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	<title>Anni 80 - Live 80's</title>
	<link>http://www.live80s.com</link>
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	<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 14:29:58 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Meditate gente, meditate</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 09:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>pubblicità anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Certo che negli anni &#8216;80 eravamo veramente avanti&#8230;chissà però cosa c&#8217;era dietro!</p>
<p><strong>Renzo Arbore</strong> spot birra<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che negli anni &#8216;80 eravamo veramente avanti&#8230;chissà però cosa c&#8217;era dietro!</p>
<p><strong>Renzo Arbore</strong> spot birra<br />
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		<title>A volte riaprono</title>
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		<comments>http://www.live80s.com/a-volte-riaprono/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 14:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>costume anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Una della cose che più preferisco è fare la spesa. </p>
<p>Cerco con cura i supermercati dove spendere parte del mio tempo libero;<br />
raccolgo con avidità i volantini delle offerte;<br />
seleziono con apposita crocetta i prodotti più convenienti e, lista alla mano, compilata seguendo il percorso e la disposizione del punto vendita, esco di casa.</p>
<p>Dopo anni di frequentazioni, ho la mia lista di preferiti che non segue necessariamente un criterio di convenienza o di qualità. Diversi sono i motivi che mi spingono a comprare in un supermercato piuttosto che in un altro: </p>
<p>Alla Sma si risparmia; al Pam c’è grande scelta e ariosità; al Gs, a parte qualche punto oscuro sulle offerte speciali, ci sono dei deliziosi mini carrelli telescopici (adorati oramai non solo dalle nonnette).<br />
Ma uno in particolare mi mette allegria: l’Esselunga.<br />
Il punto vendita vicino casa è piccolo, tarato più sui single, non estremamente conveniente (ad eccezione delle offerte sui vini) e neanche fornito di tutte le marche.<br />
Per una serie di coincidenze, mi sono trovata a farci la spesa sempre in momenti di semi gioia o felicità estrema (sono una che si accontenta di poco): colloqui di lavoro andati bene, promesse di assunzione ovviamente inevase, vacanze imminenti, il quasi marito che cambia lavoro per uno apparentemente più bello (cosa che peraltro succede mediamente ogni 8 mesi); oramai è tradizione andare lì quando c’è da festeggiare.<br />
Un mese fa è stato chiuso.<br />
Sgomento e un pizzico di tristezza; sono da poco tempo in questa città e già mi affeziono ai posti e per di più a un supermercato? Sono una passionale, con tendenza alla nostalgia, ma con capacità di veloce ripresa, per cui incuriosita dalla possibilità di avere nei paraggi un supermercato non ancora sperimentato, ho chiesto alla cassiera quale sarebbe stata la nuova insegna.<br />
Riporto testualmente:<br />
<strong>Io:</strong> (con un po’ di timidezza e timorosa di urtare la sua sensibilità) “chi subentrerà adesso” (e nella mi testa un turbinio di promettenti insegne circolavano vorticosamente: Conad? Careffour? Sigma? Maxi Futura? Alvi? e in più un paio di neologismi della GDO da me creati).</p>
<p><strong>Cassiera</strong>: S-T-A-N-D-A</p>
<p><strong>Io:</strong> S-T-A-N-D-A? Ma sono anni che non esiste più in tutta Italia; </p>
<p><strong>Cassiera:</strong> (con sorriso beffardo) Infatti.</p>
<p>Nella mia infanzia anni 80 la Standa ha avuto un ruolo essenziale: era sì la casa degli italiani, ma in particolare la sentivo casa mia; mia madre ci aveva lavorato da ragazza, emancipandosi da un padre all’antica e aveva dovuto licenziarsi una volta sposata, perché le ragazze della standa dovevano essere rigorosamente signorine (quando licenziarsi perché sposate era un segno di un successo raggiunto e non una discriminazione). Quel posto per me rappresentava la giovinezza di mia madre, il luogo dove, vestita di gonne a palloncino e foulard tra i capelli, me la immagino con ancora una vita davanti e sogni da realizzare.</p>
<p>Tre giorni fa ho deciso di andare incontro al mio passato: emozionata sono andata alla rediviva Standa.<br />
Piccole tracce dell’esselunga che fu, tanta confusione e nulla del supermercato di quando ero bambina. </p>
<p>Delusa, aspetto che ripeschino dal dimenticatoio quel meraviglioso gioco che facevano a <strong>Fantastico</strong> in cui una famiglia vinceva due minuti di spesa selvaggia, dove? Ovviamente alla standa, la casa degli italiani, almeno fino agli anni ‘80.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una della cose che più preferisco è fare la spesa. </p>
<p>Cerco con cura i supermercati dove spendere parte del mio tempo libero;<br />
raccolgo con avidità i volantini delle offerte;<br />
seleziono con apposita crocetta i prodotti più convenienti e, lista alla mano, compilata seguendo il percorso e la disposizione del punto vendita, esco di casa.</p>
