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The following is a list of all entries from the pubblicità anni 80 category. Noteworthy entries are filed topmost.

Signor Mulino Bianco? Io sono sua figlia

Negli anni 80 il marketing si è sbizzarrito inserendo gadgets di ogni tipo nei prodotti.

L’esempio più famoso è quello delle merendine del mulino bianco che con le sorprese da collezionare ha spinto le mamme ad una rassegnazione degna di un buddista e i bambini alla bulimia conclamata.
Al supermercato il mio unico pensiero era quello di arraffare il maggior numero di confezioni e, arrivati a casa, di distruggere la scatola per accaparrarmi l’oggetto del desiderio.

L’oggetto del desiderio era una scatolina che ricordava quella dei fiammiferi (chissà perchè?) con sopra l’immagine del mulino nella prateria sotto un cielo azzurro. Due erano i tipi di sorprese: gomme a forma di merendine (cornetti, crostatine, biscotti) o giochi.

Soffermandoci sui giochi, credo che battessero per inutilità e difficoltà di montaggio di gran lunga quelli dell’ovetto kinder.
Se dentro la scatola c’era un gioco e non una gommina, calava su di me una delusione inenarrabile, ma per una strana alchimia continuavo a sperare e ad aprire la sorpresa credendo di trovarci il gioco del secolo, ma perché?
E i doppioni? Vogliamo parlarne? A qualcuno è mai capitato di trovare due o più sorprese di quelle belle? Ovviamente no. Sono certa che riempissero le confezioni di un numero spropositato di oggettini insulsi che creavano nel bambino una reazione del tipo: “ah sì? Ho trovato quella brutta? Ora ti faccio vedere io, caro il mio mulino bianco, a costo di diventare diabetico a 3 anni farò comprare alla mia mamma tante di quelle merendine finchè non troverò la sorpresa dei desideri”. Risultato: bastardi uffici marketing 1, babbei bambini tutti ciccia e brufoli 0.

E allora, caro signor Mulino Bianco, scusa se ti do del tu, puoi per favore dire ai tuoi scagnozzi del marketing che controllano le nostre menti, leggono i nostri pensieri e prevengono i nostri desideri, che ho 30 anni, gli anni 80 sono finiti e non ci casco più? E ora scusa ma ti devo lasciare: al super mercato sotto casa hanno i grancereale in sconto e se non mi precipito finiscono le scorte…
Ops! Vabbè lo ammetto, sono un caso perso.
Sono una bambina degli anni 80, dopotutto mi avete creata voi e mi avrete in pugno per sempre.
Abbiate cura di me.
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Tv Sorrisi e Canzoni e la pubblicità di Same Govi

Oltre ai vari quotidiani a casa mia non poteva mai mancare il “TV sorrisi e canzoni”, altrimenti detto: sorrisecanzoni, sorrisi e panzoni, tv sorrisi e panzoni, il sorrisi.

La mia era una famiglia numerosa e ricordo un andirivieni di persone che girando per la casa chiedevano: “dov’ è il sorrisi e canzoni”? c’era sempre qualcuno che arrivava prima degli altri e che inspiegabilmente fagocitava il giornale fino al ritrovamento fortuito 5 o 6 giorni dopo.

Il settimanale era un punto di riferimento di musica, televisione e programmi ed era molto diverso da oggi…allora c’era bene o male qualcosa da leggere.

La cosa che più di tutte attirava la mia attenzione era la quarta di copertina degli anni’80, con la pubblicità dei prodotti Same Govi.

Potevo rimanere per ore seduta sul divano a gambe incrociate a fantasticare sul mistero delle scimmiette marine, sulle fragole che crescevano “sul tuo balcone”, sul aggeggio che ti permetteva di sentire le conversazioni degli altri e spaventata di fronte agli occhiali che facevano vedere le donne nude: temevo che qualcuno per strada con gli occhiali da sole potesse vedere al di là dei miei vestiti.

Pubblicità dei prodotti Same Govi (www.animamia.net)
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Le scimmiette marine (www.animamia.net)
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Gelati d’annata alla Ragnatela

Fra noi nostalgici degli anni ’80 c’è tutta una letteratura sui gelati dell’epoca.

Per me, in particolare, ricordi e sensazioni, che riguardano i gelati della mia infanzia, mi rimandano al piccolo paese di mare dove, da tempo, vado in vacanza.

