Un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana
Uno dei film più divertenti visti negli anni 80. Da allora parte dei dialoghi sono entrati nel mio lessico quotidiano.
La colonna sonora è di Lucio Dalla: è qui che ho sentito per la prima volta la canzone “cara”, bellissima.
Borotalco (1982)
Cast
Carlo Verdone (Sergio) Eleonora Giorgi (Nadia) Christian De Sica (Marcello) Mario Brega (Augusto) Angelo Infanti (Manuel Fantoni) Roberta Manfredi (Rossella)Isa Gallinelli (Valeria)Enrico Papa (Cristiano)
Balletto Verdone-De Sica
-Come so ste olive?
-so greche
Incontri ravvicinati, ma non troppo
Qualche giorno fa uscivo dal lavoro stanca e scazzata.
A braccetto con la mia amichetta di ufficio percorro una delle arterie principali della City, quando alzando lo sguardo scopro che di fronte a me c’è un uomo dal viso familiare e simpatico con una scia di persone al seguito.
In un raro momento di silenzio e temporaneo smaltimento del traffico, un suono irrompe: la mia voce sguaiata, seguita da movimenti isterici:”Franco Battiato, Franco Battiato, è lui, è lui. Francoo, ti ho dedicato uno dei miei primi post del blog”.
Credo si siano girati in 50, ma Lui no.
Nel 1989, mia cugina, fan scatenata di Prince (estimatrice non solo dell’artista, ma anche dell’uomo. Misteri della psiche), finalmente riesce ad assistere a un suo concerto: credo che quella che ebbe fu una delle più grandi delusioni della sua vita di ragazzina. Quando lo vide, mi disse: “è stato come una bolla di sapone che si rompe toccandola”.
Secondo me la questione è meno filosofica: rimase male, perchè scoprì che dal vivo è più basso di quanto si possa immaginare e che, non trovandosi nelle prime file, ciò che vide, quando lo vide, fu un nanetto parruccato, ossuto e assolutamente privo di fascino.
E’ buona regola fare tesoro dell’esperienze altrui, così mesta, mesta ho resistito alla tentazione di rincorrerlo per scambiare quattro chiacchiere sugli anni 80 e sulla sua incredibile e poco discussa somiglianza con Pippo Baudo. Mai rompere il vetro trasparente che c’è fra un idolo e il suo devoto.
Franco Battiato “La stagione dell’amore”
Prince “Purple Rain”
Se son bello mi merito un Campiello
Ve la ricordate? E’ la pubblicità dei biscotti Campiello.
Siamo ben lontani dalla malizia degli spot degli ultimi anni, ma in sintonia con il topos del periodo: lo spot riprende infatti film come “Et” e la “storia infinita” di gran culto fra i ragazzi.
Il protagonista è un robotino parlante che invece di floppy ingurgita biscotti Campiello con miele d’acero, indispettendo la solita bimbetta bionda, altro topos della pubblicità degli anni 80;
Il claim è semplice semplice: “Se son bello, mi merito un Campiello”.
Qualcuno si sente di commentare l’espressione della “mamma” quando scopre il Be Bop il robot? Da Oscar, decisamente da Oscar.
Grazie a spot80
Scuola Furano
Navigando, navigando ho scoperto il gruppo “Scuola Furano“.
Sono italiani e hanno esordito nel 2004; il genere è “elettronica anni 80″.
Posto il video “Chocolate glazed”. Ad eccezione di alcuni passaggi, è tutto come negli anni 80: il sound e la grafica sono perfetti.
Ditemi che ne pensate.
Scuola Furano, Chocolate Glazed
A grande richiesta, si fa per dire
Il Mugnaio Bianco, lo sfigato per antonomasia della pubblicità.
Sempre sul punto di incontrare la sua Clementina.
Mi faceva venire un nervoso, come in quei sogni in cui devo fare la pipì e non trovo mai il bagno. (che delicatissimo esempio)
grazie al sempre grande spot80