<p>Dopo anni di frequentazioni, ho la mia lista di preferiti che non segue necessariamente un criterio di convenienza o di qualità. Diversi sono i motivi che mi spingono a comprare in un supermercato piuttosto che in un altro: </p>
<p>Alla Sma si risparmia; al Pam c’è grande scelta e ariosità; al Gs, a parte qualche punto oscuro sulle offerte speciali, ci sono dei deliziosi mini carrelli telescopici (adorati oramai non solo dalle nonnette).<br />
Ma uno in particolare mi mette allegria: l’Esselunga.<br />
Il punto vendita vicino casa è piccolo, tarato più sui single, non estremamente conveniente (ad eccezione delle offerte sui vini) e neanche fornito di tutte le marche.<br />
Per una serie di coincidenze, mi sono trovata a farci la spesa sempre in momenti di semi gioia o felicità estrema (sono una che si accontenta di poco): colloqui di lavoro andati bene, promesse di assunzione ovviamente inevase, vacanze imminenti, il quasi marito che cambia lavoro per uno apparentemente più bello (cosa che peraltro succede mediamente ogni 8 mesi); oramai è tradizione andare lì quando c’è da festeggiare.<br />
Un mese fa è stato chiuso.<br />
Sgomento e un pizzico di tristezza; sono da poco tempo in questa città e già mi affeziono ai posti e per di più a un supermercato? Sono una passionale, con tendenza alla nostalgia, ma con capacità di veloce ripresa, per cui incuriosita dalla possibilità di avere nei paraggi un supermercato non ancora sperimentato, ho chiesto alla cassiera quale sarebbe stata la nuova insegna.<br />
Riporto testualmente:<br />
<strong>Io:</strong> (con un po’ di timidezza e timorosa di urtare la sua sensibilità) “chi subentrerà adesso” (e nella mi testa un turbinio di promettenti insegne circolavano vorticosamente: Conad? Careffour? Sigma? Maxi Futura? Alvi? e in più un paio di neologismi della GDO da me creati).</p>
<p><strong>Cassiera</strong>: S-T-A-N-D-A</p>
<p><strong>Io:</strong> S-T-A-N-D-A? Ma sono anni che non esiste più in tutta Italia; </p>
<p><strong>Cassiera:</strong> (con sorriso beffardo) Infatti.</p>
<p>Nella mia infanzia anni 80 la Standa ha avuto un ruolo essenziale: era sì la casa degli italiani, ma in particolare la sentivo casa mia; mia madre ci aveva lavorato da ragazza, emancipandosi da un padre all’antica e aveva dovuto licenziarsi una volta sposata, perché le ragazze della standa dovevano essere rigorosamente signorine (quando licenziarsi perché sposate era un segno di un successo raggiunto e non una discriminazione). Quel posto per me rappresentava la giovinezza di mia madre, il luogo dove, vestita di gonne a palloncino e foulard tra i capelli, me la immagino con ancora una vita davanti e sogni da realizzare.</p>
<p>Tre giorni fa ho deciso di andare incontro al mio passato: emozionata sono andata alla rediviva Standa.<br />
Piccole tracce dell’esselunga che fu, tanta confusione e nulla del supermercato di quando ero bambina. </p>
<p>Delusa, aspetto che ripeschino dal dimenticatoio quel meraviglioso gioco che facevano a <strong>Fantastico</strong> in cui una famiglia vinceva due minuti di spesa selvaggia, dove? Ovviamente alla standa, la casa degli italiani, almeno fino agli anni ‘80.</p>
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		<title>Bellavista</title>
		<link>http://www.live80s.com/bellavista/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jan 2007 09:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>cinema anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel <strong>1984</strong> uscì nelle sale cinematografiche italiane <strong>Così parlò bellavista</strong>.<br />
Il film, di un ingegnere napoletano della IBM, con la passione per la filosofia, è per noi, gente da Roma in giù, una vera e propria Bibbia.</p>
<p><strong>Luciano De Crescenzo</strong> al suo debutto come regista ha fatto centro: pur descrivendo <strong>Napoli</strong> senza tralasciare neanche uno dei tanti luoghi comuni che l&#8217;hanno resa celebre, ne dipinge un quadro meraviglioso e mai scontato.</p>
<p>Il prof. Bellavista, insegnante di filosofia in pensione, dispensa pillole di saggezza ai suoi compagni di riunione: il vice portiere, il vice-vice portiere, o&#8217; munnezzaro e il poeta in perenne ispirazione (proessò, permettete un pensiero poetico? &#8220;&#8216;a libertà, &#8216;a libertà, pure &#8216;o pappavall&#8217; l&#8217;adda provà&#8221;).</p>
<p>Per Bellavista esistono due tipi di uomini: l&#8217;uomo di libertà e l&#8217;uomo d&#8217;amore; il primo è milanese, stoico, non ama perdere tempo e per questo preferisce la doccia al bagno in vasca; il secondo è napoletano, epicureo, si fa le pummarole in casa perchè quelle in scatola non le ha conosciute di persona; </p>
<p>Un giorno arriva nel condominio il dott. Cazzaniga, milanese, direttore del personale dell&#8217;Alfa Sud.<br />
Dopo un&#8217;iniziale diffidenza da parte di tutti, un provvidenziale blocco dell&#8217;ascensore costringe Bellavista e Cazzaniga a familiarizzare, scoprendo così che anche un napoletano e un milanese possono andare d&#8217;accordo e condividere gli stessi ideali.</p>
<p>Buona visione<br />
<strong>Uomini d&#8217;amore e uomini di libertà</strong><br />
<object width="425" height="350"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jLRUTxRNvkY"></param>
