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The following is a list of all entries from the Musica anni 80 category. Noteworthy entries are filed topmost.

Incontri ravvicinati, ma non troppo

Qualche giorno fa uscivo dal lavoro stanca e scazzata.

A braccetto con la mia amichetta di ufficio percorro una delle arterie principali della City, quando alzando lo sguardo scopro che di fronte a me c’è un uomo dal viso familiare e simpatico con una scia di persone al seguito.

In un raro momento di silenzio e temporaneo smaltimento del traffico, un suono irrompe: la mia voce sguaiata, seguita da movimenti isterici:”Franco Battiato, Franco Battiato, è lui, è lui. Francoo, ti ho dedicato uno dei miei primi post del blog”.

Credo si siano girati in 50, ma Lui no.

Nel 1989, mia cugina, fan scatenata di Prince (estimatrice non solo dell’artista, ma anche dell’uomo. Misteri della psiche), finalmente riesce ad assistere a un suo concerto: credo che quella che ebbe fu una delle più grandi delusioni della sua vita di ragazzina. Quando lo vide, mi disse: “è stato come una bolla di sapone che si rompe toccandola”.
Secondo me la questione è meno filosofica: rimase male, perchè scoprì che dal vivo è più basso di quanto si possa immaginare e che, non trovandosi nelle prime file, ciò che vide, quando lo vide, fu un nanetto parruccato, ossuto e assolutamente privo di fascino.

E’ buona regola fare tesoro dell’esperienze altrui, così mesta, mesta ho resistito alla tentazione di rincorrerlo per scambiare quattro chiacchiere sugli anni 80 e sulla sua incredibile e poco discussa somiglianza con Pippo Baudo. Mai rompere il vetro trasparente che c’è fra un idolo e il suo devoto.

Franco Battiato “La stagione dell’amore”

Prince “Purple Rain”


Scuola Furano

Navigando, navigando ho scoperto il gruppo “Scuola Furano“.
Sono italiani e hanno esordito nel 2004; il genere è “elettronica anni 80″.
Posto il video “Chocolate glazed”. Ad eccezione di alcuni passaggi, è tutto come negli anni 80: il sound e la grafica sono perfetti.
Ditemi che ne pensate.
Scuola Furano, Chocolate Glazed


I Tunes: la mia macchina del tempo

La domenica di rassetto è saltata. E’ lunedì pomeriggio e una temibile pila di camicie da stirare incombe su di me. Per creare un po’ di atmosfera accendo I tunes e scelgo l’opzione “brani random”. In questo modo anche stirare può diventare un’ esperienza unica.

Camicia n.3. Non si stira neanche con una pressa di 195 chili, la pazienza non mi viene in contro, ma I tunes mi dà una mano: Pino Daniele, “Bella ‘mbriana”.

All’improvviso mi trovo nella macchina di mio padre: fa caldo, c’è il sole del pomeriggio e sono piccola (ma solo di età). Deve essere l’estate del 1983.
Stiamo raggiungendo la casa al mare e mio fratello ha messo una cassetta di Pino Daniele: “Buona sera bella ‘mbriana mi rest’appesa ‘a nu filo d’oro”, non capisco bene le parole perché avrò più o meno 7 anni e non ho dimestichezza con il dialetto napoletano. Non importa, faccio come per le canzoni in inglese e imparo il suono.

Per sempre quelle note mi ricorderanno le vacanze estive e il percorso per raggiungerle.

La musica parte e vedo quella che prima era una casa, poi un ritrovo fra pizze e cornetti, poi di nuovo una casa. Uno dei proprietari assomiglia un po’ a Marco Carena, un po’ a De Gregori; il fratello soprannominato “paperino” è un ragazzone con una voce da piccola principessa, accento calabrese a parte.

Con la stessa disinvoltura con cui, ferro alla mano, passo dal colletto al polsino, Bella ‘mbriana lascia il testimone a “Je so’ pazzo”. Anche qui imparo il suono approssimativo della parole praticando il neologismo più audace, ma non importa sono piccola e tutto mi è concesso.

Sono ancora in macchina, ma sono arrivata a destinazione da qualche giorno. Siamo sulla litoranea che collega il paese figlio al paese padre. Solo 4 chilometri li separano, nel mezzo, lo spettacolo più bello che si possa vedere: un’isola sorridente che dalla spiaggia pare lontanissima, ma dalla macchina la si può toccare con una mano. La musica è forte e senza distrarmi dal paesaggio in movimento, con un gesto meccanico giro la manopola che regola il volume della radio: bisogna togliere l’audio, c’è la strofa con la parolaccia, io sono piccola e mi vergogno di sentirla davanti a mamma e papà.


80’s music remix parte seconda

Ed eccoci alla seconda parte del remix musicale di alcune delle più belle canzoni degli anni 80.

Il vodcast di oggi è casualmente tutto al femminile:

Loretta Goggi che canta “Maleddetta primavera”, canzone in gara al Festival di Sanremo 1981;

Alice che canta “Per Elisa”, canzone vincitrice al Festival di Sanremo 1981;

Marcella Bella, che canta “Nell’aria”

Come sempre buona ascolto e buon ricordo


80’s music remix prima parte

La mia infanzia negli anni 80 è piena di musica.

Oggi propongo la prima parte di un vodcast con alcune delle mie canzoni preferite:
Chi ricorda Plastic Bertrand, cantante francese che partecipò al festival di sanremo del 1982 con Ping Pong?
Ero innamoratissima del suo faccino e delle sue giacche spallinate, tra l’altro pare che in Francia sia ancora amatissimo. Qui propongo il lato B del 45 giri Hula Hop

E i Decibel, gruppo italian punk più attivo nei 70 il cui frontman era Enrico Ruggeri? Provate ad ascoltare Contessa, un capolavoro.

Infine colui che interpreta gli anni 80 come nessun altro: Stewie Wonder che con il suo senso del ritmo, la voce delicata e i sunshine riempie i momenti più belli dei miei primi anni. Qui propongo “i just called to say I love you”, colonna sonora del film “La signora in rosso”, con Gene Wilder e Kelly Le Brook, che credo abbia turbato il sonno di molti adolescenti dell’epoca e rovinato la vita a molte ragazzine brufolute.

Come sempre buon ascolto e buon ricordo.

Hula Hop
, I just called to say I love you, Contessa