Il profumo del nonno per le scale e l’aroma delle mie scarpe nello showroom
La giornata lavorativa è finita.
Torno a casa e mentre apro il portoncino del mio palazzo di emigrante improvvisamente qualcosa schiaccia il tasto rewind nel mio cervello: da poco qualcuno è sceso per le scale lasciandosi dietro la scia di un dopobarba e catapultando me in un mare di sensazioni confuse ma piacevoli.
Scrivendo queste pagine ogni giorno scavo nella memoria cercando immagini, parole, canzoni o persone, ma quanto sono importanti gli odori per rivivere ciò che non è più?
Ne basta uno, dimenticato su una scala, per avviare la macchina del tempo e ricordarmi che forse quel profumo lo usava nonno Vincenzo o papà (anche lui Vincenzo, il terrone osserva e conserva le tradizioni più di un antropologo) e richiamare alla mente una parte della mia vita molto piacevole: l’infanzia, quando andavo dai nonni e mi annoiavo, perché i grandi parlavano di cose per niente fascinose, salvo poi, seduta a cavalcioni su una gamba anziana, immaginare di trotterellare su un pony, mentre il mio naso aspirava distrattamente qualcosa che la mente avrebbe conservato e che un giorno mi avrebbe regalato la fotografia precisa di quell’istante.
L’”attacco di memoria” è così, ti coglie all’improvviso e finchè si tratta del profumo del nonno ti fa anche piacere, ma quando si tratta di quella volta in cui tua madre ti ordinò di non giocare a pallavolo con Donatella, perché dopo poco avevi la prova dell’abito della prima comunione e le tue scarpe da ginnastica non regolavano la traspirazione dei tuo arti inferiori e tu, non curante dell’altrui consiglio, sfoderasti l’intero repertorio di Mila Atzuki e srotolando a tua madre la più crudele delle bugie osasti toglierti le scarpe nel prestigioso show room, provocando una temporanea chiusura al pubblico dell’esercizio, gettando everybody nella vergogna più vergognosa, forse vorresti soffrire di amnesie mentali e olfattive e ricordare cose di te e della tua infanzia, è il caso di dire, tutte rose e fiori. (questo è in assoluto il periodo con più coordinate che essere scrivente abbia mai scritto, che voi sappiate posso mandarlo a qualche tipo di concorso e aspirare al podio?!!)
A proposito di memoria olfattiva: le gommine profumate.
Negli anni 80 era un must collezionarle e scambiarle con le amiche. Provate adesso ad aprire la scatole dove le avete conservate, sono sicura che farete un tuffo nel passato.
Gommine a forma di cioccolatini, avevano un profumo meraviglioso.
Io avevo la seconda da sinistra, in preda all’eccitazione olfattiva, provai a darle un morso
Anch’iooo collezionavo le gommine profumate… mitiche!! In realtà la collezione era stato mio fratello ad iniziarla ma in ogni caso con il mio valido supporto. Da notare che nella collezione erano ovviamente state inserite anche gomme non profumate, ma ugualmente fantastiche… quelle delle merendine del Mulino bianco!!!