lui vestito di rosso con a tracolla la cassetta delle leccornie.</p>
<p><strong>Lista Eldorado</strong><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/lista%20Eldorado%201984-0.jpg" title="lista Eldorado 1984-0.jpg"><img id="image50" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/lista%20Eldorado%201984-0.jpg" alt="lista Eldorado 1984-0.jpg" /></a></p>
<p>Spot <strong>&#8220;Cuore di panna&#8221;</strong> 1982 (www.spot80.it)<br />
<object width="425" height="350"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/D2C-S7e4MNg"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/D2C-S7e4MNg" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object>
</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra noi nostalgici degli anni ’80 c’è tutta una letteratura sui gelati dell’epoca.</p>
<p>Per me, in particolare, ricordi e sensazioni, che riguardano i gelati della mia infanzia, mi rimandano al piccolo paese di mare dove, da tempo, vado in vacanza.</p>
<p>I bar del posto allora erano 3: c’era quello nella piazzetta, che frequentavo poco perché aveva i gelati Sammontana, che, diciamocela tutta, non sono proprio un granchè; quello in fondo alla salita dal nome inglese per me impronunciabile avendo pochi anni di esperienza linguistica alle spalle, che aveva i gelati Motta; infine quello sulla strada che portava in paese che nel tempo ha avuto diversi nomi: il primissimo, quello di quando io ero poco più che una poppante, era “la ragnatela”.<br />
Lì vendevano i gelati Algida-Eldorado, gettonatissimi da noi tutti, credo anche grazie alla pubblicità super trendy e onnipresente del “Cuore di panna”.</p>
<p>Ecco la mia classifica di gradimento:<br />
N.1  cornetto;<br />
N. 2 calippo a cocacola sapendo che quando te lo prendevi dovevi accettare senza polemiche i sorrisini dei maschietti;<br />
N. 3 il Blob (che allora si chiamava Zaccaria, come il guardiano del parco dove avevo la casa);<br />
C’era poi una categoria di “gelati per grandi”: quello al whisky, quello al caffè e tutta una serie di “coppa rica” che oltre ad essere costose, avevano qualche ingrediente che a mio giudizio era lecito solo agli adulti.</p>
<p>Come dimenticare poi il gelato dei puffi e lo “shark” che stimolavano poderose gare a chi aveva la lingua più blu o il “verde menta” (che dava luogo a calembour poco signorili) che invece la lingua te la faceva verde.</p>
<p>Il cono con la gomma nella punta “gommolo”, il ghiacciolo con la stecca di liquirizia “liuk”, il “piedone” e il similpatriottico “arcobaleno”.</p>
<p>Infine una commemorazione a parte la merita a mio giudizio “LA BOMBONIERA”, il gelato che mia madre mi comprava solo quando andavamo al cinema.</p>
<p>Era il più desiderato, prezioso e buono. Ricordo che persino il vassoietto interno aveva un odore gustosissimo che se lo sentissi ora mi verrebbero in mente immediatamente le poltroncine rosse e sgangherate del cinema “metropol” della mia città, defunto oramai da più di ventanni e l’omino dei gelati, anche lui vestito di rosso con a tracolla la cassetta delle leccornie.</p>
<p><strong>Lista Eldorado</strong><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/lista%20Eldorado%201984-0.jpg" title="lista Eldorado 1984-0.jpg"><img id="image50" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/07/lista%20Eldorado%201984-0.jpg" alt="lista Eldorado 1984-0.jpg" /></a></p>
<p>Spot <strong>&#8220;Cuore di panna&#8221;</strong> 1982 (www.spot80.it)<br />
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		<title>Figurine e francobolli drogati</title>
		<link>http://www.live80s.com/figurine-e-francobolli-drogati/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/figurine-e-francobolli-drogati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2006 08:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>costume anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Per tutta la mia infanzia ho vissuto con l’incubo delle figurine e dei francobolli drogati.</p>
<p>Come ogni bambino, uno dei miei passatempi preferiti era quello di collezionarle per completare i vari album Panini: c’era la raccolta del libro cuore, quella di Kiss me Licia e di altre serie televisive. Non c’era mamma in Italia che non insinuasse nel proprio figlio la paura delle figurine o dei francobolli in qualche modo contenenti droga.<br />
Lo stato di allerta era ai massimi, secondo le madri, all’uscita delle scuole.<br />
Il pericolo aveva le sembianze di loschi figuri che, appostati fuori l’edificio scolastico, distribuivano gratuitamente album e figurine di nuove collezioni.<br />
Per cui l’imperativo categorico era “quando esci da scuola non prendere niente da gente che non conosci”</p>
<p>Le nostre mamme, ignare di quanto il marketing aziendale stesse per invadere le vite di ognuno, erano convinte che quelli che agli occhi di noi bambini apparivano come benefattori, fossero in realtà occulti spacciatori di sostanze strane che nascondevano sul retro dei francobolli (di modo tale che leccandoli si sarebbe avuto un primo approccio con esperienze estatiche) e nelle figurine.</p>
<p>Ingenue signore, quegli spacciatori non venivano ad iniziarci alla droga come cocaina o eroina, ma all’uso indiscriminato e compulsivo dei vostri soldi.<br />
Erano assoldati infatti dalle aziende che vendevano album e robe del genere perché ci facessero venire l’acquolina regalandoci anteprime di nuove collezioni alle quali non avremmo saputo e potuto resistere. </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutta la mia infanzia ho vissuto con l’incubo delle figurine e dei francobolli drogati.</p>
<p>Come ogni bambino, uno dei miei passatempi preferiti era quello di collezionarle per completare i vari album Panini: c’era la raccolta del libro cuore, quella di Kiss me Licia e di altre serie televisive. Non c’era mamma in Italia che non insinuasse nel proprio figlio la paura delle figurine o dei francobolli in qualche modo contenenti droga.<br />
Lo stato di allerta era ai massimi, secondo le madri, all’uscita delle scuole.<br />
Il pericolo aveva le sembianze di loschi figuri che, appostati fuori l’edificio scolastico, distribuivano gratuitamente album e figurine di nuove collezioni.<br />
Per cui l’imperativo categorico era “quando esci da scuola non prendere niente da gente che non conosci”</p>
<p>Le nostre mamme, ignare di quanto il marketing aziendale stesse per invadere le vite di ognuno, erano convinte che quelli che agli occhi di noi bambini apparivano come benefattori, fossero in realtà occulti spacciatori di sostanze strane che nascondevano sul retro dei francobolli (di modo tale che leccandoli si sarebbe avuto un primo approccio con esperienze estatiche) e nelle figurine.</p>
<p>Ingenue signore, quegli spacciatori non venivano ad iniziarci alla droga come cocaina o eroina, ma all’uso indiscriminato e compulsivo dei vostri soldi.<br />
Erano assoldati infatti dalle aziende che vendevano album e robe del genere perché ci facessero venire l’acquolina regalandoci anteprime di nuove collezioni alle quali non avremmo saputo e potuto resistere. </p>
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