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The following is a list of all entries from the Musica anni 80 category. Noteworthy entries are filed topmost.

Fly on, my sweet angel

John Lennon, 9 Ottobre 1940 – 8 Dicembre 1980.

Il mio ricordo di quel giorno l’ho raccontato qui

John Lennon and The Beatles


Toto Cutugno, come back home

Negli anni della mia infanzia televisiva e musicale c’era una presenza costante: un uomo dal capello nero e scalato, le giacche con le spalline, che, seduto a un pianoforte cantava inneggiando ad amori struggenti e passionali. Questuomo alla sua musa cantava: “Dimmi che nessun uomo ti ha fatto tremar come tremi con me”.
Poesia, pura poesia, declmata con voce roca e incerta.

Quando questuomo cantava e vinceva per la prima e unica volta il festival di sanremo con Solo noi era il 1980. A fargli compagnia in classifica Battiato con “Up patriots to arms” e Gianni Togni con “Luna”, ma allora, nel fulgore della sua carriera musicale, questuomo non temeva rivali.

Seguirono anni di successi, non solo musicali, ma anche televisivi grazie alla conduzione di alcune edizioni di domenica in.

Poi il buio. L’Italia, alla quale lui aveva dedicato versi di rara intensità come:

Buongiorno Italia che non si spaventa
e con la crema da barba alla menta
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV
Buongiorno Italia col caffe’ ristretto
le calze nuove nel primo cassetto
con la bandiera in tintoria
e una 600 giu’ di carrozzeria
Buongiorno Italia
buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio
lo sai che ci sono anch’io

lo ripudia, dimenticandolo, mentre schiere di ucraini, russi e moldavi lo idolatrano.

Riprendiamoci ciò che è nostro, facciamo ritornare Toto Cutugno fra noi.
Barattiamolo con gli Zeroassoluto e Paolo Meneguzzi.

Ciao Toto.

Toto Cutugno, “Solo noi”

Toto Cutugno a Bratislava canta “Il tempo se ne va”,

Franco Battiato, “Up patriots to arms”

Gianni Togni, “Luna”


Un applauso fuori tempo

Poi dicono che la musica degli anni ‘80 non era un granchè…mah!

Nell’estate del 1984 DeeJay Television trasmetteva questo video di continuo, come resistergli?
Ma io ero troppo piccola e più che ballarlo sul terrazzo della casa al mare, non potevo.
E’ come quando vedi i film di Fellini in dvd, perchè quando li davano al cinema tu neanche esistevi. Non è decisamente la stessa cosa.
Un pezzo del genere va ballato sulla pista anni 80, quella con le mattonelle che si illuminano e le palle a specchi che volteggiano sul soffitto, vestita con con jeans a imbuto arrotolati sulla caviglia e ciuffo talmente alto da essere visibile anche se voltata di spalle, ottenuto ad arte solo dopo aver dato all’università l’esame di scienza delle costruzioni.

Quando anche a me, una decina di anni dopo, sono state aperte le porte della discoteca, il pezzo forte era “The rithm of the night”, di Corona…quanta amarezza.

A questo punto mi vengono in mente i primi versi del testo di “Dottore” di Mina e Beppe Grillo che non potrebbero definirmi meglio:

Dottore,
mi sento sempre fuori posto
come un applauso fuori tempo,
come una suora in mezzo al bosco…

Cindy Lauper “Girls just want to have fun”


Quel giorno a Central Park

L’8 dicembre del 1980 avevo quasi 5 anni.
Ricordo, come in un brutto sogno, il terremoto che qualche giorno prima sconvolse le vite di tanti di noi; a sprazzi ho memoria della prima volta che ho assaggiato la neve nel viaggio che dalla Campania portò me e la mia famiglia a Verona, lontano dalle scosse di assestamento.
L’8 dicembre del 1980 mi ricordo di una voce che dice a mio fratello:
“hanno ammazzato John Lennon”.
Senza rendermene conto da quel momento la mia vita andò decisa verso una direzione, non so quale fosse quella scartata, ma so con certezza che quel giorno a soli 4 anni e mezzo imboccai una strada che mi ha portato ad essere ciò che oggi sono.

Quel giorno, mentre un corpo cadeva per terra, una leggenda prendeva il volo e dal Central Park arrivava ovunque, persino da me.
Grazie John

Starting Over

Come together

Instant Karma



How do you sleep


Woman

Jealous guy


Incontri ravvicinati, ma non troppo

Qualche giorno fa uscivo dal lavoro stanca e scazzata.

A braccetto con la mia amichetta di ufficio percorro una delle arterie principali della City, quando alzando lo sguardo scopro che di fronte a me c’è un uomo dal viso familiare e simpatico con una scia di persone al seguito.

In un raro momento di silenzio e temporaneo smaltimento del traffico, un suono irrompe: la mia voce sguaiata, seguita da movimenti isterici:”Franco Battiato, Franco Battiato, è lui, è lui. Francoo, ti ho dedicato uno dei miei primi post del blog”.

Credo si siano girati in 50, ma Lui no.

Nel 1989, mia cugina, fan scatenata di Prince (estimatrice non solo dell’artista, ma anche dell’uomo. Misteri della psiche), finalmente riesce ad assistere a un suo concerto: credo che quella che ebbe fu una delle più grandi delusioni della sua vita di ragazzina. Quando lo vide, mi disse: “è stato come una bolla di sapone che si rompe toccandola”.
Secondo me la questione è meno filosofica: rimase male, perchè scoprì che dal vivo è più basso di quanto si possa immaginare e che, non trovandosi nelle prime file, ciò che vide, quando lo vide, fu un nanetto parruccato, ossuto e assolutamente privo di fascino.

E’ buona regola fare tesoro dell’esperienze altrui, così mesta, mesta ho resistito alla tentazione di rincorrerlo per scambiare quattro chiacchiere sugli anni 80 e sulla sua incredibile e poco discussa somiglianza con Pippo Baudo. Mai rompere il vetro trasparente che c’è fra un idolo e il suo devoto.

Franco Battiato “La stagione dell’amore”

Prince “Purple Rain”