Category Archive
The following is a list of all entries from the televisione anni 80 category. Noteworthy entries are filed topmost.
Svegliarsi e non trovarsi
Oggi sento le mie radici sgretolarsi. Un pezzo della mia infanzia se ne è andato.
Mi sento come se fossi appoggiata ad una ringhiera che sul più bello ha ceduto.
Addio, questa è la sorte che tocca ai miti: andare via all’imporvviso e senza salutare.
io vi ricorderò per sempre così
e così
Voglio vederti danzare
Scene di vita vissuta
Lui: sai, io ho frequentato il mondo della danza
lei: ah, bello! Allora conoscerai di certo Enzo Avallone
Lui: ehm, no
Lei: ma come? Truciolo
Lui: ehm, no
Lei: ma come? il ballerino biondo che ballava negli anni 70 con Stefania Rotolo
Lui: Stefania chi?
Lei: ammetto che a volte sono un tantino petulante, ma a te mancano proprio le basi.
Questa sì che era una sigla: 3 minuti e 45 secondi di coreografie.
Stefania Rotolo e Enzo Avallone, dopo di voi nessuno più.
TILT, 1979
Kiss me Licia e l’educazione sentimentale delle bambine degli anni ‘80
Fra i tanti doni della Fininvest ai bambini degli anni ’80 c’è sicuramente il cartone Kiss me Licia.
Trasmesso da Italia 1 nel 1984, si guadagnò da subito la fascia di grande prestigio, quella delle 20.
Fu un successo strabiliante e scoppiò la KissmeLiciamania.
Fu prodotto ogni tipo di gadget dai quaderni alle figurine (ho al mio attivo 3 album completati) fino agli Lp (uno per ogni serie), tutti di grande successo. Ricordo i patti con mio padre prima di partire per le vacanze perché potessi ascoltare la musicassetta nello stereo della macchina e cantare a squarciagola.

Nel testo della sigla è riassunta la storia del cartone:
Un giorno di pioggia
Andrea e Giuliano
incontrano Licia per caso
poi Mirko finita la pioggia
incontra e si scontra con Licia e così
il dolce sorriso di Licia
nel loro pensiero ora c’é
Kiss me kiss me Licia
certo il loro cuore
palpita d’amore
amore si’ per te
Kiss me kiss me Licia
sono affezionati
ed innamorati
e pensan sempre a te
Ma pure Satomi che e’ un buon amico del biondo ed atletico Mirko
si e’ gia’ innamorato di Licia ma ancora non sa che anche Mirko lo è
ed ecco che la gelosia di già in questa storia entrerà
Kiss me kiss me Licia
certo il loro cuore
palpita d’amore
amore si’ per te
Kiss me kiss me Licia
sono affezionati
ed innamorati
e pensan sempre a te
Il tempo sistema un po’ tutte le cose e Mirko e Satomi fan pace
l’amore ha bussato alla porta di Licia e forse ora lei gli aprirà
chissa’ chi sara’ il fortunato che Licia cosi’ sposera’
Kiss me kiss me Licia
certo il loro cuore
palpita d’amore
amore si’ per te
Kiss me kiss me Licia
sono affezionati
ed innamorati
e pensan sempre a te
Kiss me kiss me Licia
certo il loro cuore
palpita d’amore
amore si’ per te
Kiss me kiss me Licia
sono affezionati
ed innamorati
e pensan sempre a te
Kiss me kiss me Licia!
sigla tv
La musica è la solita: due amici, capelloni e musicisti si innamorano della stessa ragazza e a turno vi intrecciano una storia. Litigano, si dannano, e nel bene e nel male ritornano ad essere amici
Oggi, però, voglio confessare una cosa di cui mi sono sempre vergognata forse nella speranza che qualcuno, passando di qui, mi dica che non sono stata la sola.