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<p>l&#8217;uomo del sud non va mai di fretta, tanto qualcosa con cui impegnare il tempo la trova sempre, fosse anche l’ascolto di un iperbolico racconto del tentato scippo di un cavalluccio rosso.<br />
<strong>Riccardo Pazzaglia</strong> nella scena del <strong>&#8220;cavalluccio rosso&#8221;</strong><br />
<object width="425" height="350"><br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>1984</strong> uscì nelle sale cinematografiche italiane <strong>Così parlò bellavista</strong>.<br />
Il film, di un ingegnere napoletano della IBM, con la passione per la filosofia, è per noi, gente da Roma in giù, una vera e propria Bibbia.</p>
<p><strong>Luciano De Crescenzo</strong> al suo debutto come regista ha fatto centro: pur descrivendo <strong>Napoli</strong> senza tralasciare neanche uno dei tanti luoghi comuni che l&#8217;hanno resa celebre, ne dipinge un quadro meraviglioso e mai scontato.</p>
<p>Il prof. Bellavista, insegnante di filosofia in pensione, dispensa pillole di saggezza ai suoi compagni di riunione: il vice portiere, il vice-vice portiere, o&#8217; munnezzaro e il poeta in perenne ispirazione (proessò, permettete un pensiero poetico? &#8220;&#8216;a libertà, &#8216;a libertà, pure &#8216;o pappavall&#8217; l&#8217;adda provà&#8221;).</p>
<p>Per Bellavista esistono due tipi di uomini: l&#8217;uomo di libertà e l&#8217;uomo d&#8217;amore; il primo è milanese, stoico, non ama perdere tempo e per questo preferisce la doccia al bagno in vasca; il secondo è napoletano, epicureo, si fa le pummarole in casa perchè quelle in scatola non le ha conosciute di persona; </p>
<p>Un giorno arriva nel condominio il dott. Cazzaniga, milanese, direttore del personale dell&#8217;Alfa Sud.<br />
Dopo un&#8217;iniziale diffidenza da parte di tutti, un provvidenziale blocco dell&#8217;ascensore costringe Bellavista e Cazzaniga a familiarizzare, scoprendo così che anche un napoletano e un milanese possono andare d&#8217;accordo e condividere gli stessi ideali.</p>
<p>Buona visione<br />
<strong>Uomini d&#8217;amore e uomini di libertà</strong><br />
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<p>l&#8217;uomo del sud non va mai di fretta, tanto qualcosa con cui impegnare il tempo la trova sempre, fosse anche l’ascolto di un iperbolico racconto del tentato scippo di un cavalluccio rosso.<br />
<strong>Riccardo Pazzaglia</strong> nella scena del <strong>&#8220;cavalluccio rosso&#8221;</strong><br />
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		</item>
		<item>
		<title>Babbo Natale, per te la porta è sempre aperta</title>
		<link>http://www.live80s.com/babbo-natale-per-te-la-porta-e-sempre-aperta/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/babbo-natale-per-te-la-porta-e-sempre-aperta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 15:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>vacanze anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Domani faccio ritorno alla &#8220;casa madre&#8221;, del resto si sa: &#8220;Natale con i tuoi&#8221;.</p>
<p>Mi aspetta una paziente attesa di Babbo Natale, che sono fiduciosa, quest&#8217;anno arriverà&#8230;qualcuno mi ha detto che ci tiene da morire ad avere un post dedicato a lui su questo bloggetto, speriamo solo si ricordi che l&#8217;ultima volta che ci siamo visti avevo più o meno 8 anni e che la <strong>maglieria magica</strong> di Barbie non sortirebbe su di me<br />
l&#8217; effetto di allora, ma il <strong>dolce forno</strong> sì, capito Babbo?</p>
<p><img id="image131" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/maglieria%20magica.JPG" alt="maglieria magica.JPG" /><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/Dolcefornott.jpg" title="Dolcefornott.jpg"><img id="image134" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/Dolcefornott.jpg" alt="Dolcefornott.jpg" /></a><br />
Nel frattempo vi lascio con lo spot natalizio, ricordo dei miei Natali più belli.</p>
<p>Buone feste e buon anno a tutti quelli che capiteranno su questa pagina e mi raccomando se sentite delle campanelle, seguite da passi pesanti, non dimenticate di spegnere la luce e di ficcarvi sotto le coperte, qualcuno ha un regalo per voi:)<br />
Auguri <strong>Coca Cola</strong><br />
<object width="425" height="350"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI"></param>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani faccio ritorno alla &#8220;casa madre&#8221;, del resto si sa: &#8220;Natale con i tuoi&#8221;.</p>
<p>Mi aspetta una paziente attesa di Babbo Natale, che sono fiduciosa, quest&#8217;anno arriverà&#8230;qualcuno mi ha detto che ci tiene da morire ad avere un post dedicato a lui su questo bloggetto, speriamo solo si ricordi che l&#8217;ultima volta che ci siamo visti avevo più o meno 8 anni e che la <strong>maglieria magica</strong> di Barbie non sortirebbe su di me<br />
l&#8217; effetto di allora, ma il <strong>dolce forno</strong> sì, capito Babbo?</p>
<p><img id="image131" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/maglieria%20magica.JPG" alt="maglieria magica.JPG" /><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/Dolcefornott.jpg" title="Dolcefornott.jpg"><img id="image134" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/12/Dolcefornott.jpg" alt="Dolcefornott.jpg" /></a><br />
