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The following is a list of all entries from the Musica anni 80 category. Noteworthy entries are filed topmost.

Scuola Furano

Navigando, navigando ho scoperto il gruppo “Scuola Furano“.
Sono italiani e hanno esordito nel 2004; il genere è “elettronica anni 80″.
Posto il video “Chocolate glazed”. Ad eccezione di alcuni passaggi, è tutto come negli anni 80: il sound e la grafica sono perfetti.
Ditemi che ne pensate.
Scuola Furano, Chocolate Glazed


I Tunes: la mia macchina del tempo

La domenica di rassetto è saltata. E’ lunedì pomeriggio e una temibile pila di camicie da stirare incombe su di me. Per creare un po’ di atmosfera accendo I tunes e scelgo l’opzione “brani random”. In questo modo anche stirare può diventare un’ esperienza unica.

Camicia n.3. Non si stira neanche con una pressa di 195 chili, la pazienza non mi viene in contro, ma I tunes mi dà una mano: Pino Daniele, “Bella ‘mbriana”.

All’improvviso mi trovo nella macchina di mio padre: fa caldo, c’è il sole del pomeriggio e sono piccola (ma solo di età). Deve essere l’estate del 1983.
Stiamo raggiungendo la casa al mare e mio fratello ha messo una cassetta di Pino Daniele: “Buona sera bella ‘mbriana mi rest’appesa ‘a nu filo d’oro”, non capisco bene le parole perché avrò più o meno 7 anni e non ho dimestichezza con il dialetto napoletano. Non importa, faccio come per le canzoni in inglese e imparo il suono.

Per sempre quelle note mi ricorderanno le vacanze estive e il percorso per raggiungerle.

La musica parte e vedo quella che prima era una casa, poi un ritrovo fra pizze e cornetti, poi di nuovo una casa. Uno dei proprietari assomiglia un po’ a Marco Carena, un po’ a De Gregori; il fratello soprannominato “paperino” è un ragazzone con una voce da piccola principessa, accento calabrese a parte.

Con la stessa disinvoltura con cui, ferro alla mano, passo dal colletto al polsino, Bella ‘mbriana lascia il testimone a “Je so’ pazzo”. Anche qui imparo il suono approssimativo della parole praticando il neologismo più audace, ma non importa sono piccola e tutto mi è concesso.

Sono ancora in macchina, ma sono arrivata a destinazione da qualche giorno. Siamo sulla litoranea che collega il paese figlio al paese padre. Solo 4 chilometri li separano, nel mezzo, lo spettacolo più bello che si possa vedere: un’isola sorridente che dalla spiaggia pare lontanissima, ma dalla macchina la si può toccare con una mano. La musica è forte e senza distrarmi dal paesaggio in movimento, con un gesto meccanico giro la manopola che regola il volume della radio: bisogna togliere l’audio, c’è la strofa con la parolaccia, io sono piccola e mi vergogno di sentirla davanti a mamma e papà.



80’s music remix parte seconda

Ed eccoci alla seconda parte del remix musicale di alcune delle più belle canzoni degli anni 80.

Il vodcast di oggi è casualmente tutto al femminile:

Loretta Goggi che canta “Maleddetta primavera”, canzone in gara al Festival di Sanremo 1981;

Alice che canta “Per Elisa”, canzone vincitrice al Festival di Sanremo 1981;

Marcella Bella, che canta “Nell’aria”

Come sempre buona ascolto e buon ricordo


80’s music remix prima parte

La mia infanzia negli anni 80 è piena di musica.

Oggi propongo la prima parte di un vodcast con alcune delle mie canzoni preferite:
Chi ricorda Plastic Bertrand, cantante francese che partecipò al festival di sanremo del 1982 con Ping Pong?
Ero innamoratissima del suo faccino e delle sue giacche spallinate, tra l’altro pare che in Francia sia ancora amatissimo. Qui propongo il lato B del 45 giri Hula Hop

E i Decibel, gruppo italian punk più attivo nei 70 il cui frontman era Enrico Ruggeri? Provate ad ascoltare Contessa, un capolavoro.

Infine colui che interpreta gli anni 80 come nessun altro: Stewie Wonder che con il suo senso del ritmo, la voce delicata e i sunshine riempie i momenti più belli dei miei primi anni. Qui propongo “i just called to say I love you”, colonna sonora del film “La signora in rosso”, con Gene Wilder e Kelly Le Brook, che credo abbia turbato il sonno di molti adolescenti dell’epoca e rovinato la vita a molte ragazzine brufolute.

Come sempre buon ascolto e buon ricordo.

Hula Hop
, I just called to say I love you, Contessa


Aspettando che Eros Ramazzotti si dissolva come Luis Miguel

Ieri vi parlavo del fenomeno tipicamente anni 80 delle star bambine, il quadro non può considerarsi completo se non si cita colui che fece breccia nel cuore delle teenager italiane nella seconda metà del decennio: Luis Muguel, Julio Iglesias delle ragazzine.

15 enne ragazzotto messicano, alto anche lui come Nikka poco più di 1,50 cm, senza un briciolo di collo, narici pronte ad accogliere al loro cospetto un autotreno e uno spazio di 20 centimetri fra un incisivo e l’altro.

Arriva da lontano deliziandoci con l’indimenticabile “Noi, ragazzi di oggi (pronunciata con vocale chiusa)”: testo profondo e musiche di alto valore artistico, insomma l’ennesima sola sudamericana propinata all’Italia che, come abitudine, non se ne fa scappare una.
Non esportiamo musica neanche sotto tortura (intendo quella di qualità), ma in compenso importiamo tutto quello che di più trash offre il mercato.

Anche Luis Miguel era tra gli interrogativi insoluti della mia infanzia: cosa diavolo trovavano le mie coetanee in quel bambinetto ingiacchettato, con quell’odiosa sciarpetta bianca, sguardo spiritato e sorriso ebete? E poi perché questa mania di vestire i “bambini famosi” con discutibili vestiti da grande, creando l’effetto “scimmietta ammaestrata col tutù”?
La mia antipatia verso il grande Luis aggiunse una vena polemica nei rapporti con le amichette del tempo: io non mi spiegavo il loro sbavargli dietro; loro non si spiegavano il mio disgusto.

Ma Luis non era il solo a creare disarmonia fra le mie amiche e me: un altro grande pomo della discordia era Eros Ramazzotti, non una star bambina, ma un grandissimo fardello che ho dovuto portarmi dietro fino quasi all’adolescenza…faccio outing e confesso che, poiché il suo successo non è mai tramontato, nei momenti difficili, quando la sicurezza di teenager vacilla e le amiche ti emarginano, ho comprato la musicassetta di “Musica è” (il brano durava ben 11 minuti 11) e ho imparato a memoria “Ti sposerò perchè”: è terribile cosa si fa per sentirsi parte di un gruppo, ma la cosa importante da sapere è che l’adolescenza si supera e soprattutto che alcuni fenomeni scompaiono…alcuni, ma non tutti.

Ecco il grande Luis che ci canta “Ragazzi di oggi”