E vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni

L’aereo è atterrato, anche stavolta mi sono salvata.

Dopo la testimonianza al matrimonio della mia amichetta le vacanze avrebbero dovuto avere inizio, ma si sa, la sfiga è sempre in agguato.

Convinco il mio quasi marito a rimandare la partenza di un paio di giorni promettendogli bagni in posti da sogno, quando il mio essere donna oggi si sprigiona in tutta la sua essenza.

Mesta mesta io e finalmente contento lui, partiamo alla volta del profondo sud, ho la gola devastata, faccio fatica anche a parlare.

Non mi ammalo mai, sono praticamente una roccia, ma mi piace stupire: il 7 agosto ho la febbre alta. Vado avanti così per 7 giorni.

Il 16 agosto, dopo aver rovinato parte della vacanza praticamente a tutti decido che è ora di rifare le valigie e sperare in un futuro migliore. Ciò che mi lascio alle spalle è un profondo senso di gratitudine da parte di cognati/e, suocera e quasi marito. Continua a leggere questo post »





Volare, ohoh

…mi piace puntare sulla personalità, sebbene…

Sto per partire: fra 5 ore salirò su un aereo per tornare a casa e come ogni volta prego di non morire, ma stavolta la vedo dura.

Colgo l’occasione per lasciare alcune direttive ad amici e parenti: Continua a leggere questo post »





Toto Cutugno, come back home

Negli anni della mia infanzia televisiva e musicale c’era una presenza costante: un uomo dal capello nero e scalato, le giacche con le spalline, che, seduto a un pianoforte cantava inneggiando ad amori struggenti e passionali. Questuomo alla sua musa cantava: “Dimmi che nessun uomo ti ha fatto tremar come tremi con me”.
Poesia, pura poesia, declmata con voce roca e incerta.

Quando questuomo cantava e vinceva per la prima e unica volta il festival di sanremo con Solo noi era il 1980. A fargli compagnia in classifica Battiato con “Up patriots to arms” e Gianni Togni con “Luna”, ma allora, nel fulgore della sua carriera musicale, questuomo non temeva rivali.

Seguirono anni di successi, non solo musicali, ma anche televisivi grazie alla conduzione di alcune edizioni di domenica in.

Poi il buio. L’Italia, alla quale lui aveva dedicato versi di rara intensità come:

Buongiorno Italia che non si spaventa
e con la crema da barba alla menta
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV
Buongiorno Italia col caffe’ ristretto
le calze nuove nel primo cassetto
con la bandiera in tintoria
e una 600 giu’ di carrozzeria
Buongiorno Italia
buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio
lo sai che ci sono anch’io

lo ripudia, dimenticandolo, mentre schiere di ucraini, russi e moldavi lo idolatrano.

Riprendiamoci ciò che è nostro, facciamo ritornare Toto Cutugno fra noi.
Barattiamolo con gli Zeroassoluto e Paolo Meneguzzi.

Ciao Toto.

Toto Cutugno, “Solo noi”

Toto Cutugno a Bratislava canta “Il tempo se ne va”,

Franco Battiato, “Up patriots to arms”

Gianni Togni, “Luna”





Mi aiuti ad alzarmi?

E pensare che fino a un anno fa il mio migliore amico era Fred Flinstone…ora non riesco a vedermi più le gambe, ma il mio pc portatile è bellissimo…soprassiedo con entusiasmo.

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Voglio vederti danzare

Scene di vita vissuta

Lui: sai, io ho frequentato il mondo della danza

lei: ah, bello! Allora conoscerai di certo Enzo Avallone

Lui: ehm, no

Lei: ma come? Truciolo

Lui: ehm, no

Lei: ma come? il ballerino biondo che ballava negli anni 70 con Stefania Rotolo

Lui: Stefania chi?

Lei: ammetto che a volte sono un tantino petulante, ma a te mancano proprio le basi.

Questa sì che era una sigla: 3 minuti e 45 secondi di coreografie.
Stefania Rotolo e Enzo Avallone, dopo di voi nessuno più.

TILT, 1979