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	<title>Anni 80 - Live 80's</title>
	<link>http://www.live80s.com</link>
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	<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 14:29:58 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>E vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 15:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>vacanze anni 80</category><category>1984</category><category>anni 80</category><category>giuni russo</category><category>vacanze anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>L’aereo è atterrato, <a href="http://www.live80s.com/volare-ohoh/">anche stavolta mi sono salvata</a>.</p>
<p>Dopo la testimonianza al matrimonio della mia amichetta le vacanze avrebbero dovuto avere inizio, ma si sa, la sfiga è sempre in agguato.</p>
<p>Convinco il mio quasi marito a rimandare la partenza di un paio di giorni promettendogli bagni in posti da sogno, quando <em>il mio essere donna oggi</em> si sprigiona in tutta la sua essenza.</p>
<p>Mesta mesta io e finalmente contento lui, partiamo alla volta del profondo sud, ho la gola devastata, faccio fatica anche a parlare.</p>
<p>Non mi ammalo mai, sono praticamente una roccia, ma mi piace stupire: il 7 agosto ho la febbre alta. Vado avanti così per 7 giorni.</p>
<p>Il 16 agosto, dopo aver rovinato parte della vacanza praticamente a tutti decido che è ora di rifare le valigie e sperare in un futuro migliore. Ciò che mi lascio alle spalle è un profondo senso di gratitudine da parte di cognati/e, suocera e quasi marito.<!--more--></p>
<p>Salgo l’italia per poi riscenderla e andare in un altro sud, meno profondo, ma comunque sud. Lo faccio insieme al mio amichetto del cuore, promettendo anche a lui grandi meraviglie. Il viaggio è surreale. La compagnia anche: due signore sulla 60 ina, affibbiateci a nostra insaputa, - una praticamente muta, l’altra con una effervescente parlantina - , eccola mentre si rivolge a me dopo 5 minuti che eravamo in macchina: <strong>“e tu in cosa ti sei laureata?”</strong>, deve esserci qualcosa di karmico, è la mia spada di Damocle, <strong>“in niente”</strong>, le rispondo io, <strong>“ah studi ancora”</strong>, rincalza lei, <strong>“no”</strong>. Colpita e affondata. Maledetta università, maledetta.</p>
<p>Arriviamo. Solito senso di gioia nel rivedere il posto per me più bello al mondo.<br />
Il mio mare, la mia spiaggia, la mia isola, il mio tramonto e felice di poter condividere tutto questo con il mio amico del cuore: il mare però è un po’ sporchino, la spiaggia piena di gente simpatica simpatica, l’isola a momenti non si vedeva, tanta era l’umidità e il fumo degli incendi, del tramonto nessuna traccia.</p>
<p>Bobbetto va via, non ho osato trattenerlo. Credo che lì non metterà più piede.</p>
<p>Beh, nonostante tutto, la mia estate non è stata niente male: ho preso molto sole, ho  rivisto alcune amiche care, con altri purtroppo non ci siamo incrociati, con qualcuno, ho capito dopo, avrei fatto meglio a non incrociarmi, ma sono ugualmente contenta.</p>
<p>Lì, in riva al mare, col mio ipod nelle orecchie, ho ascoltato mille volte Giuni Russo cantare “Mediterranea”, ricordando il passato e immaginando tutto quello che invece deve ancora venire.<br />
<strong>Giuni Russo, &#8220;mediterranea&#8221; 1984</strong><br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’aereo è atterrato, <a href="http://www.live80s.com/volare-ohoh/">anche stavolta mi sono salvata</a>.</p>
<p>Dopo la testimonianza al matrimonio della mia amichetta le vacanze avrebbero dovuto avere inizio, ma si sa, la sfiga è sempre in agguato.</p>
<p>Convinco il mio quasi marito a rimandare la partenza di un paio di giorni promettendogli bagni in posti da sogno, quando <em>il mio essere donna oggi</em> si sprigiona in tutta la sua essenza.</p>
<p>Mesta mesta io e finalmente contento lui, partiamo alla volta del profondo sud, ho la gola devastata, faccio fatica anche a parlare.</p>
<p>Non mi ammalo mai, sono praticamente una roccia, ma mi piace stupire: il 7 agosto ho la febbre alta. Vado avanti così per 7 giorni.</p>
