I Tunes: la mia macchina del tempo

La domenica di rassetto è saltata. E’ lunedì pomeriggio e una temibile pila di camicie da stirare incombe su di me. Per creare un po’ di atmosfera accendo I tunes e scelgo l’opzione “brani random”. In questo modo anche stirare può diventare un’ esperienza unica.

Camicia n.3. Non si stira neanche con una pressa di 195 chili, la pazienza non mi viene in contro, ma I tunes mi dà una mano: Pino Daniele, “Bella ‘mbriana”.

All’improvviso mi trovo nella macchina di mio padre: fa caldo, c’è il sole del pomeriggio e sono piccola (ma solo di età). Deve essere l’estate del 1983.
Stiamo raggiungendo la casa al mare e mio fratello ha messo una cassetta di Pino Daniele: “Buona sera bella ‘mbriana mi rest’appesa ‘a nu filo d’oro”, non capisco bene le parole perché avrò più o meno 7 anni e non ho dimestichezza con il dialetto napoletano. Non importa, faccio come per le canzoni in inglese e imparo il suono.

Per sempre quelle note mi ricorderanno le vacanze estive e il percorso per raggiungerle.

La musica parte e vedo quella che prima era una casa, poi un ritrovo fra pizze e cornetti, poi di nuovo una casa. Uno dei proprietari assomiglia un po’ a Marco Carena, un po’ a De Gregori; il fratello soprannominato “paperino” è un ragazzone con una voce da piccola principessa, accento calabrese a parte.

Con la stessa disinvoltura con cui, ferro alla mano, passo dal colletto al polsino, Bella ‘mbriana lascia il testimone a “Je so’ pazzo”. Anche qui imparo il suono approssimativo della parole praticando il neologismo più audace, ma non importa sono piccola e tutto mi è concesso.

Sono ancora in macchina, ma sono arrivata a destinazione da qualche giorno. Siamo sulla litoranea che collega il paese figlio al paese padre. Solo 4 chilometri li separano, nel mezzo, lo spettacolo più bello che si possa vedere: un’isola sorridente che dalla spiaggia pare lontanissima, ma dalla macchina la si può toccare con una mano. La musica è forte e senza distrarmi dal paesaggio in movimento, con un gesto meccanico giro la manopola che regola il volume della radio: bisogna togliere l’audio, c’è la strofa con la parolaccia, io sono piccola e mi vergogno di sentirla davanti a mamma e papà.




Lascia un commento

(campo obbligatorio)

(campo obbligatorio)

Preview:

# Anonymous says:

Posted on August 28th, 2008, 14:24