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Cioè praticamente tu non conosci Albanoeromina? Continuiamo così, facciamoci del male.

Come spiegare a un giovane del 2006 l’entità albanoeromina.
Come spiegargli, senza turbarlo, che una volta erano l’icona della famiglia, e soprattutto, erano la musica italiana all’estero.
Ci hanno fatto sognare, ci hanno fatto cantare e Romina, in un rarissimo (per allora che erano inseparabili) caso di allontanamento da Albano ci ha fatto anche ballare.
Sì, o giovane del 2006, è giunto il momento che tu venga a conoscenza dell’esistenza de “Il ballo del qua qua”.
E’ giusto che tu sappia, che ogni bambino degli anni 80, con una certa sensibilità musicale, possedeva il 45 giri* di questo pezzo, che è stato forse il preludio ai balli di gruppo.
Sul retrocopertina Romina ci insegnava i passi del ballo che, oramai imparati a memoria, ripetevamo all together alle feste di compleanno dove un Penny** rosso mangiava e rimangiava il minivinile***.

Piccolo glossario al post
*mini vinile che girava sul piatto dello stereo (o inserito nel mangiadischi) alla velocità, appunto di 45 giri. Aveva due facce o lati e conteneva due canzoni.
Si contrapponeva al 33 giri.

**mangia dischi portatile esclusivamente destinato all’ascolto del 45 giri; funzionava a corrente e a pile; disponibile in rosso e giallo (colore forse più diffuso negli anni ‘70);
il nome Penny derivava dalla marca che lo produceva.

*** il 45 giri, appunto.

Copertina del 45 giri “Il ballo del qua qua”.
Sul la to B c’era “Paolino Maialino”, capolavoro sottostimato.
il ballo del qua qua.JPG

Mangiadischi “Penny”.
L’ho avuto in regalo per la befana 1983 quando a causa di una pessima interpretazione di mio padre, scoprii che la vecchina con la scopa non esisteva…mi consolai con il 45 giri con cui mi fu regalato: “John e Solfamy”
penny rosso.jpg




“Scegli: vuoi il commodore 64 o il music partner bontempi?”

Natale 1986, avevo 10 anni e discutendo del mio regalo mia madre mi pose di fronte ad una scelta: “vuoi il commodore 64 o il music partner bontempi?”

Ero una bambina e non sapevo che quella che appariva come una scelta innocua, in realtà nascondeva una chiara anticipazione del mio futuro di persona inconcludente come pochi e distante anni luce da ogni forma di tecnologia (incluso lo spazzolino elettrico).

Fin da allora era chiaro che fossi una persona poco incline alla concretezza e quindi scelsi. Nonostante mio fratello 22 enne cercasse di orientarmi verso il commodore, preferii senza esitazione la pianola.

“Benissimo!”, pensarono, tranne mio fratello che mai digerì la faccenda, “ha inclinazioni artistiche, imparerà la musica”.
Non andai mai oltre “L’inno alla gioia” e l’uso della mano sinistra in combinazione con la destra sulla tastiera, rimase per me un arcano mistero.

Foto Commodore64.
lo slogan pubblicitario diceva: “compramelo papà, così ci giochi anche tu”.
Nasceva così il computer per tutti…ma non per me!

commodore 64.jpg

Foto Music Partner Bontempi.
La pianola veniva venduta con spartiti e cassette con corso di musica, le ho usate tantissimo… per registrarci su la musica trasmessa dalla radio!!!

Bontempi M40.jpeg




Arrivano i Robinson regalandomi un Mars

24 febbraio 1986.
Un lunedì.
Canale 5.
Prima puntata dei Robinson e prima volta che ho mangiato un Mars, che infanzia ragazzi.

Onnivora di televisione e snack come pochi, ero lì, puntuale all’appuntamento con le novità del mio tempo: una nuova serie televisiva e una nuova meraviglia di mou e caramello con copertura di cioccolato a latte.

Una piccola e ancora inspiegata cattiveria da parte di mia madre:il Mars l’ho potuto mangiare solo quasi alla fine del telefilm, per cui con lo sguardo diviso fra la tv e la vetrinetta dove era custodita, al riparo delle mia fauci, la goduria di cioccolata, un po’ della trama è francamente andata persa.

I Robinson
I Robinson

Pubblicità Mars (anche se forse non degli anni 80 e non è italiana), troppo divertente




Heather Parisi e le bambine degli anni 80

Non sei stata una bambina degli anni 80, se non hai mai ballato “Disco bambina” o “Cicale”, se non ti sei mai lussata una gamba provando a fare la spaccata o alzandole all’ altezza dell’orecchio, proprio come faceva lei: Heather Parisi, la più amata americana in Italia degli anni 80.
Poco più che diciannovenne, biondissima, occhi azzurri e sorriso infinito.
Come non amare i suoi costumi variopinti, il suo improbabile accento italiano, i testi delle canzoni:
“E le cicale cicale cicale cicale
e la formica
invece non cicale mica ”…e pensare che molti di noi stavano appena imparando a paralare!
C’era lei e solo lei.
Qualche anno dopo Lorella Cuccarini cercò di rubare i nostri cuori, ma senza successo…lei sarebbe appartenuta ad un’altra generazione ancora, quella degli anni 90.
Heather per sempre

copertina del 45 giri “Disco bambina”, sigla della prima edizione di “Fantastico” (1979)
copertina del 45 giri "Disco bambina"

ed ora balliamo tutte insieme…
p.s. il ballerino è Enzo Avallone alias Truciolo…un bacio, Enzo, ovunque tu sia

andiamo, non sarete già stanche?
si balla ancora e stavolta si canta anche…
Cicale, vi ricordo che questa era la sigla di “Fantastico 3″ (1981)




Uno rapido sguardo sul decennio

Ogni decennio è diviso fra il precedente e il successivo.
Gli anni ’80, sulla scia del risveglio giovanile degli anni ’70, sono stati un trampolino verso un nuovo mondo.
Un decennio caratterizzato da veri e propri passaggi d’epoca.
Il declino del terrorismo nazionale, l’affermazione di quello internazionale, il crollo del comunismo. Ma anche una nuovo modo di vivere i rapporti.
Il sesso promiscuo, il carrierismo a tutti i costi, la musica elettronica, le pettinature scalate e il trionfo delle spalline, passando dal maxipull fino ad arrivare all’apologia dello scaldamuscolo.

Farah Fawcett
Una delle icone degli anni 70 e 80. Con le sue pettinature scalatissime ha fatto scuola fra noi ragazze
Farah Fosset