<p>Il 16 agosto, dopo aver rovinato parte della vacanza praticamente a tutti decido che è ora di rifare le valigie e sperare in un futuro migliore. Ciò che mi lascio alle spalle è un profondo senso di gratitudine da parte di cognati/e, suocera e quasi marito.<a id="more-158"></a></p>
<p>Salgo l’italia per poi riscenderla e andare in un altro sud, meno profondo, ma comunque sud. Lo faccio insieme al mio amichetto del cuore, promettendo anche a lui grandi meraviglie. Il viaggio è surreale. La compagnia anche: due signore sulla 60 ina, affibbiateci a nostra insaputa, - una praticamente muta, l’altra con una effervescente parlantina - , eccola mentre si rivolge a me dopo 5 minuti che eravamo in macchina: <strong>“e tu in cosa ti sei laureata?”</strong>, deve esserci qualcosa di karmico, è la mia spada di Damocle, <strong>“in niente”</strong>, le rispondo io, <strong>“ah studi ancora”</strong>, rincalza lei, <strong>“no”</strong>. Colpita e affondata. Maledetta università, maledetta.</p>
<p>Arriviamo. Solito senso di gioia nel rivedere il posto per me più bello al mondo.<br />
Il mio mare, la mia spiaggia, la mia isola, il mio tramonto e felice di poter condividere tutto questo con il mio amico del cuore: il mare però è un po’ sporchino, la spiaggia piena di gente simpatica simpatica, l’isola a momenti non si vedeva, tanta era l’umidità e il fumo degli incendi, del tramonto nessuna traccia.</p>
<p>Bobbetto va via, non ho osato trattenerlo. Credo che lì non metterà più piede.</p>
<p>Beh, nonostante tutto, la mia estate non è stata niente male: ho preso molto sole, ho  rivisto alcune amiche care, con altri purtroppo non ci siamo incrociati, con qualcuno, ho capito dopo, avrei fatto meglio a non incrociarmi, ma sono ugualmente contenta.</p>
<p>Lì, in riva al mare, col mio ipod nelle orecchie, ho ascoltato mille volte Giuni Russo cantare “Mediterranea”, ricordando il passato e immaginando tutto quello che invece deve ancora venire.<br />
<strong>Giuni Russo, &#8220;mediterranea&#8221; 1984</strong><br />
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		<title>Volare, ohoh</title>
		<link>http://www.live80s.com/volare-ohoh/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/volare-ohoh/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 12:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>vacanze anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8230;mi piace puntare sulla personalità, sebbene&#8230;<br />
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<p>Sto per partire: fra 5 ore salirò su un aereo per tornare a casa e come ogni volta prego di non morire, ma stavolta la vedo dura.</p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per lasciare alcune direttive ad amici e parenti:<!--more--></p>
<p>1) Alla mia amichetta del cuore vorrei dire di andare avanti nonostante tutto e di sposarsi lo stesso questo giovedì&#8230;ah le fedi le ha in custodia mia madre, per il resto non preoccuparti un&#8217;altra testimone la trovi in un secondo&#8230;auguri, eh.</p>
<p>2) al mio &#8220;maritino si fa per dire&#8221;, che seppur venendo con me si salverà nella sciagura, vorrei dire: è stato bellissimo quando, aprendosi un varco alla sinistra del mio posto, mi hai delicatamente, ma prontamente lasciato la mano, cosicchè potessi precipitare con leggiadria, mentre tu rimanendo inchiodato alla gonna della hostess ti sei salvato&#8230;del resto era giusto che fra i due mi sacrificassi io, hai così bisogno di un po&#8217; di ferie&#8230;divertiti tanto chè al ritorno dovrai imparare a stirare e a cucinare, mentre io sarò un tenero ricordo;</p>
<p>3) a mio padre, che non perde occasione per ribadire che l&#8217;aereo è il mezzo più comodo e sicuro vorrei dire: &#8220;papino, sono l&#8217;eccezione che conferma la regola&#8221;;</p>
<p>E pensare che mi sono anche presa il disturbo di preparare la mia valigia e quella di &#8220;mio marito si fa per dire&#8221;&#8230;</p>