Nel frattempo vi lascio con lo spot natalizio, ricordo dei miei Natali più belli.</p>
<p>Buone feste e buon anno a tutti quelli che capiteranno su questa pagina e mi raccomando se sentite delle campanelle, seguite da passi pesanti, non dimenticate di spegnere la luce e di ficcarvi sotto le coperte, qualcuno ha un regalo per voi:)<br />
Auguri <strong>Coca Cola</strong><br />
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		</item>
		<item>
		<title>Le &#8220;Vacanze di Natale&#8221; non sono più quelle di una volta</title>
		<link>http://www.live80s.com/le-vacanze-di-natale-non-sono-piu-quelle-di-una-volta/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/le-vacanze-di-natale-non-sono-piu-quelle-di-una-volta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 16:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
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	<category>costume anni 80</category>
	<category>cinema anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Odio i film di Natale e odio Massimo Boldi che insieme a Gene Gnocchi rimmarrà, a mio avviso, uno degli <em>interrogativi inevasi</em> nel panorama comico italiano.<br />
Tuttavia non posso fare a meno di ammettere che un film-panettone (come si dice adesso) che ho tanto amato esiste&#8230;e lo grido ai quattro venti:<br />
<strong>Vacanze di Natale 1983</strong>.</p>
<p>Mai ritratto di un&#8217; epoca fu più fedele alla realtà. Gli anni 80 sono, in questa pellicola, magistralmente riassunti ed ora che la faccenda è stata metabolizzata e il periodo rivalutato, possiamo guardarla con un po&#8217; di nostalgia e meno puzza sotto al naso.<br />
<strong><br />
Cortina</strong> che pulula di riccastri milanesi, con marito impellicciato e moglie annoiata che ripiega sul pianista di piano bar (figura, allora più che mai sulla cresta dell&#8217;onda, seguita dal mestro di sci e da quello di tennis); comitive di figli di papà, per finire con gli immancabili &#8220;cafoni&#8221; che, dopo anni di sacrifici debuttano nell&#8217;esperienza  della &#8220;settimana bianca&#8221;.</p>
<p>La musica &#8220;ruffiana&#8221; che richiama i successi più ballati in discoteca.</p>
<p>E poi gli <strong>occhiali a specchio</strong> (li ho portati anche io e spontaneamente), i <strong>mon boot pelosi</strong>, <strong>Claudio Amendola </strong>quando era figo, <strong>Cristian De Sica</strong> &#8220;nun me angoscià&#8221;, <strong>Karina Huff</strong> che mi ha rovinato un&#8217; infanzia con il suo visetto da americanina e fisichetto inarrivabile, dulcis in fundo il <strong>maestro di sci</strong> che recita il suo motto fino ad anestetizzarti le orecchie (e chiunque abbia preso una volta nella vita una lezione di sci, sa di cosa parlo) <strong>&#8220;peso a valle e sci a monte&#8221;</strong> in rigoroso accento veneto.<br />
Vabbè mi fermo qui e lascio la parola alle immagini.<br />
buona visione </p>
<p><object width="425" height="350"><br />
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<p><object width="425" height="350"><br />
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<p><object width="425" height="350"><br />
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<p><object width="425" height="350"><br />
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Odio i film di Natale e odio Massimo Boldi che insieme a Gene Gnocchi rimmarrà, a mio avviso, uno degli <em>interrogativi inevasi</em> nel panorama comico italiano.<br />
Tuttavia non posso fare a meno di ammettere che un film-panettone (come si dice adesso) che ho tanto amato esiste&#8230;e lo grido ai quattro venti:<br />
<strong>Vacanze di Natale 1983</strong>.</p>
<p>Mai ritratto di un&#8217; epoca fu più fedele alla realtà. Gli anni 80 sono, in questa pellicola, magistralmente riassunti ed ora che la faccenda è stata metabolizzata e il periodo rivalutato, possiamo guardarla con un po&#8217; di nostalgia e meno puzza sotto al naso.<br />
<strong><br />
Cortina</strong> che pulula di riccastri milanesi, con marito impellicciato e moglie annoiata che ripiega sul pianista di piano bar (figura, allora più che mai sulla cresta dell&#8217;onda, seguita dal mestro di sci e da quello di tennis); comitive di figli di papà, per finire con gli immancabili &#8220;cafoni&#8221; che, dopo anni di sacrifici debuttano nell&#8217;esperienza  della &#8220;settimana bianca&#8221;.</p>
<p>La musica &#8220;ruffiana&#8221; che richiama i successi più ballati in discoteca.</p>
<p>E poi gli <strong>occhiali a specchio</strong> (li ho portati anche io e spontaneamente), i <strong>mon boot pelosi</strong>, <strong>Claudio Amendola </strong>quando era figo, <strong>Cristian De Sica</strong> &#8220;nun me angoscià&#8221;, <strong>Karina Huff</strong> che mi ha rovinato un&#8217; infanzia con il suo visetto da americanina e fisichetto inarrivabile, dulcis in fundo il <strong>maestro di sci</strong> che recita il suo motto fino ad anestetizzarti le orecchie (e chiunque abbia preso una volta nella vita una lezione di sci, sa di cosa parlo) <strong>&#8220;peso a valle e sci a monte&#8221;</strong> in rigoroso accento veneto.<br />
