Gelati d’annata alla Ragnatela
Fra noi nostalgici degli anni ’80 c’è tutta una letteratura sui gelati dell’epoca.
Per me, in particolare, ricordi e sensazioni, che riguardano i gelati della mia infanzia, mi rimandano al piccolo paese di mare dove, da tempo, vado in vacanza.
I bar del posto allora erano 3: c’era quello nella piazzetta, che frequentavo poco perché aveva i gelati Sammontana, che, diciamocela tutta, non sono proprio un granchè; quello in fondo alla salita dal nome inglese per me impronunciabile avendo pochi anni di esperienza linguistica alle spalle, che aveva i gelati Motta; infine quello sulla strada che portava in paese che nel tempo ha avuto diversi nomi: il primissimo, quello di quando io ero poco più che una poppante, era “la ragnatela”.
Lì vendevano i gelati Algida-Eldorado, gettonatissimi da noi tutti, credo anche grazie alla pubblicità super trendy e onnipresente del “Cuore di panna”.
Ecco la mia classifica di gradimento:
N.1 cornetto;
N. 2 calippo a cocacola sapendo che quando te lo prendevi dovevi accettare senza polemiche i sorrisini dei maschietti;
N. 3 il Blob (che allora si chiamava Zaccaria, come il guardiano del parco dove avevo la casa);
C’era poi una categoria di “gelati per grandi”: quello al whisky, quello al caffè e tutta una serie di “coppa rica” che oltre ad essere costose, avevano qualche ingrediente che a mio giudizio era lecito solo agli adulti.
Come dimenticare poi il gelato dei puffi e lo “shark” che stimolavano poderose gare a chi aveva la lingua più blu o il “verde menta” (che dava luogo a calembour poco signorili) che invece la lingua te la faceva verde.
Il cono con la gomma nella punta “gommolo”, il ghiacciolo con la stecca di liquirizia “liuk”, il “piedone” e il similpatriottico “arcobaleno”.
Infine una commemorazione a parte la merita a mio giudizio “LA BOMBONIERA”, il gelato che mia madre mi comprava solo quando andavamo al cinema.
Era il più desiderato, prezioso e buono. Ricordo che persino il vassoietto interno aveva un odore gustosissimo che se lo sentissi ora mi verrebbero in mente immediatamente le poltroncine rosse e sgangherate del cinema “metropol” della mia città, defunto oramai da più di ventanni e l’omino dei gelati, anche lui vestito di rosso con a tracolla la cassetta delle leccornie.
Spot “Cuore di panna” 1982 (www.spot80.it)

mah, a me ne era venuto in mente un altro: quello con il bastoncino a forma di fionda (a y) e i due occhi con al centro due palline di chewing-gum… solo io me lo ricordo?
Ragazzi… ma ve lo ricordate il Concertino al cioccolato??? Oggi non esiste più, è sopravvissuto solo quello all’amerena… Al suo posto si è fatto avanti a furia di supercampagne TV l’attuale MAXIBON! Con quel tronco di cioccolato duro calato in mezzo alla panna gelata. Che non è male, ma come il concertino dal cuore di cioccolato quasi liquido non ce n’era…
Claudia said:
Ma era il DR Strabik della Eldorado… O Sbaglio?
Luisa said:
con tutto lo sforzo possibile, non me lo ricordo…
ciao ve lo ricordate il matitone dell’ ALGIDA? se non rricordo male costava 350 lire…ciao
ciao Filippo:)
no il matitone mi manca, com’era?
Calippo all’arancia for ever…Era il mio gelato preferito insieme alla coppa del nonno.Ma vi ricordate che ardua impresa mangiarlo il calippo?
Mitico il Dr. Strabik!!!
SCUSATE MA STO IMPAZZENDO PERCHE’ NON RICORDO IL NOME DI UN GELATO CHE MI FACEVA IMPAZZIRE DA PICCOLA. NON RICORDO SE ALGIDA MOTA O ROBA DEL GENERE. ERA ALL’ESTERNO DI MENTA CREMOSA E FORSE CIOCCOLATO E DENTRO MENTRE LO MANGIAVI USCIVA UN ANIMA DI LIQUERIZIA (NON IL BASTONCINO COM IL FAMOSO LIUK).
QUALCUNO SE LO RICORDA?
TANIA
MOTTA NON MOTA. SCUSATE
ciao tania, putroppo non mi ricordo di questo gelato, ma doveva essere buonissimo da come lo hai descritto…purtroppo negli anni sono stati tolti dal mercato tanti prodotti gustosissimi.