I bar del posto allora erano 3: c’era quello nella piazzetta, che frequentavo poco perché aveva i gelati Sammontana, che, diciamocela tutta, non sono proprio un granchè; quello in fondo alla salita dal nome inglese per me impronunciabile avendo pochi anni di esperienza linguistica alle spalle, che aveva i gelati Motta; infine quello sulla strada che portava in paese che nel tempo ha avuto diversi nomi: il primissimo, quello di quando io ero poco più che una poppante, era “la ragnatela”.
Lì vendevano i gelati Algida-Eldorado, gettonatissimi da noi tutti, credo anche grazie alla pubblicità super trendy e onnipresente del “Cuore di panna”.

Ecco la mia classifica di gradimento:
N.1 cornetto;
N. 2 calippo a cocacola sapendo che quando te lo prendevi dovevi accettare senza polemiche i sorrisini dei maschietti;
N. 3 il Blob (che allora si chiamava Zaccaria, come il guardiano del parco dove avevo la casa);
C’era poi una categoria di “gelati per grandi”: quello al whisky, quello al caffè e tutta una serie di “coppa rica” che oltre ad essere costose, avevano qualche ingrediente che a mio giudizio era lecito solo agli adulti.

Come dimenticare poi il gelato dei puffi e lo “shark” che stimolavano poderose gare a chi aveva la lingua più blu o il “verde menta” (che dava luogo a calembour poco signorili) che invece la lingua te la faceva verde.

Il cono con la gomma nella punta “gommolo”, il ghiacciolo con la stecca di liquirizia “liuk”, il “piedone” e il similpatriottico “arcobaleno”.

Infine una commemorazione a parte la merita a mio giudizio “LA BOMBONIERA”, il gelato che mia madre mi comprava solo quando andavamo al cinema.

Era il più desiderato, prezioso e buono. Ricordo che persino il vassoietto interno aveva un odore gustosissimo che se lo sentissi ora mi verrebbero in mente immediatamente le poltroncine rosse e sgangherate del cinema “metropol” della mia città, defunto oramai da più di ventanni e l’omino dei gelati, anche lui vestito di rosso con a tracolla la cassetta delle leccornie.

Lista Eldorado
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Spot “Cuore di panna” 1982 (www.spot80.it)




Arrivano i Robinson regalandomi un Mars

24 febbraio 1986.
Un lunedì.
Canale 5.
Prima puntata dei Robinson e prima volta che ho mangiato un Mars, che infanzia ragazzi.

Onnivora di televisione e snack come pochi, ero lì, puntuale all’appuntamento con le novità del mio tempo: una nuova serie televisiva e una nuova meraviglia di mou e caramello con copertura di cioccolato a latte.

Una piccola e ancora inspiegata cattiveria da parte di mia madre:il Mars l’ho potuto mangiare solo quasi alla fine del telefilm, per cui con lo sguardo diviso fra la tv e la vetrinetta dove era custodita, al riparo delle mia fauci, la goduria di cioccolata, un po’ della trama è francamente andata persa.

I Robinson
I Robinson

Pubblicità Mars (anche se forse non degli anni 80 e non è italiana), troppo divertente




Canale 5 e la nuova idea di pubblicità

Canale 5, prima tv commerciale nazionale introduce un nuovo concetto di televisione ma soprattutto di pubblicità.
L’italia veniva da carosello, una forma pubblicitaria più soft, meno invasiva e maliziosa che stabiliva un rapporto di fiducia e cordialità con il consumatore diventando un appuntamento fisso e imperdibile. Gli spot erano inseriti nelle scenette interpretate dagli attori più in voga dell’epoca ma il prodotto compariva solo alla fine, con un ruolo quasi marginale.
La pubblicità degli anni 80 no. E’ cattiva, maliziosa, partorita dagli uffici marketing, che sembra abbiano una sede nelle nostre case, tanto ci conoscono.
La pubblicità diventa qualcosa da cui fuggire. Una persecuzione. Una perdita di tempo.
L’appuntamento non è più una volta al giorno, la sera prima di andare a dormire, ma ogni 10 minuti all’interno di ciascun programma.
Il consumatore la sfugge e al tempo stesso ne è vittima inconsapevole.
Ed è allora che il telecomando diventa oggetto di culto per la famiglia italiana.
In genere è il capofamiglia il privilegiato che ne detiene il possesso, colui che decide.
Prima di allora un fratello,un padre o un vicino di casa, tirato a sorte aveva il compito di alzarsi e cambiare canale, la ginnastica durava poco, i canali erano solo 3.

Un esempio di carosello, forse uno dei più celebri: si tratta della Brillantina Linetti (1957)

E ora un esempio di pubblicità anni 80: Pizzette Catarì (by www.spot80.it)

Altro spot anni 80: Caramelle Flavoral 1983, è proprio una finestra sul mondo pubblicitario di quegli anni dove tutto era concesso…c’è persino Hitler! (by www.spot80.it)