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Primo giorno di scuola
Pensando alla poca voglia di ritornare a lavoro ho ricordato l’attesa dell’inizio della scuola e tutti i riti che lo precedevano.
Ecco la lista:
n.1 comprare il grembiule. A memoria d’uomo non sono mai riuscita a riutilizzare quello dell’anno precedente, data la velocità con cui mi estendevo;
n. 2 operazione cartella nuova. L’apice della realizzazione l’ho raggiunto in quinta elementare quando mia madre cedette alle suppliche e mi destinò quella di Poochie…avevo 10 anni, alta 1,68 cm e di struttura tubolare. Con il grembiulino bianco e la cartella ero la caricatura di me stessa;
n.3 penne, portapenne, colori, gommine;
n.4 scelta del diario. Con questa operazione sviluppavo e definivo il senso degli acquisti tipicamente femminile.
Le variabili da considerare erano innumerevoli:grandezza, colore, a righe, a quadretti, bianco, musicale, dei cartoni. La funzionalità era solo un dettaglio.
n.5 scelta dell’abbigliamento del primo giorno, con relativa invenzione di scusa credibile da srotolare al momento giusto alla maestra per smettere il grembiule.
Tthree, two, one, zero
Ore 8 di una mattina di settembre: papà ed io nella mini minor marrone con i sedili senape. Tappa al bar moka per il cornetto da mangiare a ricreazione, parcheggio in doppia fila, e su per le scale dell’androne della scuola elementare, un bacio e l’immancabile “fai la brava”.
Varcata quella porta aveva inizio un nuovo anno che non avrei mai più dimenticato.
Questo esercizio rimarrà chiuso per ferie dal 28/07/06 al 02/09/06
Ebbene sì, le agognate e meritatissime ferie estive sono arrivate.
Domani mattina si parte. Andrò nel posto dove ho trascorso le estati più belle di tutti gli anni 80.
Live 80s ritorna a settembre con tantissime nuove (ma di annata) storie semi serie.
Nel frattempo vi lascio in compagnia di un po’ di music summer 80.
Buon ascolto e buona estate a tutti D)
Gruppo Italiano “Tropicana”
Miguel Bosè “Bravi ragazzi”
Matia Bazar “Solo tu”
Stevie Wonder “For once in my life”
Lio “Amoreux solitaire”
Rettore “Lamette”
Tom Tom Club “Wordy Rappinghood”
Figurine e francobolli drogati
Per tutta la mia infanzia ho vissuto con l’incubo delle figurine e dei francobolli drogati.
Come ogni bambino, uno dei miei passatempi preferiti era quello di collezionarle per completare i vari album Panini: c’era la raccolta del libro cuore, quella di Kiss me Licia e di altre serie televisive. Non c’era mamma in Italia che non insinuasse nel proprio figlio la paura delle figurine o dei francobolli in qualche modo contenenti droga.
Lo stato di allerta era ai massimi, secondo le madri, all’uscita delle scuole.
Il pericolo aveva le sembianze di loschi figuri che, appostati fuori l’edificio scolastico, distribuivano gratuitamente album e figurine di nuove collezioni.
Per cui l’imperativo categorico era “quando esci da scuola non prendere niente da gente che non conosci”
Le nostre mamme, ignare di quanto il marketing aziendale stesse per invadere le vite di ognuno, erano convinte che quelli che agli occhi di noi bambini apparivano come benefattori, fossero in realtà occulti spacciatori di sostanze strane che nascondevano sul retro dei francobolli (di modo tale che leccandoli si sarebbe avuto un primo approccio con esperienze estatiche) e nelle figurine.
Ingenue signore, quegli spacciatori non venivano ad iniziarci alla droga come cocaina o eroina, ma all’uso indiscriminato e compulsivo dei vostri soldi.
Erano assoldati infatti dalle aziende che vendevano album e robe del genere perché ci facessero venire l’acquolina regalandoci anteprime di nuove collezioni alle quali non avremmo saputo e potuto resistere.
Ma l’america è stata scoperta negli anni 80?
Non so perché, ma quando voglio visualizzare gli anni ’80, vedo l’America.
A volte mi sembra sia nata in quegli anni, forse perché allora iniziavo a conoscerla.
C’erano i video dei corsi di aerobica di Sidney Rome e Lara Saint Paul.
I telefilm, dove mangiavano delle appetitosissime frittelle con lo sciroppo d’acero (certi sogni non dovrebbero mai realizzarsi: anni dopo le ho mangiate e mi hanno fatto davvero schifo).
I primi fast food, che ci hanno rovinato la vita e il girovita (ma che bontà).
E le fotografie sui giornali di moda, che avevano una luce sempre opaca, come scattate con un velo davanti all’obiettivo.
Ma l’immagine che più di tutte mi parla dell’America di quegli anni è Io e Annie di Woody Allen, dove una svampita e imbranatissima Diane Keaton interpreta uno dei personaggi più divertenti e caratteristici. Il titolo originale è Annie Hall ed è un omaggio alla Keaton (Hall è il suo vero cognome)…anche se il film è del 77 lo considero degli anni 80 per due motivi: mancava poco alla fine del decennio e quando l’ho visto per la prima volta era il 1984.
Frittelle con sciroppo d’acero, una grande illusione

Io e Annie.
Nel cast diversi attori poi diventati celebri: Sigourney Weaver, Christopher Walken, Beverly D’angelo (la Wendy di “Shining”)

La di da