<p>Beh, a questo punto, andrei a intensificare i riti di scongiuro e a recitare il mio mantra da pre-volo, ma ho come l&#8217;impressione che a linate mi porteranno priva di conoscenza.</p>
<p>&#8230;unò, duè, unò, duè, possofarcelapossofarcelapossofarcela<br />
possofarcelapossofarcelapossofarcelapossofarpadrenostrocheseineicieliaveomariapienadigrazia</p>
<p>comunque vada Buone Vacanze</p>
<p><!--more--><!--more--><!--more-->
</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;mi piace puntare sulla personalità, sebbene&#8230;<br />
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<p>Sto per partire: fra 5 ore salirò su un aereo per tornare a casa e come ogni volta prego di non morire, ma stavolta la vedo dura.</p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per lasciare alcune direttive ad amici e parenti:<a id="more-154"></a></p>
<p>1) Alla mia amichetta del cuore vorrei dire di andare avanti nonostante tutto e di sposarsi lo stesso questo giovedì&#8230;ah le fedi le ha in custodia mia madre, per il resto non preoccuparti un&#8217;altra testimone la trovi in un secondo&#8230;auguri, eh.</p>
<p>2) al mio &#8220;maritino si fa per dire&#8221;, che seppur venendo con me si salverà nella sciagura, vorrei dire: è stato bellissimo quando, aprendosi un varco alla sinistra del mio posto, mi hai delicatamente, ma prontamente lasciato la mano, cosicchè potessi precipitare con leggiadria, mentre tu rimanendo inchiodato alla gonna della hostess ti sei salvato&#8230;del resto era giusto che fra i due mi sacrificassi io, hai così bisogno di un po&#8217; di ferie&#8230;divertiti tanto chè al ritorno dovrai imparare a stirare e a cucinare, mentre io sarò un tenero ricordo;</p>
<p>3) a mio padre, che non perde occasione per ribadire che l&#8217;aereo è il mezzo più comodo e sicuro vorrei dire: &#8220;papino, sono l&#8217;eccezione che conferma la regola&#8221;;</p>
<p>E pensare che mi sono anche presa il disturbo di preparare la mia valigia e quella di &#8220;mio marito si fa per dire&#8221;&#8230;</p>
<p>Beh, a questo punto, andrei a intensificare i riti di scongiuro e a recitare il mio mantra da pre-volo, ma ho come l&#8217;impressione che a linate mi porteranno priva di conoscenza.</p>
<p>&#8230;unò, duè, unò, duè, possofarcelapossofarcelapossofarcela<br />
possofarcelapossofarcelapossofarcelapossofarpadrenostrocheseineicieliaveomariapienadigrazia</p>
<p>comunque vada Buone Vacanze</p>
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		<title>Babbo Natale, per te la porta è sempre aperta</title>
		<link>http://www.live80s.com/babbo-natale-per-te-la-porta-e-sempre-aperta/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/babbo-natale-per-te-la-porta-e-sempre-aperta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 15:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>vacanze anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Domani faccio ritorno alla &#8220;casa madre&#8221;, del resto si sa: &#8220;Natale con i tuoi&#8221;.</p>
<p>Mi aspetta una paziente attesa di Babbo Natale, che sono fiduciosa, quest&#8217;anno arriverà&#8230;qualcuno mi ha detto che ci tiene da morire ad avere un post dedicato a lui su questo bloggetto, speriamo solo si ricordi che l&#8217;ultima volta che ci siamo visti avevo più o meno 8 anni e che la <strong>maglieria magica</strong> di Barbie non sortirebbe su di me<br />
l&#8217; effetto di allora, ma il <strong>dolce forno</strong> sì, capito Babbo?</p>
<p><img id="image131" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/maglieria%20magica.JPG" alt="maglieria magica.JPG" /><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/Dolcefornott.jpg" title="Dolcefornott.jpg"><img id="image134" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/Dolcefornott.jpg" alt="Dolcefornott.jpg" /></a><br />
Nel frattempo vi lascio con lo spot natalizio, ricordo dei miei Natali più belli.</p>
<p>Buone feste e buon anno a tutti quelli che capiteranno su questa pagina e mi raccomando se sentite delle campanelle, seguite da passi pesanti, non dimenticate di spegnere la luce e di ficcarvi sotto le coperte, qualcuno ha un regalo per voi:)<br />