Vabbè mi fermo qui e lascio la parola alle immagini.<br />
buona visione </p>
<p><object width="425" height="350"><br />
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<p><object width="425" height="350"><br />
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<p><object width="425" height="350"><br />
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<p><object width="425" height="350"><br />
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		<title>Scuola Furano</title>
		<link>http://www.live80s.com/scuola-furano/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/scuola-furano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2006 18:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
	<category>Musica anni 80</category>
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		<description><![CDATA[<p>Navigando, navigando ho scoperto il gruppo &#8220;<a href="http://www.scuolafurano.com/"><strong>Scuola Furano</strong></a>&#8220;.<br />
Sono italiani e hanno esordito nel 2004; il genere è &#8220;elettronica anni 80&#8243;.<br />
Posto il video <strong>&#8220;Chocolate glazed&#8221;</strong>. Ad eccezione di alcuni passaggi, è tutto come negli anni 80: il sound e la grafica sono perfetti.<br />
Ditemi che ne pensate.<br />
<a href="http://www.scuolafurano.com/"><strong>Scuola Furano</strong></a>, <strong>Chocolate Glazed</strong><br />
<object width="425" height="350"><br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Navigando, navigando ho scoperto il gruppo &#8220;<a href="http://www.scuolafurano.com/"><strong>Scuola Furano</strong></a>&#8220;.<br />
Sono italiani e hanno esordito nel 2004; il genere è &#8220;elettronica anni 80&#8243;.<br />
Posto il video <strong>&#8220;Chocolate glazed&#8221;</strong>. Ad eccezione di alcuni passaggi, è tutto come negli anni 80: il sound e la grafica sono perfetti.<br />
Ditemi che ne pensate.<br />
<a href="http://www.scuolafurano.com/"><strong>Scuola Furano</strong></a>, <strong>Chocolate Glazed</strong><br />
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		<title>Fuori tema carino</title>
		<link>http://www.live80s.com/fuori-tema-carino/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/fuori-tema-carino/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2006 15:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
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		<description><![CDATA[<p>Oggi niente post sugli anni 80.<br />
Metto questa cosa carina che ho trovato andando in giro per blog&#8230;anche se in realtà non mi si addice molto.</p>
<p><a href="http://www.box404.net/nick/" target="_blank"><img height="200" src="http://www.box404.net/nick.php?blog=http://www.live80s.com&#038;sex=f&#038;color=pink&#038;v=3" width="180" border="0" /></a>
</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi niente post sugli anni 80.<br />
Metto questa cosa carina che ho trovato andando in giro per blog&#8230;anche se in realtà non mi si addice molto.</p>
<p><a href="http://www.box404.net/nick/" target="_blank"><img height="200" src="http://www.box404.net/nick.php?blog=http://www.live80s.com&#038;sex=f&#038;color=pink&#038;v=3" width="180" border="0" /></a>
</p>
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		<item>
		<title>La casa di Barbie</title>
		<link>http://www.live80s.com/la-casa-di-barbie/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/la-casa-di-barbie/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2006 11:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.live80s.com/la-casa-di-barbie/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Suonano alla porta, ho circa 3 anni e mezzo.<br />
Mia madre mi invita a vedere chi bussa: Barbie e la sua casa mi chiedevano di entrare, dietro di loro, mia zia Anna. Le aveva incontrate in ascensore. </p>
<p>A momenti svenivo, tutto il fiato che avevo premeva per uscire.</p>
<p>Dopo un tentativo di rianimazione da parte di mio fratello, decisi che potevo rimanere anche in apnea. La sola cosa da fare era aprire la scatola e lanciarmi nella costruzione dell’edificio.</p>
<p>3 piani di cartone con ascensore: al primo piano la cucina; al secondo la zona living e al terzo la zona notte. Il tutto si teneva in piedi grazie a colonne di plastica gialle e l’ascensore (anche esso giallo) andava su e giù con una cordicina.</p>
<p>La casa era semi arredata. La dotazione prevista era: soggiorno minimalista (un divano, una poltrona e un tavolo gialli); un letto rosa; la cucina (frigo, vivande, fuochi, tavolo sedie).<br />
Se la memoria non mi inganna credo di aver provveduto personalmente al completamento dell’arredo comprando:<br />
1) integrazione del soggiorno: uno in vimini e uno anni 70 con plastica e rivestimento in stoffa colorata;<br />
2) armadio e comodini;<br />
3) piscina rosa, che prometteva bolle di sapone, che nessuno riuscì mai a far uscire;<br />
4) varie ed eventuali.</p>
<p> Dopo 4 anni, le Barbie ed io traslocammo sul tappeto: la casa da tempo era in bilico, un anno di oscillazioni e poi il crollo. </p>