Un sospiro e via: ho avuto una cotta spaventosa a rotazione per Mirko e Satomi, ma non per quelli in carne ed ossa della successiva serie televisiva con protagonista Cristina D’Avena, ma per quelli dei cartoni: in pratica mi sono innamorata di due disegni creati dalla mano di un giapponese qualsiasi.
Ce l’ho fatta e sto già meglio, ma continuo lo stesso a chiedermi il perché.
Ah dimenticavo, qualche anno prima ho avuto una liaison anche con i due fratelli di Georgie, Abel e Artur, ma quella è un’altra storia, credo infatti che quel cartone abbia spiegato a noi bambine degli anni ’80 molte cose…
Volevo andare allo zecchino d’oro
Oggi ricomincia lo zecchino d’oro.
E come direbbero i Matia Bazar: “C’è tutto un mondo intorno”.
Posso serenamente affermare che dopo il Signor Mulino Bianco, Cino Tortorella è il mio padre adottivo e Memo Remigi, nella “persona” di Topo Gigio, è mio fratello.
Lo zecchino era un appuntamento imperdibile che aspettavo quasi di più del festival di Sanremo.
Davanti alla tv, la mia attività principale era quella di strapparmi le unghie perchè, come al solito (e cito me stessa) ero dalla parte sbagliata del televisore.
Supplicai a lungo mia madre, perchè mi facesse partecipare alle selezioni, ma ancora una volta non riuscii a convincerla; così sopportai anche l’onta di vedere un mio amichetto di classe pluriraccomandato e intonato quanto una ringhiera urtata per caso, esibirsi nientepocodimenochè in diretta provinciale: la maggiore tv locale della mia città trasmetteva le selezioni. Me la ricordo ancora la canzone: “La verità non è una medicina”.
Ad ogni modo, il non plus ultra per me, era entrare nel coro dell’ Antoniano: avrei ucciso pur di farne parte.
Volevo essere una bambina di Mariele Ventre con le mani perennemente dietro la schiena e la faccia deformata dalle smorfie più assurde, tutta fiocchetti e coda di cavallo. La scusa preferita di mia madre per distorgliermi da questo pensiero era: “solo i bambini bolognesi possono partecipare al coro”.
Da lì nacque una vera e propria letteratura mitica nel mio cervello sui bambini di Bologna, di cui oggi ancora conservo qualche traccia. A questo proposito, per favore, se questa storia è stata l’ennesima bufala di mia madre, vi prego non ditemelo mai, è ancora una ferita aperta.
Mua cuosa mie diicci maie? Apprendo solo ora che Topo Gigio era un topo internazionale, eh già

“Torero Camomillo”, un classico degli anni60. Il mio Penny l’ha suonato e risuonato
Fantastico, il sabato sera degli italiani.
Il sabato sera degli anni 80 era il varietà di rai 1.
Un avvenimento sacro e imperdibile.
Nel 1979 inizia la serie di “Fantastico” che andrà avanti per ben 12 edizioni, ma, almeno nei ricordi di bambina, solo le prime tre sono state per cast e qualità di contenuti, quelle realmente indimenticabili.
La prima edizione inizia con un cast quasi tutto al femminile: Loretta Goggi, Heather Parisi, e Beppe Grillo.
Poi un’alternanza fra Corrado, Pippo Baudo, Raffaella Carrà.
Sigle indimenticabili, sketches che hanno fatto la storia della comicità e della televisione italiana.
Milioni di italiani sintonizzati davanti alla tv per seguire lo show del sabato sera, in attesa dell’estrazione del 6 gennaio, con in mano un biglietto della lotteria Italia per cambiare vita.
Quel varietà è morto o forse non esiste più quell’Italia che amava lo spettacolo, i balletti, la cura per le scenografie.
Allora lasciavamo che la televisione la facesse chi la sapeva fare, chi veramente sapeva comunicare.
Allora volevamo essere solo spettatori, contenti di lasciare ad altri il ruolo di protagonisti.
Allora la televisione era intrattenimento e non un ufficio di collocamento.
Sigle Fantastico 1, 2, 3 e 4