Auguri <strong>Coca Cola</strong><br />
<object width="425" height="350"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI"></param>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani faccio ritorno alla &#8220;casa madre&#8221;, del resto si sa: &#8220;Natale con i tuoi&#8221;.</p>
<p>Mi aspetta una paziente attesa di Babbo Natale, che sono fiduciosa, quest&#8217;anno arriverà&#8230;qualcuno mi ha detto che ci tiene da morire ad avere un post dedicato a lui su questo bloggetto, speriamo solo si ricordi che l&#8217;ultima volta che ci siamo visti avevo più o meno 8 anni e che la <strong>maglieria magica</strong> di Barbie non sortirebbe su di me<br />
l&#8217; effetto di allora, ma il <strong>dolce forno</strong> sì, capito Babbo?</p>
<p><img id="image131" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/maglieria%20magica.JPG" alt="maglieria magica.JPG" /><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/Dolcefornott.jpg" title="Dolcefornott.jpg"><img id="image134" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/Dolcefornott.jpg" alt="Dolcefornott.jpg" /></a><br />
Nel frattempo vi lascio con lo spot natalizio, ricordo dei miei Natali più belli.</p>
<p>Buone feste e buon anno a tutti quelli che capiteranno su questa pagina e mi raccomando se sentite delle campanelle, seguite da passi pesanti, non dimenticate di spegnere la luce e di ficcarvi sotto le coperte, qualcuno ha un regalo per voi:)<br />
Auguri <strong>Coca Cola</strong><br />
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		<title>I Tunes: la mia macchina del tempo</title>
		<link>http://www.live80s.com/i-tunes-la-mia-macchina-del-tempo/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/i-tunes-la-mia-macchina-del-tempo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 14:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Musica anni 80</category>
	<category>vacanze anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>La domenica di rassetto è saltata. E’ lunedì pomeriggio e una temibile pila di camicie da stirare incombe su di me. Per creare un po’ di atmosfera accendo I tunes e scelgo l’opzione “brani random”. In questo modo anche stirare può diventare un’ esperienza unica.</p>
<p>Camicia n.3. Non si stira neanche con una pressa di 195 chili, la pazienza non mi viene in contro, ma  I tunes mi dà una mano: Pino Daniele, “Bella ‘mbriana”. </p>
<p>All’improvviso mi trovo nella macchina di mio padre: fa caldo, c’è il sole del pomeriggio e sono piccola (ma solo di età). Deve essere l’estate del 1983.<br />
Stiamo raggiungendo la casa al mare e mio fratello ha messo una cassetta di Pino Daniele: “Buona sera bella ‘mbriana mi rest’appesa ‘a nu filo d’oro”, non capisco bene le parole perché avrò più o meno 7 anni e non ho dimestichezza con il dialetto napoletano. Non importa, faccio come per le canzoni in inglese e  imparo il suono.</p>
<p>Per sempre quelle note mi ricorderanno le vacanze estive e il percorso per raggiungerle.</p>
<p>La musica parte e vedo quella che prima era una casa, poi un ritrovo fra pizze e cornetti, poi di nuovo una casa. Uno dei proprietari assomiglia un po’ a Marco Carena, un po’ a De Gregori; il fratello soprannominato “paperino” è un ragazzone con una voce da piccola principessa, accento calabrese a parte.</p>
<p>Con la stessa disinvoltura con cui, ferro alla mano, passo dal colletto al polsino, Bella ‘mbriana lascia il testimone a “Je so’ pazzo”. Anche qui imparo il suono approssimativo della parole praticando il neologismo più audace, ma non importa sono piccola e tutto mi è concesso.</p>