<p>La cosa ci dispiacque, ma relativamente. Già da un po’ meditavamo di abbandonare la città per una più salutare vita agreste.<br />
Il caso volle che l’impresa edile Mattel lanciasse sul mercato delle splendide ville di campagna, bianche e super lussuose, ma mia madre non ottenne il mutuo e noi rimanemmo sul tappeto che fu ribattezzato l&#8217; &#8220;openspace di Barbie&#8221;.</p>
<p><strong>Casa di Barbie</strong> del 1975. La mia, degli anni &#8216;80, era un po&#8217; diversa nei colori<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Casa%20di%20barbie.JPG" title="Casa di barbie.JPG"><img id="image79" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Casa%20di%20barbie.JPG" alt="Casa di barbie.JPG" /></a><strong></p>
<p>Mobili della cucina</strong> in dotazione con la casa<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Cucina%20di%20barbie.JPG" title="Cucina di barbie.JPG"><img id="image81" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Cucina%20di%20barbie.JPG" alt="Cucina di barbie.JPG" /></a></p>
<p><strong>Salotto anni&#8217;70</strong> con cui integrai l&#8217;arredo in dotazione<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/salotto%2070%20barbie.jpg" title="salotto 70 barbie.jpg"><img id="image82" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/salotto%2070%20barbie.jpg" alt="salotto 70 barbie.jpg" /></a><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/poltrona%2070%20barbie.jpg" title="poltrona 70 barbie.jpg"><img id="image83" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/poltrona%2070%20barbie.jpg" alt="poltrona 70 barbie.jpg" /></a></p>
<p><strong>Casa di Campagna</strong> che non avemmo mai<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Casa%20di%20campagna%20di%20barbrie.JPG" title="Casa di campagna di barbrie.JPG"><img id="image84" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Casa%20di%20campagna%20di%20barbrie.JPG" alt="Casa di campagna di barbrie.JPG" /></a>
</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suonano alla porta, ho circa 3 anni e mezzo.<br />
Mia madre mi invita a vedere chi bussa: Barbie e la sua casa mi chiedevano di entrare, dietro di loro, mia zia Anna. Le aveva incontrate in ascensore. </p>
<p>A momenti svenivo, tutto il fiato che avevo premeva per uscire.</p>
<p>Dopo un tentativo di rianimazione da parte di mio fratello, decisi che potevo rimanere anche in apnea. La sola cosa da fare era aprire la scatola e lanciarmi nella costruzione dell’edificio.</p>
<p>3 piani di cartone con ascensore: al primo piano la cucina; al secondo la zona living e al terzo la zona notte. Il tutto si teneva in piedi grazie a colonne di plastica gialle e l’ascensore (anche esso giallo) andava su e giù con una cordicina.</p>
<p>La casa era semi arredata. La dotazione prevista era: soggiorno minimalista (un divano, una poltrona e un tavolo gialli); un letto rosa; la cucina (frigo, vivande, fuochi, tavolo sedie).<br />
Se la memoria non mi inganna credo di aver provveduto personalmente al completamento dell’arredo comprando:<br />
1) integrazione del soggiorno: uno in vimini e uno anni 70 con plastica e rivestimento in stoffa colorata;<br />
2) armadio e comodini;<br />
3) piscina rosa, che prometteva bolle di sapone, che nessuno riuscì mai a far uscire;<br />
4) varie ed eventuali.</p>
<p> Dopo 4 anni, le Barbie ed io traslocammo sul tappeto: la casa da tempo era in bilico, un anno di oscillazioni e poi il crollo. </p>
<p>La cosa ci dispiacque, ma relativamente. Già da un po’ meditavamo di abbandonare la città per una più salutare vita agreste.<br />
Il caso volle che l’impresa edile Mattel lanciasse sul mercato delle splendide ville di campagna, bianche e super lussuose, ma mia madre non ottenne il mutuo e noi rimanemmo sul tappeto che fu ribattezzato l&#8217; &#8220;openspace di Barbie&#8221;.</p>
<p><strong>Casa di Barbie</strong> del 1975. La mia, degli anni &#8216;80, era un po&#8217; diversa nei colori<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Casa%20di%20barbie.JPG" title="Casa di barbie.JPG"><img id="image79" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Casa%20di%20barbie.JPG" alt="Casa di barbie.JPG" /></a><strong></p>
<p>Mobili della cucina</strong> in dotazione con la casa<br />
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<p><strong>Salotto anni&#8217;70</strong> con cui integrai l&#8217;arredo in dotazione<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/salotto%2070%20barbie.jpg" title="salotto 70 barbie.jpg"><img id="image82" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/salotto%2070%20barbie.jpg" alt="salotto 70 barbie.jpg" /></a><br />
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<p><strong>Casa di Campagna</strong> che non avemmo mai<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Casa%20di%20campagna%20di%20barbrie.JPG" title="Casa di campagna di barbrie.JPG"><img id="image84" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/Casa%20di%20campagna%20di%20barbrie.JPG" alt="Casa di campagna di barbrie.JPG" /></a>
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il profumo del nonno per le scale e l’aroma delle mie scarpe nello showroom</title>