<p>Sono ancora in macchina, ma sono arrivata a destinazione da qualche giorno. Siamo sulla litoranea che collega il paese figlio al paese padre. Solo 4 chilometri li separano, nel mezzo, lo spettacolo più bello che si possa vedere: un’isola sorridente che dalla spiaggia pare lontanissima, ma dalla macchina la si può toccare con una mano. La musica è forte e senza distrarmi dal paesaggio in movimento, con un gesto meccanico giro la manopola che regola il volume della radio: bisogna togliere l’audio, c’è la strofa con la parolaccia, io sono piccola e mi vergogno di sentirla davanti a mamma e papà.  </p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La domenica di rassetto è saltata. E’ lunedì pomeriggio e una temibile pila di camicie da stirare incombe su di me. Per creare un po’ di atmosfera accendo I tunes e scelgo l’opzione “brani random”. In questo modo anche stirare può diventare un’ esperienza unica.</p>
<p>Camicia n.3. Non si stira neanche con una pressa di 195 chili, la pazienza non mi viene in contro, ma  I tunes mi dà una mano: Pino Daniele, “Bella ‘mbriana”. </p>
<p>All’improvviso mi trovo nella macchina di mio padre: fa caldo, c’è il sole del pomeriggio e sono piccola (ma solo di età). Deve essere l’estate del 1983.<br />
Stiamo raggiungendo la casa al mare e mio fratello ha messo una cassetta di Pino Daniele: “Buona sera bella ‘mbriana mi rest’appesa ‘a nu filo d’oro”, non capisco bene le parole perché avrò più o meno 7 anni e non ho dimestichezza con il dialetto napoletano. Non importa, faccio come per le canzoni in inglese e  imparo il suono.</p>
<p>Per sempre quelle note mi ricorderanno le vacanze estive e il percorso per raggiungerle.</p>
<p>La musica parte e vedo quella che prima era una casa, poi un ritrovo fra pizze e cornetti, poi di nuovo una casa. Uno dei proprietari assomiglia un po’ a Marco Carena, un po’ a De Gregori; il fratello soprannominato “paperino” è un ragazzone con una voce da piccola principessa, accento calabrese a parte.</p>
<p>Con la stessa disinvoltura con cui, ferro alla mano, passo dal colletto al polsino, Bella ‘mbriana lascia il testimone a “Je so’ pazzo”. Anche qui imparo il suono approssimativo della parole praticando il neologismo più audace, ma non importa sono piccola e tutto mi è concesso.</p>
<p>Sono ancora in macchina, ma sono arrivata a destinazione da qualche giorno. Siamo sulla litoranea che collega il paese figlio al paese padre. Solo 4 chilometri li separano, nel mezzo, lo spettacolo più bello che si possa vedere: un’isola sorridente che dalla spiaggia pare lontanissima, ma dalla macchina la si può toccare con una mano. La musica è forte e senza distrarmi dal paesaggio in movimento, con un gesto meccanico giro la manopola che regola il volume della radio: bisogna togliere l’audio, c’è la strofa con la parolaccia, io sono piccola e mi vergogno di sentirla davanti a mamma e papà.  </p>
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		<item>
		<title>La mia picozza ed io sulle Dolomiti, da lontano un Gazebo risuona I Like Chopin</title>
		<link>http://www.live80s.com/la-mia-picozza-ed-io-sulle-dolomiti-da-lontano-un-gazebo-risuona-i-like-chopin/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Sep 2006 16:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>vacanze anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel 1983, la mia famiglia si lancia nell’avventura della settimana bianca.</p>
<p>Avevo 6 anni e se non consideriamo il fatto che anche una semplice salita in ascensore mi procurava disagi gastrointestinali, tutto per me era più o meno un gioco: dalla partenza all’indomani dell’ultimo dell’anno, alle circa 15-16 ore di pullman fino alle Dolomiti.</p>
<p>Da buona bimba del sud, non avevo mai visto la neve, figuriamoci l’eccitazione  di fronte alla prospettiva di costruire un bel pupazzo con la carota al posto del naso: io che non riuscivo nell’impresa del castello di sabbia, potevo rifarmi col fantoccio di neve.</p>
<p>L’intera famiglia  (del sud) composta da 6 persone doveva provvedere all’equipaggiamento. L’inesperienza e l’esuberanza tipica del  meridione ci regalarono risultati alla “Toto e Peppino a Milano”.</p>
<p>Così, una volta attrezzati, eravamo finalmente pronti per l’appuntamento alle 6 del mattino nella piazza antistante il mio palazzo.<br />
Con noi, amici storici dei miei e qualche nuovo aggregato.<br />
Si parte alla volta di San Martino di Castrozza.<br />
L’assegnazione dei posti sul pullman seguiva la regola del più scaltro a salire o di chi si faceva scudo della scarsa capacità dello stomaco del proprio figlio di rapportarsi ai movimenti in curva: questo era il caso di mia madre e me.<br />
A memoria d’uomo, in 15 settimane bianche, i due posti dietro l’autista, sono sempre stati i nostri, credo che oramai ci fossero le targhette di ottone con i nomi incisi sopra.</p>
<p>Il viaggio, lungo com’era, per noi bambini già rappresentava una vacanza: il pullman (super lusso) era dotato di bagno e televisore, per cui, nonostante la riluttanza dei fratelli maggiori, aveva inizio la proiezione di un classico dei bambini degli anni &#8216;80 “Altrimenti ci arrabbiamo”.</p>
<p>Dopo scazzottate, coretti e numerose soste in autogrill, incominciava l’incanto delle montagne rosa,  poco dopo eravamo all’albergo.</p>
<p>Tutte insieme, tante novità: la neve, le lezioni di sci (una settimana a fare solo “scaletta”, allora si usava così), i pattini con la lama, l’accento diverso delle persone del posto, il brodo che non si chiamava più brodo, ma minestrina, il vino caldo e il salame a colazione.</p>
<p>Dopo 7 giorni, la partenza.<br />
Di quella esperienza mi rimaneva un Topolino su un piedistallo che, se opportunamente stimolato sotto i piedi, produceva un movimento alla Adriano Celentano, la spilletta con una stellina e la pagellina che il maestro di sci dava a fine corso, una penna a forma di picozza e le canzoni che i fratelli maggiori ballavano di notte in discoteca con tutto il mistero e il fascino del caso. </p>
<p>Per anni, sentendo Gazebo cantare I like Chopin, non potevo non pensare alla mia prima volta sulla neve e… alla mia prima picozza, che nella vita può sempre tornare utile.</p>
<p><strong>Gazebo</strong>, vero nome Paul Mazzolini, &#8220;<strong>I Like Chopin</strong>&#8220;, 1983<br />
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<p><strong>&#8220;Altrimenti ci arrabbiamo&#8221;</strong>, Bud Spencer e Terence hill, 1974<br />
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<p>Avevo 6 anni e se non consideriamo il fatto che anche una semplice salita in ascensore mi procurava disagi gastrointestinali, tutto per me era più o meno un gioco: dalla partenza all’indomani dell’ultimo dell’anno, alle circa 15-16 ore di pullman fino alle Dolomiti.</p>
<p>Da buona bimba del sud, non avevo mai visto la neve, figuriamoci l’eccitazione  di fronte alla prospettiva di costruire un bel pupazzo con la carota al posto del naso: io che non riuscivo nell’impresa del castello di sabbia, potevo rifarmi col fantoccio di neve.</p>
<p>L’intera famiglia  (del sud) composta da 6 persone doveva provvedere all’equipaggiamento. L’inesperienza e l’esuberanza tipica del  meridione ci regalarono risultati alla “Toto e Peppino a Milano”.</p>
<p>Così, una volta attrezzati, eravamo finalmente pronti per l’appuntamento alle 6 del mattino nella piazza antistante il mio palazzo.<br />
Con noi, amici storici dei miei e qualche nuovo aggregato.<br />
Si parte alla volta di San Martino di Castrozza.<br />
L’assegnazione dei posti sul pullman seguiva la regola del più scaltro a salire o di chi si faceva scudo della scarsa capacità dello stomaco del proprio figlio di rapportarsi ai movimenti in curva: questo era il caso di mia madre e me.<br />
A memoria d’uomo, in 15 settimane bianche, i due posti dietro l’autista, sono sempre stati i nostri, credo che oramai ci fossero le targhette di ottone con i nomi incisi sopra.</p>
<p>Il viaggio, lungo com’era, per noi bambini già rappresentava una vacanza: il pullman (super lusso) era dotato di bagno e televisore, per cui, nonostante la riluttanza dei fratelli maggiori, aveva inizio la proiezione di un classico dei bambini degli anni &#8216;80 “Altrimenti ci arrabbiamo”.</p>
<p>Dopo scazzottate, coretti e numerose soste in autogrill, incominciava l’incanto delle montagne rosa,  poco dopo eravamo all’albergo.</p>
<p>Tutte insieme, tante novità: la neve, le lezioni di sci (una settimana a fare solo “scaletta”, allora si usava così), i pattini con la lama, l’accento diverso delle persone del posto, il brodo che non si chiamava più brodo, ma minestrina, il vino caldo e il salame a colazione.</p>