		<link>http://www.live80s.com/il-profumo-del-nonno-per-le-scale-e-l%e2%80%99aroma-delle-mie-scarpe-nello-showroom/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/il-profumo-del-nonno-per-le-scale-e-l%e2%80%99aroma-delle-mie-scarpe-nello-showroom/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2006 14:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
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		<description><![CDATA[<p>La giornata lavorativa è finita.<br />
Torno a casa e mentre apro il portoncino del mio palazzo di emigrante improvvisamente qualcosa schiaccia il tasto rewind nel mio cervello: da poco qualcuno è sceso per le scale lasciandosi dietro la scia di un dopobarba e catapultando me in un mare di sensazioni confuse ma piacevoli.</p>
<p>Scrivendo queste pagine ogni giorno scavo nella memoria cercando immagini, parole, canzoni o persone, ma quanto sono importanti gli odori per rivivere ciò che non è più?</p>
<p>Ne basta uno, dimenticato su una scala, per avviare la macchina del tempo e ricordarmi che forse quel profumo lo usava nonno Vincenzo o papà (anche lui Vincenzo, il terrone osserva e conserva le tradizioni più di un antropologo) e richiamare alla mente una parte della mia vita molto piacevole: l’infanzia, quando andavo dai nonni e mi annoiavo, perché i grandi parlavano di cose per niente fascinose, salvo poi, seduta a cavalcioni su una gamba anziana, immaginare di trotterellare su un pony, mentre il mio naso aspirava distrattamente qualcosa che la mente avrebbe conservato e che un giorno mi avrebbe regalato la fotografia precisa di quell’istante.</p>
<p>L’”attacco di memoria” è così, ti coglie all’improvviso e finchè si tratta del profumo del nonno ti fa anche piacere, ma quando si tratta di quella volta in cui tua madre ti ordinò di non giocare a pallavolo con Donatella, perché dopo poco avevi la prova dell’abito della prima comunione e le tue scarpe da ginnastica non regolavano la traspirazione dei tuo arti inferiori e tu, non curante dell’altrui consiglio, sfoderasti l’intero repertorio di Mila Atzuki e srotolando a tua madre la più crudele delle bugie osasti toglierti le scarpe nel prestigioso show room, provocando una temporanea chiusura al pubblico dell’esercizio, gettando everybody nella vergogna più vergognosa, forse vorresti soffrire di amnesie mentali e olfattive e ricordare cose di te e della tua infanzia, è il caso di dire, tutte rose e fiori. (questo è in assoluto il periodo con più coordinate che essere scrivente abbia mai scritto, che voi sappiate posso mandarlo a qualche tipo di concorso e aspirare al podio?!!)</p>
<p>A proposito di memoria olfattiva: le <strong>gommine profumate</strong>.<br />
Negli anni 80 era un must collezionarle e scambiarle con le amiche. Provate adesso ad aprire la scatole dove le avete conservate, sono sicura che farete un tuffo nel passato.<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/gommine%20profumate1.JPG" title="gommine profumate1.JPG"><img id="image74" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/gommine%20profumate1.JPG" alt="gommine profumate1.JPG" /></a></p>
<p>Gommine a forma di cioccolatini</strong>, avevano un profumo meraviglioso.<br />
Io avevo la seconda da sinistra, in preda all&#8217;eccitazione olfattiva, provai a darle un morso<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/gomme%20cioc.JPG" title="gomme cioc.JPG"><img id="image73" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/gomme%20cioc.JPG" alt="gomme cioc.JPG" /></a>
</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata lavorativa è finita.<br />
Torno a casa e mentre apro il portoncino del mio palazzo di emigrante improvvisamente qualcosa schiaccia il tasto rewind nel mio cervello: da poco qualcuno è sceso per le scale lasciandosi dietro la scia di un dopobarba e catapultando me in un mare di sensazioni confuse ma piacevoli.</p>
<p>Scrivendo queste pagine ogni giorno scavo nella memoria cercando immagini, parole, canzoni o persone, ma quanto sono importanti gli odori per rivivere ciò che non è più?</p>
<p>Ne basta uno, dimenticato su una scala, per avviare la macchina del tempo e ricordarmi che forse quel profumo lo usava nonno Vincenzo o papà (anche lui Vincenzo, il terrone osserva e conserva le tradizioni più di un antropologo) e richiamare alla mente una parte della mia vita molto piacevole: l’infanzia, quando andavo dai nonni e mi annoiavo, perché i grandi parlavano di cose per niente fascinose, salvo poi, seduta a cavalcioni su una gamba anziana, immaginare di trotterellare su un pony, mentre il mio naso aspirava distrattamente qualcosa che la mente avrebbe conservato e che un giorno mi avrebbe regalato la fotografia precisa di quell’istante.</p>
<p>L’”attacco di memoria” è così, ti coglie all’improvviso e finchè si tratta del profumo del nonno ti fa anche piacere, ma quando si tratta di quella volta in cui tua madre ti ordinò di non giocare a pallavolo con Donatella, perché dopo poco avevi la prova dell’abito della prima comunione e le tue scarpe da ginnastica non regolavano la traspirazione dei tuo arti inferiori e tu, non curante dell’altrui consiglio, sfoderasti l’intero repertorio di Mila Atzuki e srotolando a tua madre la più crudele delle bugie osasti toglierti le scarpe nel prestigioso show room, provocando una temporanea chiusura al pubblico dell’esercizio, gettando everybody nella vergogna più vergognosa, forse vorresti soffrire di amnesie mentali e olfattive e ricordare cose di te e della tua infanzia, è il caso di dire, tutte rose e fiori. (questo è in assoluto il periodo con più coordinate che essere scrivente abbia mai scritto, che voi sappiate posso mandarlo a qualche tipo di concorso e aspirare al podio?!!)</p>
<p>A proposito di memoria olfattiva: le <strong>gommine profumate</strong>.<br />
Negli anni 80 era un must collezionarle e scambiarle con le amiche. Provate adesso ad aprire la scatole dove le avete conservate, sono sicura che farete un tuffo nel passato.<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/gommine%20profumate1.JPG" title="gommine profumate1.JPG"><img id="image74" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/gommine%20profumate1.JPG" alt="gommine profumate1.JPG" /></a></p>
<p>Gommine a forma di cioccolatini</strong>, avevano un profumo meraviglioso.<br />
Io avevo la seconda da sinistra, in preda all&#8217;eccitazione olfattiva, provai a darle un morso<br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/gomme%20cioc.JPG" title="gomme cioc.JPG"><img id="image73" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/gomme%20cioc.JPG" alt="gomme cioc.JPG" /></a>
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Indipendenza o tendenze antisociali?</title>
		<link>http://www.live80s.com/indipendenza-o-tendenze-antisociali/</link>
		<comments>http://www.live80s.com/indipendenza-o-tendenze-antisociali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2006 15:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Live80s</dc:creator>
		
	<category>Vari</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.live80s.com/indipendenza-o-tendenze-antisociali/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Al tempo delle elementari ho capito molto di me e della mia capacità di stare in mezzo agli altri.</p>
<p>I giorni più felici erano quelli in cui Alfredo, il mio compagno di banco, si ammalava.<br />
La mia gioia non aveva le sue radici in un sadismo precoce, ma nel fatto che finalmente potessi avere il banco tutto per me.</p>
<p>Quando la maestra, appurata l’assenza e vista la sedia vuota accanto alla mia, accorreva per assegnarmi un provvisorio coinquilino, una fulmine rotante partiva dal mio occhio e si scagliava dritto e preciso nel suo: “preferisco rimanere da sola e aspettare il ritorno di Alfredo, avendo cura del suo posto”, rispondevo.<br />
A quel punto il gioco era fatto e in preda a una perversa eccitazione, partivo con l’allestimento della postazione: lo zaino del Mulino Bianco lo spostavo sulla sedia del febbricitante e assente Alfredo, per procedere poi alla disposizione  del portapenne (anche quello del Mulino Bianco, li avevo avuti con una raccolta punti), infine, quaderni e libri venivano distribuiti su tutto il perimetro del banco.<br />
Alla fine, soddisfatta del nuovo assetto e della conquista della mia indipendenza, sognavo che Alfredo non tornasse più…non successe e fui costretta a ridargli i suoi spazi per molto tempo ancora.  </p>
<p><strong>Zaino del Mulino Bianco</strong><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/zaino%20mulino%20bianco.JPG" title="zaino mulino bianco.JPG"><img id="image59" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/zaino%20mulino%20bianco.JPG" alt="zaino mulino bianco.JPG" /></a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Al tempo delle elementari ho capito molto di me e della mia capacità di stare in mezzo agli altri.</p>
<p>I giorni più felici erano quelli in cui Alfredo, il mio compagno di banco, si ammalava.<br />
La mia gioia non aveva le sue radici in un sadismo precoce, ma nel fatto che finalmente potessi avere il banco tutto per me.</p>
<p>Quando la maestra, appurata l’assenza e vista la sedia vuota accanto alla mia, accorreva per assegnarmi un provvisorio coinquilino, una fulmine rotante partiva dal mio occhio e si scagliava dritto e preciso nel suo: “preferisco rimanere da sola e aspettare il ritorno di Alfredo, avendo cura del suo posto”, rispondevo.<br />
A quel punto il gioco era fatto e in preda a una perversa eccitazione, partivo con l’allestimento della postazione: lo zaino del Mulino Bianco lo spostavo sulla sedia del febbricitante e assente Alfredo, per procedere poi alla disposizione  del portapenne (anche quello del Mulino Bianco, li avevo avuti con una raccolta punti), infine, quaderni e libri venivano distribuiti su tutto il perimetro del banco.<br />
Alla fine, soddisfatta del nuovo assetto e della conquista della mia indipendenza, sognavo che Alfredo non tornasse più…non successe e fui costretta a ridargli i suoi spazi per molto tempo ancora.  </p>
<p><strong>Zaino del Mulino Bianco</strong><br />
<a class="imagelink" href="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/zaino%20mulino%20bianco.JPG" title="zaino mulino bianco.JPG"><img id="image59" src="http://www.live80s.com/admin/uploads/2006/09/zaino%20mulino%20bianco.JPG" alt="zaino mulino bianco.JPG" /></a>
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