<p>Dopo 7 giorni, la partenza.<br />
Di quella esperienza mi rimaneva un Topolino su un piedistallo che, se opportunamente stimolato sotto i piedi, produceva un movimento alla Adriano Celentano, la spilletta con una stellina e la pagellina che il maestro di sci dava a fine corso, una penna a forma di picozza e le canzoni che i fratelli maggiori ballavano di notte in discoteca con tutto il mistero e il fascino del caso. </p>
<p>Per anni, sentendo Gazebo cantare I like Chopin, non potevo non pensare alla mia prima volta sulla neve e… alla mia prima picozza, che nella vita può sempre tornare utile.</p>
<p><strong>Gazebo</strong>, vero nome Paul Mazzolini, &#8220;<strong>I Like Chopin</strong>&#8220;, 1983<br />
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		<title>Ritorno dalle ferie</title>
		<link>http://www.live80s.com/ritorno-dalle-ferie/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/ritorno-dalle-ferie/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2006 14:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>vacanze anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Ci siamo, le ferie sono finite, l’estate è stata piovosa, l’abbronzatura è quasi inesistente, ma le vacanze mi lasciano ugualmente un buon sapore in bocca.</p>
<p>Per il 28 esimo anno di fila sono andata a svernare in un bellissimo paesino dove ho assaggiato i primi gelati, ho dato il primo bacio, ho stretto amicizie inutili e quelle per la vita.</p>
<p>Lì ho conosciuto lo spettacolo di un tramonto, ho imparato a camminare sui sassi scomodi e ho cantato mille volte Albachiara sulla spiaggia seduta in cerchio fra gli amici.</p>
<p>Ma quest’anno l’atmosfera non era la solita: ognuno di noi, oramai trentenne, ha preso strade diverse e superata la malinconia tipica del ricordo, ho ripercorso quei sassi alla ricerca di emozioni e aneddoti da raccontarvi e guardando attentamente verso il mare ho rivisto la mia amica Nunzia ed io, panciutissime ottenni nell’estate del 1984 che, affannate e scoordinate più che mai cercavamo ostinatamente di afferrare la vela di un wind surf finendo inesorabilmente a fondo e un minuto dopo cantare beate e a squarciagola: “siamo la coppia più grassa del mondo e ci dispiace per le altre che sono magre che sono magre e che non sanno più cos’è il gattò* ”…perché nella vita l’importante è crederci.</p>
<p>Buona ripresa a tutti.</p>
<p>*o &#8220;gateau&#8221; per i palati più fini o &#8220;pizza di patate&#8221; per i minimalisti.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo, le ferie sono finite, l’estate è stata piovosa, l’abbronzatura è quasi inesistente, ma le vacanze mi lasciano ugualmente un buon sapore in bocca.</p>
<p>Per il 28 esimo anno di fila sono andata a svernare in un bellissimo paesino dove ho assaggiato i primi gelati, ho dato il primo bacio, ho stretto amicizie inutili e quelle per la vita.</p>
<p>Lì ho conosciuto lo spettacolo di un tramonto, ho imparato a camminare sui sassi scomodi e ho cantato mille volte Albachiara sulla spiaggia seduta in cerchio fra gli amici.</p>
<p>Ma quest’anno l’atmosfera non era la solita: ognuno di noi, oramai trentenne, ha preso strade diverse e superata la malinconia tipica del ricordo, ho ripercorso quei sassi alla ricerca di emozioni e aneddoti da raccontarvi e guardando attentamente verso il mare ho rivisto la mia amica Nunzia ed io, panciutissime ottenni nell’estate del 1984 che, affannate e scoordinate più che mai cercavamo ostinatamente di afferrare la vela di un wind surf finendo inesorabilmente a fondo e un minuto dopo cantare beate e a squarciagola: “siamo la coppia più grassa del mondo e ci dispiace per le altre che sono magre che sono magre e che non sanno più cos’è il gattò* ”…perché nella vita l’importante è crederci.</p>
<p>Buona ripresa a tutti.</p>
<p>*o &#8220;gateau&#8221; per i palati più fini o &#8220;pizza di patate&#8221; per i minimalisti.</p>
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